venerdì 26 maggio 2017

Recensione "Allontanarsi" La saga dei Cazalet Vol.4


Allontanarsi
La saga dei Cazalet vol.4

Elizabeth Jane Howard

Formato: Brossura
Genere: Romanzo
Editore: Fazi        
Pagine: 669




Giudizio Sintetico

“Io sono favorevole ai nuovi. È tempo di cambiare”.

Dei quattro volumi è quello che mi ha rapita e catturata, quello che ho preferito in assoluto!
La guerra è finita e la famiglia Cazalet si divide, ognuno con il peso di una vita da ridimensionare o ricostruire totalmente.
La ricerca di un equilibrio capace di ridimensionare le vite e le personalità, inevitabilmente mutate dai destini e dal cambiamento in atto della società, sembra stonare con le vicissitudini che alimentano le vite dei protagonisti che abbiamo imparato a conoscere e a cui ci siamo affezionati.
I fratelli Cazalet devono combattere e soffrire per amore, i figli per trovare un posto nel mondo - sono le storie a cui mi sono affezionata di più - Rachel legata alla mentalità vittoriana della madre e all'amore proibito per Sid.
Tutti, ma proprio tutti i personaggi, si ritagliano percorsi differenti e raccontati dettagliatamente, nel contesto storico ricco di dettagli che arricchiscono la storia e danno una visione autentica di ciò che si viveva e bisognava affrontare negli anni successivi alla guerra.

La famiglia è sempre lì, una solida certezza che sa unire e consigliare nei momenti opportuni.
Dopo il costante "dolore" di "Confusione", "Allontanarsi" è voglia di tornare a vivere, di ricominciare, di crescere e sognare, è speranza pura!

Anche se la mole del volume spaventa, questo quarto volume tiene incollati alle pagine molto più degli altri, la lettura è scorrevole e le descrizioni, sempre perfette, riescono a fondere il lettore e la storia.
Cura, delicatezza, profondità e attimi travolgenti sono gli ingredienti che rendono questo volume meritevole di cinque stelle.

So già che in questi mesi alcuni personaggi mi mancheranno ma non resta che aspettare la pubblicazione del quinto volume programmata da Fazi editore per Settembre 2017.



Elizabeth Jane Howard (1923-2014)

Figlia di un ricco mercante di legname e di una ballerina del balletto russo, ebbe un’infanzia infelice a causa della depressione della madre e delle molestie subite dal padre. Donna bellissima e inquieta, ha vissuto al centro della vita culturale londinese della seconda metà del Novecento e ha avuto una vita privata burrascosa, costellata di una schiera di amanti e mariti, fra i quali lo scrittore Kingsley Amis. Da sempre amata dal pubblico, solo di recente Howard ha ricevuto il plauso della critica. Scrittrice prolifica, è autrice di quindici romanzi. La saga dei Cazalet è la sua opera di maggior successo, con un milione di copie vendute.

venerdì 19 maggio 2017

Recensione "Confusione" La saga dei Cazalet vol.3


Confusione
La saga dei Cazalet vol.3

Elizabeth Jane Howard

Formato: Brossura
Genere: Romanzo
Editore: Fazi        
Pagine: 524


Giudizio sintetico

Tre parole: amore, attesa, speranza!
Siamo nel pieno della seconda Guerra Mondiale.
Home Place sta diventando un posto sempre più spettrale, la razionalizzazione diventa difficile da sopportare ma, nella difficoltà di mantenere un aspetto di normalità, le vite scorrono e le piccole donne prendono il volo.
Louise si sposa, Clary e Polly cercano di indirizzare le forze verso progetti futuri, legati al lavoro e all'amore.
Nora fa della cura degli altri una missione di vita, senza prendere i voti.
Le storie segrete, gli amori proibiti, le infatuazioni non corrisposte sono gli ingredienti che, una volta quantificati e ordinati, mettono brio e colore nel clima drammatico che si respira in Inghilterra e nella storia dei Cazalet.

Tantissime Riflessioni introspettive di ragazze 17enni riguardanti i progetti futuri e le nostalgie per le perdite passate, di adulti che devono fare i conti con le privazioni e la nostalgia, nuove adulte (come Louise) obbligate a convivere con un matrimonio ossessivo e intricato.
Alcuni passaggi sono veloci e coinvolgenti, altri sono lenti e a tratti pesanti.
È un alternarsi di velocità di lettura e lentezza narrativa.
Dal diario di Clary tutta l'intensità di questi sentimenti si sente e commuove!
Le analisi lucide e mature sulla guerra, sui politici, sui bombardamenti e le mattanze, sono caratterizzate da un linguaggio semplice che però denota la lucidità e la chiarezza del significato profondo!

Questo terzo volume sembra farsi faticosamente spazio in uno sfondo che facilita alcune dinamiche e che mette pepe in situazioni diverse e curiose, dove pensieri e stravolgimenti commuovono e permettono al lettore di tuffarsi nella storia, a momenti lenti in cui l'autrice si dilunga.
Il lato introspettivo delle storie è l'indiscusso protagonista, la terza parte del romanzo tiene incollati alle pagine fini all'epilogo che, rimanendo aperto, rende insopportabile l'attesa del prossimo!
Questo terzo volume avvincente come il secondo ma denso di riflessioni diverse e articolate dei singoli personaggi.
Forse sta al lettore cogliere le diverse sfumature e apprezzarne l'alternarsi del ritmo.
La certezza indiscutibile è la prospettiva diversa da cui si osservano le cose, la guerra, i libri e i film citati, gli usi, e i costumi, tutto attraverso una narrazione chiara e delicata, precisa ed elegante.




venerdì 12 maggio 2017

Recensione "Il tempo dell'attesa" La saga dei Cazalet volume 2.

Il tempo dell'attesa
La saga dei Cazalet vol.2

Elizabeth Jane Howard

Formato: Brossura
Genere: Romanzo
Editore: Fazi        
Pagine: 637


Giudizio sintetico

Con questo secondo volume i Cazalet decollano.
Le situazioni si alternano e disegnano contorni variegati e coinvolgenti.
Gli adulti, i genitori e i personaggi di passaggio ad Home Place diventano singoli protagonisti di dinamiche che si fanno sempre più interessanti, amori passati, malattie, relazioni proibite, l'azienda e la difficoltà di andare avanti in un clima così teso e pericoloso.
Siamo nel 1940-1941, l'Inghilterra è minacciata dall'invasione tedesca che sembra imminente e i sentimenti dei personaggi trasudano preoccupazione per i figli, quelli più grandi che ormai hanno intrapreso strade autonome, e per i più piccoli, che potrebbero essere vittime innocenti di un gioco orchestrato e diretto da tiranni.
La chiamata alle armi di due dei fratelli, il razionamento dei viveri, la scarsità di gasolio per il riscaldamento, insomma, la guerra, rende le dinamiche più intricate e complicate.
Le donne, da borghesi e altolocate, si danno da fare per la famiglia, per i feriti, per i figli e aiutano, contribuiscono alla vita familiare in modo umile e silenziosamente rispettoso.
Ogni membro della famiglia è chiamato a fare qualcosa per la patria, per il paese e per il famoso orgoglio nazionale.
La vita continua, ma convive con la paura e la famiglia, unita più che mai, è un insieme di situazioni diverse ma ognuna coinvolgente e intrigante.

La guerra è lo sfondo drammatico, le paure e le incognite, gli amori e il desiderio di sperare nel futuro riempiono le pagine e una narrazione molto più fluida e intrigante.
La grandezza de "il tempo dell'attesa" sta nel saper alternare drammaticità a ilarità con la divisione di tre stelline.
Un esempio che mi ha colpita è l'affronto di un argomento delicato come il cancro e la successiva parentesi dove i bambini imparano a scrivere le parolacce come divertimento pomeridiano.
E.J. Howard, con questo secondo romanzo, pone i riflettori su condizioni meno personali e più collettive, raccontando sempre molto di ognuno!
La narrazione è poetica nelle descrizioni, proprio come nel primo, ma la dinamicità degli avvenimenti e delle storie raccontate colpisce e incuriosisce per tutta la durata del romanzo che è più semplice da apprezzare.
Il primo volume, ci si rende conto ora, ha silenziosamente legato il lettore ai personaggi, ci si affeziona e non ce ne rendiamo conto se non di fronte alla drammaticità di certe situazioni del secondo.
Molto molto meglio!


Elizabeth Jane Howard
(Londra, 1923 – Bungay, 2014). Figlia di un ricco mercante di legname e di una ballerina del balletto russo, ebbe un’infanzia infelice a causa della depressione della madre e delle molestie subite da parte del padre. Donna bellissima e inquieta, ha vissuto al centro della vita culturale londinese della seconda metà del Novecento e ha avuto una vita privata burrascosa, costellata di una schiera di amanti e mariti, fra i quali lo scrittore Kingsley Amis. Da sempre amata dal pubblico, solo di recente Howard ha ricevuto il plauso della critica. Scrittrice prolifica, è autrice di quindici romanzi. La saga dei Cazalet è la sua opera di maggior successo, con otto milioni di copie vendute. Fazi Editore ha pubblicato il romanzo Il lungo sguardo nel 2014 e i primi tre capitoli della saga: Gli anni della leggerezza nel 2015, Il tempo dell’attesa e Confusione nel 2016. Di prossima pubblicazione l’ultimo volume della serie.


venerdì 5 maggio 2017

Recensione "Gli anni della leggerezza" saga dei Cazalet vol.1

Gli anni della leggerezza
La saga dei Cazalet vol.1

Elizabeth Jane Howard

Formato: Brossura
Genere: Romanzo
Editore: Fazi        
Pagine: 604


Giudizio sintetico

“ Ah love, let us be true
To one another! For the world which seems
To lie before us like a land of dreams.
So various, so beautiful, so new…”
Le parve magicamente di risentire la sua voce pacata, un po’ stridula e pedante (non pronunciava bene la R)… poi non ricordò più come proseguire la lirica, e mentre tendeva le braccia nel buio la voce tremolò e si spense.
Era tutto finito.
In questo primo capitolo della saga familiare dei Cazalet, facciamo la conoscenza di tutti i personaggi e le vicissitudini che li riguardano.
Le differenze tra le diverse famiglie, quella dei genitori il Generale e la Duchessa con le mentalità vittoriane e antiquate, i tre figli maschi, due dei quali impegnati nell'azienda di famiglia e il terzo, Rupert, artista con qualche difficoltà a conciliare la giovinezza della seconda moglie Zoe e la scarsità economica che deriva dal voler essere pittore in un clima borghese che si respira per tutta la durata del romanzo.
L'unica figlia femmina Rachel, nubile e innamorata dell'amica Sid, rappresenta il rifugio per tutte le confidenze dei familiari.

Le famiglie, per le vacanze estive, si ritrovano come di consueto nella casa dei genitori, nel Sussex, dove le giornate si alternano tra il relax e le preoccupazioni dei grandi e i giochi e i divertimenti dei più piccoli.
"Gli anni della leggerezza" tracciano una linea che separa le estati vissute fino a quel biennio, 1937-1938 dove la storia è ambientata, e il presente dove, insieme alle preoccupazioni del singolo e dell'intera famiglia, si presenta con prepotenza l'ombra di una nuova guerra.
L'instabilità politica Europea cambia le dinamiche della vacanza, aumenta le paure nei grandi e nei piccoli e, per quanto le vite scorrano tra tradimenti, gravidanze e conflitti interiori, la famiglia è unita sotto un tetto che permette di condividere le ansie e prepararsi a ciò che sembra inevitabile...un conflitto che potrebbe portare invasori e bombardamenti.

Il lettore è un membro della famiglia invisibile, viene catapultato in un ambiente affascinante descritto attraverso dettagli unici e perfettamente equilibrati.
I dialoghi sono tanti ma veloci e coinvolgenti come le attività e le situazioni che vengono vissute dai singoli.
Gli uomini, divisi tra il lavoro, la famiglia e qualche vizio, sono diversi e in alcuni punti contrastanti nelle idee e nel modo di affrontare le difficoltà.
Le donne, quasi escluse dalle preoccupazioni, devono far funzionare e organizzare le giornate, devono mantenere integra quella facciata borghese che non permette comunque di sentirsi al sicuro in un clima così teso.
I bambini sono il vero fulcro, attraverso i giochi e le battute che si scambiano, alleggeriscono e spezzano la narrazione della vita quotidiana di un'epoca che apre alle novità, alle tensioni e alla paura di dover affrontare, per la seconda volta, un abominio come la guerra.

Vengono affrontati e accarezzati diversi temi, l'antisemitismo, l'omosessualità, i tradimenti, le gravidanze inaspettate.
L'autrice pone magistralmente in luce anche le diversità di ceto tra i Cazalet e i domestici, l'insegnante, i vicini ecc. .
Ogni personaggio che viene coinvolto nella storia ha un suo spazio e una sua identità, un suo pensiero e una sua dimensione dove dar voce alla propria intimità.

Questo primo romanzo non è semplice da affrontare, l'intera narrazione non è carica di grandi avvenimenti capaci di stravolgere la storia e renderla intrigante ma dona, attraverso dialoghi e descrizioni perfette, una panoramica sulla vita borghese di una famiglia che, di fronte alla tensione nazionale ed Europea, si trova a dover affrontare i problemi di tutti.
Una lettura sicuramente piacevole, che non stanca ma che si ha quasi la sensazione, sia un'anteprima di avvenimenti che accadranno in futuro.
Si ha la sensazione di essere inattesa di un qualcosa che però non avviene.
Un primo volume che forse, a fronte delle 604 pagine, è un po' troppo incentrato sulle descrizioni della vita quotidiana povera di scene entusiasmanti e dinamiche.
La speranza è che la storia prenda vita, colore e azione nel secondo volume che vedrà i Cazalet fare i conti con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.


Elizabeth Jane Howard
(Londra, 1923 – Bungay, 2014). Figlia di un ricco mercante di legname e di una ballerina del balletto russo, ebbe un’infanzia infelice a causa della depressione della madre e delle molestie subite da parte del padre. Donna bellissima e inquieta, ha vissuto al centro della vita culturale londinese della seconda metà del Novecento e ha avuto una vita privata burrascosa, costellata di una schiera di amanti e mariti, fra i quali lo scrittore Kingsley Amis. Da sempre amata dal pubblico, solo di recente Howard ha ricevuto il plauso della critica. Scrittrice prolifica, è autrice di quindici romanzi. La saga dei Cazalet è la sua opera di maggior successo, con otto milioni di copie vendute. Fazi Editore ha pubblicato il romanzo Il lungo sguardo nel 2014 e i primi tre capitoli della saga: Gli anni della leggerezza nel 2015, Il tempo dell’attesa e Confusione nel 2016. Di prossima pubblicazione l’ultimo volume della serie.

mercoledì 3 maggio 2017

Recensione de "La ragnatela del potere" di Jim Tatano

La ragnatela del potere
Jim Tatano

Formato: Brossura
Genere: Giallo
Editore: Bonfirraro editore        
Pagine: 180


Giudizio sintetico

Roma, città eterna, dove la storia passata torna prepotentemente in scena quando Davide decide di indagare sulla misteriosa eredità lasciata dal nonno, semplice bibliotecario siciliano dalla vita umile.

Proprio a Roma, intanto, una serie di delitti e un pericoloso assassino spaventano gli abitanti.
Omicidi che sembrano non avere connessione, un amico che intesse collegamenti come in una ragnatela, una donna misteriosa bisognosa di ospitalità e tasselli che prendono posto in una storia avvincente dove passato e presente si uniscono al pericolo e al mistero.

Il ritrovo quotidiano al Bar dove, con semplici ma importanti rivelazioni, La Tierre, anziano uomo dal fare ambiguo, rivela informazioni che escono da segrete fonti non rivelabili.
Personaggi e cornici pericolose, degne di film d'azione di primo livello, catapultano e coinvolgono il lettore in un intricato viaggio nella favolosa Roma, dove sparizioni nel passato, durante la Seconda Guerra Mondiale, si intersecano con i recenti omicidi.
Vittime diverse, per estrazione sociale e lavoro, sembrano non centrare nulla con la vita di Davide, fino ad avvenimenti inspiegabili e personali che porteranno il giovane in prima linea nella risoluzione del caso e nella scoperta di verità eccezionali sul passato del nonno e sul suo presente.

Un libro davvero bello, una storia rischiosa per i tanti collegamenti storici e gli enigmi posti e risolti, che riesce e sorprende, mai scontata e coinvolgente fino all'ultima riga.
Mistero e storia si fondono in intrecci che ricordano lo stile di Dan Brown ma che sono diversi e ricchi di spunti unici, risultato di attenti ed evidenti studi dell'autore che sa destreggiarsi in una stesura per nulla semplice.

Il fascino di una città che crediamo di conoscere ma che nasconde piccoli gioielli carichi di fascino che arricchiscono la storia.
Un giallo ricco di interrogativi, una corsa nel difficile cammino della risoluzione dei misteri.
Un romanzo che si legge velocemente per la curiosità che rimane viva in ogni singola pagina: consigliato!!

Jim Tatano vive a Villalba in Sicilia è uno scrittore, saggista, conduttore radiofonico, blogger e giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti di Sicilia. Co-fondatore della rivista culturale Kairos, ha collaborato inoltre con diverse testate giornalistiche.
Ha condotto per Radio Gemini il programma Ospite d'eccezione.
Appassionato di storia locale, mitologia greco-romana, simbologia massonica, musica Rock e Blues, e molto altro.Tra le sue pubblicazioni Il Magico Giardino (2009), Il Mito della Lanterna (2012) e I dieci anni del Ciliegio (2013).


venerdì 28 aprile 2017

Recensione "Cerchi infiniti" di Cees Nooteboom


Cerchi Infiniti
Viaggio in Giappone
Cees Nooteboom

Formato: Brossura
Genere: Viaggi
Editore: Iperborea        
Pagine: 128

Certi viaggi hanno l’obiettivo segreto di «estraniarti dalle tue origini», «scardinarti l’esistenza»: «soltanto allora sei stato veramente via, così altrove da essere forse diventato un altro», scrive Cees Nooteboom, infaticabile esploratore di culture, riguardo al paese che conserva per lui un fascino unico: il Giappone.Cerchi infiniti raccoglie i suoi testi più illuminanti su quarant’anni di viaggi attraverso i paesaggi, le architetture, la poesia e la storia del Sol Levante. Dalle metropoli avveniristiche di Tokyo e Osaka alle antiche città imperiali di Kyoto e Nara, dalle incisioni di Hokusai e Hiroshige al teatro kabuki, il rapimento mistico e intellettuale dei giardini zen, quella coesistenza intrecciata di buddhismo e shintoismo nei templi e nei riti millenari che scandiscono ancora il calendario nelle campagne. Viaggi accompagnati dalle pagine di Kawabata, Mishima, Tanizaki, ma soprattutto dalle Note del guanciale di Sei Shōnagon e dalla Storia di Genji di Murasaki Shikibu, il primo romanzo della storia, che ritrae il raffinamento estremo a cui giunse l’isolata corte di Heian nell’XI secolo. Con la sua capacità di cogliere le sfumature più sottili, accendere connessioni, stimolarci a vedere con altri occhi e a rapportare il particolare all’universale, Nooteboom ci immerge nell’esperienza della scoperta, della bellezza e della sfida che il Giappone continua a rappresentare per l’Occidente: possiamo arrivare a conoscere veramente una cultura così lontana da noi? Ma è proprio nel confronto con l’altro che il viaggio diventa una ricerca sul fondo comune della condizione umana, un pellegrinaggio interiore per interrogarsi su se stessi.







Giudizio sintetico


Da amante del Giappone, ho apprezzato questo libro regalatomi da Chiara, dalla prima all'ultima riga.
È un raffinatissimo racconto di viaggio alla scoperta di uno dei Paesi più affascinanti e dai tratti più misteriosi e impenetrabili, sempre ricco di particolari strabilianti ed estremamente lontano dalla cultura occidentale: il Giappone.


 "Cerchi infiniti. Viaggi in Giappone" non è "soltanto" una raccolta di racconti di viaggio, è una continua scoperta del Giappone attraverso i suoi paesaggi, le sue architetture, i suoi aspetti culturali, senza mai rinunciare a raffinate incursioni negli aspetti storico-letterari e ad affondi sugli usi e costumi dei suoi abitanti. 
È un libro che consente agli amanti della letteratura di viaggio, e in particolar modo agli amanti del Paese del Sol Levante, di scoprire sfumature e allacciare collegamenti di altissimo profilo.


Hanno un pregio raro le pagine scritte da Cees Nooteboom: non si limitano a descrivere il Giappone e i suoi aspetti più raffinati e meno conosciuti, ma consentono al lettore di assaporare a pieno l'esperienza della scoperta di questo arcipelago ricco di storia e di tradizioni millenarie che, ancora oggi, si accompagnano, convivono e stridono con una modernità stupefacente e dai tratti inarrestabile.

"Cerchi Infiniti" pone il lettore di fronte a molti interrogativi, gli stessi con i quali ogni viaggiatore ha dovuto fare i conti mentre ha vissuto un'esperienza alla scoperta di questo straordinario Paese che sarà sempre protetto da una preziosa aura di mistero in grado di resistere ai molteplici tentativi di dissolverla.



Cees NOOTEBOOM

NAZIONE: OLANDA
Autore di romanzi, poesie, saggi e libri di viaggio, è ritenuto «una delle voci più alte nel coro degli autori contemporanei» (The New York Times), tradotto in più di trenta paesi e insignito di numerosi premi letterari, paragonato dalla critica a Borges, Calvino e Nabokov. Nato all’Aia ed eterno viaggiatore, si è rivelato a soli ventidue anni con Philip e gli altri e ha raggiunto il successo internazionale con romanzi come Rituali e Il canto dell’essere e dell’apparire. Tra le ultime sue opere pubblicate da Iperborea, Le volpi vengono di notteAvevo mille vite e ne ho preso una sola e Tumbas.

giovedì 27 aprile 2017

Recensione "Lo scarabocchio" di Cinzia Nazzareno

Lo scarabocchio
Cinzia Nazzareno

Formato: Brossura
Genere: Romanzo
Editore: Bonfirraro         
Pagine: 237

Olmo è un piccolo borgo della Sicilia degli anni ’70. È qui che vive la famiglia, apparentemente felice, di Filippo Aletta. Soltanto l’ultimogenito, lo strano e tormentato Gianni detto “Genny”, desta alcune preoccupazioni.
Quando una notte, nel fienile, il padre lo scorge in atteggiamenti equivoci con lo sgorbio del villaggio, prende coscienza con amarezza della sua vera identità sessuale di donna intrappolata nel corpo di un ragazzo e, in preda a una crisi di nervi, lo caccia da casa e gli intima l’immediato trasferimento a Roma. È lì che l’ingenuo Genny spera di incontrare il vero amore…
Con una struttura a cornice che apre, pervade e chiude il racconto e che ne rivelerà il messaggio più profondo, la storia è il crudele affresco di una società cieca e bigotta, pervasa da infiniti pregiudizi nei confronti della “diversità”, e prosegue con travolgenti colpi di scena, fino a giungere a uno struggente finale mozzafiato.





"...Lui avrebbe preso i colori più belli, la tela più grande e usando la fantasia più sfrenata avrebbe dipinto il suo mondo esattamente come voleva che fosse, diversamente e tutto al contrario rispetto a come gli altri volevano che lo vivesse"
Giudizio Sintetico


In questo romanzo Cinzia Nazzareno ci fa vivere, attraverso la storia narrata da nonna Camilla e da Mila, la struggente ricerca di amore e serenità di Gianni "Genny", nato uomo ma da sempre consapevole di essere uno scherzo della natura, un torto fatto per una ragione sconosciuta.


Camilla, nonna ottantenne con qualche problema di salute, si confida con la nipote Albina, la quale deve presentare la tesi al professore dell'università, con una storia "diversa" che unisca interesse e nazione, una storia che spicchi tra le tante.
Proprio in questo contesto Albina, trova nella nonna la narratrice perfetta, custode di una storia che le tocca l'anima e che, attraverso dettagli sempre più profondi, tracciano una linea sottile che unisce la vita di Genny alla vita di tante persone del borgo, spettatori silenziosi e complici omertosi di un drammatico epilogo.
Una storia che parte da lontano, dall'incontro dei genitori di Genny, del lavoro presso Don Carmine del padre Filippo e delle maternità di mamma Caterina.
Tre figli maschi, una femmina, Mila, e l'ultimo figlio, nato tra sogni ricorrenti che preannunciano una vita travagliata, segnata da una "diversità" che, per vergogna e onore, non può essere accettata.


Si intrecciano così le vite dei familiari, degli abitanti del borgo, di signori lontani e di scelte sbagliate.
Genny, essere speciale che non si vergogna dell'attrazione che ha per gli uomini e per le sensazioni intime di sentirsi donna.
Genny che non nasconde, che si confida con la sorella Mila e che si culla tra le braccia della mamma, non abbastanza forte da evitare le scelte drammatiche del marito.




Una storia che si divide tra Napoli, la Sicilia e Roma, una ricerca di se stessi e di amore che passa anche attraverso scelte sbagliate, drammatiche conseguenze di fiducia riposta nelle persone che non lo meritano. Paesi ancora troppo chiusi nella mentalità, dove l'onore vale più di un figlio e dell'affetto. Un libro prezioso, dove riflessioni e lacrime si uniscono alla speranza, un romanzo custode di un messaggio che, a prescindere dal tempo, fermo come in una posa artistica, non lascia indifferenti ma coinvolge e ci fa prendere Genny per mano.





Si sente la mancanza di fasce temporali precise, ci si aiuta con alcuni dettagli ma con difficoltà.
Una lettura scorrevole, ricca di riflessioni e di dialoghi, alcuni con un linguaggio troppo formale per l'intimità tra le persone, ma comunque completo, elegante e ben strutturato.


I temi affrontati sono attuali, capaci di far riflettere nella forma e nel contenuto, la semplicità e il tatto con cui, Cinzia Nazzareno scrive, aiuta a cogliere la singola tratteggiatura di un'anima fragile, che può essere esempio di realtà a noi vicine.


La narrazione, presentata come racconto, incuriosisce e aiuta ad arrivare velocemente alla fine, la voglia di conoscere l'epilogo e la speranza che non sia come si intuisce dalle parole dell'espositore, tengono la storia viva dalla prima all'ultima pagina!




"Scarabocchio" è un appellativo, una parola forte che, anche con il passare del tempo, viene utilizzata per ferire un'anima fragile. Una storia che viene narrata e, che diventa un po' nostra, ci aiuta a riflettere e ci invita a meditare su noi stessi e sulla superficialità che circonda il nostro mondo e la nostra società che si crede "moderna".



Cinzia Nazzareno è laureata in Scienze Politiche e specializzata in Didattica del Sostegno. Dopo aver peregrinato in giro per l’Italia, attualmente insegna a Niscemi, dove vive con la sua famiglia. Nei suoi scritti il paese d’origine, dove ama rifugiarsi per concentrare i suoi pensieri, è divenuto Olmo, luogo di ispirazione per tante storie. Lettrice bulimica, risente dell’influenza delle grandi scrittrici siciliane - Simonetta Agnello Hornby, Giuseppina Torregrossa, Emanuela Ersilia Abbadessa - che portano sulla carta profumi e sapori dell’isola.
Il suo debutto letterario è legato a “Il sole in fondo al cuore”, romanzo d’esordio salutato da lusinghieri consensi della critica e dei lettori proprio per la sua impronta femminista e intimista.
“Lo scarabocchio” è la seconda prova d’autore.