giovedì 21 settembre 2017

Review Party "Il guerriero del mare" di Giulio Castelli - Newton Compton Editori

Review Party da oggi, 21 Settembre 2017, in libreria!

Il guerriero del mare
Giulio Castelli

Formato: Copertina rigida
Pagine: 571
Genere: Romanzo storico



Giudizio sintetico





Un conto è studiare le guerre Puniche a scuola, un altro poterci "entrare" e viverle in prima persona attraverso le parole e il racconto della vita di Gaio Lutazio Catulo.
Scoprire così come vivevano i romani della Repubblica, quali usi e costumi si presentavano di fronte ad un viaggiatore lontano, quali nomi e parole sentiamo ancora oggi pronunciare, magari con un significato diverso ma soprattutto quale importanza poteva avere la famiglia d'origine, il fato, l'ingegno e il dio denaro.
Tra guerre, interessi personali, amanti, scontri familiari, déi e nemici, questo romanzo è il perfetto racconto delle nostre radici e della grande lotta per il dominio della Repubblica Romana.

Il romanzo inizia nel 281 a.c., Gaio Lutazio Catulo ha dieci anni e vive con la famiglia appartenete al ceto ricco ma ancora fedele alle buone maniere.
Proprio per questa benevolenza e per lo spirito compassionevole del padre di Gaio, una famiglia facoltosa come quella dei Claudi diventa ostile ai Lutazi perchè vede ostacolato il diritto di lucrare sulle sofferenze degli altri.
Questa strada inaspettata che prende la vita di Gaio e circostanze sfavorevoli, lo portano prima a Cartagine e poi a stringere amicizia con l'anziano della famiglia dei Claudi che sarà prezioso alla formazione personale e politica del ragazzo.
Attraverso la narrazione dello stesso Catulo si ha la possibilità di seguire tutti gli avvenimenti storici che portarono alla guerra con Pirro prima, dove fecero la comparsa in Italia gli elefanti, e alla prima guerra Punica  poi, dove l'ingegno nella costruzione della flotta navale sarà decisivo.
Proprio nella prima guerra punica Gaio Lutazio si distinguerà, e questo gli permetterà di passare alla storia.
In guerra prezioso e decisivo, in patria eroe.
Ma basta il decoro militare ad una vita tranquilla a Roma?
No, infatti la vita cittadina non sarà meno impegnativa di quella sul campo.
Non saranno solo i conflitti familiari a destare preoccupazioni ma anche il matrimonio infelice, l'amore desiderato e impossibile, le congiure, i tradimenti, le amicizie e l'apprensione per tutto ciò che seguirà decisioni politiche e consolari.
Insomma, attraverso il racconto di Gaio Lutazio Catulo, si ha la possibilità di conoscere, scoprire e "vedere" da vicino la vita e tutto ciò che ruota attorno alla "grande Roma".

E' difficile non rimanere affascinati e meravigliati quando si ha di fronte uno scritto così curato, studiato e coinvolgente.
La documentazione e i dettagli architettonici, culturali,  e riguardanti usanze, linguaggio, armi, strategie e vita cittadina, sono il primo merito che deve essere riconosciuto a Giulio Castelli.
L'autore, grande studioso e scrittore di storia tardoantica e medievale, ci dona dettagli utili a capire molto della citta divenuta centro del mondo per secoli.
Un grande romanzo storico, capace di coinvolgere il lettore nella vita di un cittadino romano, meravigliarsi con lui, impaurirsi, rimanere affascinati dall'imponenza nelle descrizioni del faro di Alessandria, inorridire di fronte alle crudeltà della guerra e parteggiare per smascherare i brogli della Repubblica.
Una capacità narrativa capace di racchiudere la vita di una persona, non un lavoro facile ma riuscito perfettamente grazie anche al racconto in prima persona che intensifica fantasia e interesse del lettore.
La completezza storica viene resa curiosa affascinante grazie agli spaccati descritti di vita pubblica dei personaggi, dai sotterfugi e tutto ciò che ne consegue.
La parte centrale, relativa alla guerra in Sicilia contro Cartagine e la conseguente supremazia navale è forse quella che necessita più impegno e concentrazione, ma che aiuta a comprendere fino in fondo i fatti storici per l'intensità del racconto, gli scambi e i tentativi di pace.
Un'ulteriore nota positiva va riservata al glossario dei termini antichi che si trova nella prima parte del libro, utile a comprendere terminologia comune e nomi di città e popoli.
Sapevate per esempio cosa sono le calende o a cosa corrisponde  l'ora dodicesima?  Cosa fosse la "pietra nera"? La composizione delle domus?

Insomma, questo romanzo è un'ottima occasione per capire, conoscere e arricchire noi stessi con la capacità dell'autore di coinvolgere come nei migliori film di avventura o nelle serie tv di successo.
Un romanzo che è il completamento di se stesso che si chiude con la parte iniziale, capace di incuriosire su ciò che sarà, sull'ascesa di Annibale Barca, il "più grande generale dell'antichità".




Giulio Castelli

Narratore, saggista e giornalista professionista, è studioso di storia tardoantica e medievale. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo il romanzo Il fascistibile, il pamphlet Il Leviatano negligente, i saggi Potere e inefficienza in Italia e Il Piccolo dizionario 2005. Con la Newton Compton ha pubblicato ImperatorGli ultimi fuochi dell’impero romano476 A.D. L’ultimo imperatore; Il diario segreto di Marco AurelioL’imperatore guerriero, La battaglia sulla montagna di Dio e Il guerriero del mare.





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lunedì 18 settembre 2017

Recensione "Paradisi minori" Megan Mayhew Bergman - NNEditore

Paradisi minori
Megan Mayhew Bergman

La verità è che siamo pazzi, malati d'amore, tutti quanti

Formato: Copertina flessibile
Pagine: 234
Genere: Racconti
Editore: NNEditore


Giudizio sintetico


"Paradisi minori" è un libro di racconti, un unione di parole capaci di contenere e far convivere passato, presente e futuro.
Con una grande capacità narrativa l'autrice inizia a raccontarci esperienze diverse partendo dal presente, raccontando il passato e lasciando grandi incognite sul futuro.
Il senso di questi racconti non va ricercato nel finale a lieto fine o in parole tra le righe, ma nell'esperienza singola capace di generare  verità collettive.

Megan M. Bergman unisce paesaggi agricoli, flora, fauna e il genere umano in una danza di esperienze che hanno come centro gravitazionale le difficoltà quotidiane e il rapporto tra l'interiorità e il corpo, l'empatia e  la compassione.
Scelte di vita e situazione economica non possono niente quando si ha di fronte la malattia, la solitudine, la paura della gravidanza, la mancanza di un genitore o l'apprensione per il proprio animale domestico.
Questo libro ha il potere di fondere l'uomo, l'animale e la natura, l'istinto e l'umanità, il buon senso e la speranza, la responsabilità nei confronti del pianeta e l'egoismo delle scelte.
Leggiamo così esperienze che toccano argomenti simili ma in contesti differenti come il rapporto con i genitori, la gravidanza, la malattia, la morte e l'amore.
I sentimenti e le situazioni che troviamo in queste storie variegate hanno il comune denominatore degli animali, con cui i protagonisti hanno sempre a che fare: il cane di famiglia, il pappagallo della madre, il volontariato in rifugi, la veterinaria, la pesca.
Vittime o carnefici siamo sempre noi a decidere, ma la natura spesso ci ricorda che non siamo onnipotenti e che, a prescindere dalle scelte che prendiamo, l'ultima parola è sua, del modno, di ciò che ci circonda e del trascorrere del tempo che vince su tutto.
La più grande eredità che possiamo lasciarci alle spalle è la completa armonia tra noi e ciò che ci circonda.
L'amore per l'ecosistema passa anche attraverso la compassione verso gli altri animali, la cura delle altre persone e il rispetto per la natura.
Vite che si sfiorano, le nostre, simili e unite dai drammi e dalle felicità quotidiane.
Ognuno di noi, con le sue scelte, i principi e le difficoltà, si troverà sempre a dover affrontare i grandi bivi della vita.

Il toccante rapporto con il destino umano legato agli animali, che ritroviamo in ogni storia, come la figlia che cerca disperata il pappagallo appartenuto alla madre morta che imita la voce della donna, o i pesci pescati dal padre malato che ha il cuore nuovo ma la mente non più lucida.

Una donna incinta impaurita dal lato animale di se stessa ma pronta a difendere con unghie e denti il bambino che nascerà e la ragazza, appartenente ad un gruppo contro la procreazione che decide di tenere in grembo la miglior speranza verso il futuro.

Un libro che si inizia cercando di capirne il contenuto che appare subito chiaro e che continua, tra i vari racconti, in un percorso armonioso ma intenso, piacevole e toccante.
La scrittura e il contenuto così imposto dall'autrice risulta piacevole, illuminante, semplice ma capace di centrare il segno della riflessione.
Il grande messaggio che ho reso mio e che ho scovato tra queste pagine è che siamo il più grande controsenso di noi stessi capaci invece, quando acquisiamo sicurezza, di dosare forza animale e compassione umana, per poter affrontare la vita con rispetto per noi stessi e per ciò che ci circonda.
La bellezza di queste pagine è racchiusa nella realtà sognante dei posti descritti, nel contatto tra uomo e natura, nel tatto e nelle alleanze tra umano e animale e nella profondità dei rapporti umani.
Un libro che lascia il segno con la drammaticità sognante in esso contenuta, capace di diffondere un messaggio da rendere proprio e su cui riflettere perchè, seppur diverse per ognuno di noi, le esperienze quotidiane, in un modo o nell'altro, ci rendono simili nel timore e nella forza, nel riscatto e nella riuscita.
Consigliato a tutti, a chi ama la natura, umana e non, a chi apprezza  racconti diversi uniti dalla convivenza, non sempre pacifica, tra uomo e la natura, a chi sa leggere tra le righe e far proprio un messaggio così prezioso e aperto a tutti.
L'importante non è come andrà a finire ma la scelta al bivio della vita che il racconto affronta.



Autore:
MEGAN MAYHEW BERGMAN


Megan Mayhew Bergman vive in una fattoria nel Vermont con la famiglia e tanti animali. I suoi lavori sono apparsi su The New York Times, McSweeney's, Ploughshares, Oxford American e Best American Short Stories. Paradisi minori è la sua prima raccolta di racconti.




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venerdì 15 settembre 2017

Recensione di "Dunkirk"

Dunkirk
Joshua Levine

Formato: Copertina rigida
Pagine: 403
Genere: Storia/Saggistica
Editore: Harper Collins




Giudizio Sintetico




In genere ci si chiede, quando si è di fronte al confronto tra film e libro che l'ha ispirato, è meglio l'uno o l'altro?
In questo caso mi sento di dire che l'uno completa l'altro!

Inoltre, come per il film, ci si chiede "Ma non era storico?"
No, il libro è pura saggistica, ma permettetemi dire che è "Eccezionale saggistica"!
Non una lettura spensierata e capace di svuotare la mente anzi, ricca di aneddoti e informazioni da fare proprie per arricchire il personale bagaglio storico/culturale.

Non si tratta realmente de "La storia vera che ha ispirato il film" ma piuttosto de "La storia che completa il film"!

"Dunkirk", il libro, è una sorta prequel e sequel del film ed è una spiegazione a tutto ciò che avvenne prima, durante e dopo i fatti del porto, della cittadina e delle spiagge francesi ormai note a tutti.
Mentre nel film "viviamo" la storia attraverso gli occhi dei protagonisti, perché Nolan ha voluto trasmettere allo spettatore le paure, le ansie, la molteplicità delle esperienze personali di quei giorni vissute in prima persona, nel libro arricchiamo le conoscenze su ciò che è stato Dunkerque, cosa hanno significato quei giorni e l'evacuazione di massa, per l'umore e l'esito della seconda guerra mondiale.
Scopriamo così chi erano i giovani soldati arrivati in Francia nel 1939, quali lavori e quale vita vivevano in patria, tra depressione e crisi economica, una guerra ancora da pagare e diffidenza nei confronti della politica.

Viviamo i primi divertimenti da "teen", lo stipendio da dividere con la famiglia ma utile anche per andare a ballare e concedersi le novità come lo swing.
Tra le righe si può cercare di interpretare lo spirito e le motivazione che portavano all'arruolamento volontario migliaia di giovani, cosa essi fecero successivamente in Francia durante la "strana guerra", ovvero il periodo che va dall'invasione della Polonia nel 1939 al Blitzkrieg del Maggio 1940, e come affrontarono la famosa invasione e il ritorno in patria.

Joshua Levine è stato consulente della produzione durante le riprese del film e questo libro sembra volerci raccontare sia le scelte di Nolan, sia tutto ciò che non è stato possibile racchiudere in pellicola.
Da documentazioni, studi e incontri con veterani, nasce questo complesso e completo scrigno di informazioni che ci permettono di dare molteplici nomi a quei soldati che fecero la storia, o per lo meno, ne modificarono il corso.
Non solo Alex, Gibson e Tommy ma Colin degli Highland, Les Gray della Royal Engineers, Arthur della RAF, Ted e George del Royal Army e tanti altri! 
Il contenuto di queste pagine è stato assorbito e accorpato in ciò che vediamo nel film, in molteplici esperienze catturate e intrecciate per farne conoscere il più possibile, perchè chiunque abbia partecipato agli otto giorni dell'operazione Dynamo merita di essere rappresentato.

Nella parte centrale del libro troviamo i contenuti tecnici e approfonditi dei fatti, ci porta a conoscere le strategie militari, le forze e le decisioni politiche, come il rifiuto alla pace di Churchill e la "paura del successo" dei nazisti.

L'invasione della Francia, dove e come nessuno se la sarebbe aspettata, l'avanzata che, per prima allarmò i tedeschi, i litigi e le incomprensioni...e anche un pizzico di fortuna!
Una parte impegnativa che necessita di grande attenzione e volontà di assorbire termini e tecniche militari dell'epoca ma che rappresenta  una grande opportunità per conoscere e ampliare la conoscenza storica.

La parte illuminante e profonda del libro è, ovviamente, la spiegazione minuziosa ma carica di curiosità, documentazione e esperienza dei veterani, dell'operazione Dynamo, l'evacuazione dell'esercito britannico, e in parte francese, dopo l'accerchiamento delle truppe tedesche.
Le "piccole navi", le maree, le condizioni atmosferiche, le comunicazioni impossibili, Spitfire e Messerschmitt, pazzia, ansia e paura, eroismi è crudeltà.

Quei 300.000 soldati in coda per essere salvati, inermi e impotenti, soli ma parte di una distesa infinita di persone in attesa di coloro che sono partiti per riportarli in patria, navi militari prima e civili poi, coloro che hanno risposto ad un appello con grande senso del dovere, capace di dare speranza e nuovo slancio alla seconda guerra mondiale, "spirito" che ha permesso di vincere e di sconfiggere il nazismo.

Io non so se abbiate visto il film o meno ma ho letto di parecchie presunte omissioni...forse però, ogni singolo soldato dei 300.000 intrappolati nel porto francese, avrebbe diritto ad una scena nel film..
Anche la situazione più strana:
"Il mezzo di trasporto meno rassicurante avvistato sulla Manica, tuttavia, fu probabilmente quello di cui parla il capitano dello yacht a vapore SY Killarney, il quale superò un ufficiale francese e due soldati belgi che cercavano di raggiungere l'Inghilterra a bordo di una porta."

Proprio per colmare ciò che presumibilmente manca nel film è necessario documentarsi, leggere e capire le scelte scenografiche e di contenuti della pellicola, la ricostruzione del molo, gli Spitfire autentici come alcune Piccole Navi utilizzate, le uniformi, il pontile di autocarri e molto altro!

Non aspettatevi un romanzo, con dialoghi, suspance e singoli eroismi.
Soddisfate però la sete di conoscenza, di sapere cosa è stato e chi ne ha fatto parte, l'importanza che ha avuto e la nascita di uno spirito evocato ancora oggi.

Credo che chiunque si permetta di giudicare il film (non a livello tecnico ovviamente ma di contenuti), non possa farlo senza aver letto il libro, contiene infatti dettagli utili a capirne senso, scelte, sceneggiatura e molto altro.
Per capire fino in fondo l'uno, bisogna arricchirsi dell'altro!





JOSHUA LEVINE
Ex avvocato penalista e pluripremiato autore di numerosi saggi storici tra cui "Somme".
Voci dall'inferno, ha realizzato diversi documentari per BBC Radio 4. Attulmente vive a Londra








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giovedì 14 settembre 2017

Recensione "I Love Tokyo" - La Pina

I Love Tokyo
La Pina

Formato: Copertina flessibile
Pagine: 240
Genere: Viaggi
Editore: Mondadori


Giudizio sintetico


“I love Tokyo” anch'io. E' una vera e propria affermazione!...oltre ad essere il titolo del libro che La Pina ha voluto dedicare ad una delle città più straordinarie del pianeta.
Il libro mi ha incuriosito sin da subito: sapevo che avrebbe assecondato i miei gusti e la mia passione per il Giappone, e che lo avrebbe fatto in un modo fuori dal comune e mai banale, con lo stile de La Pina. 
E Chiara, ha subito colto l'occasione di regalarmelo...!

“I love Tokyo” è un libro sospeso tra una guida di viaggio e un concentrato di aneddoti sulla capitale giapponese ma, è soprattutto un'intensa e profonda dichiarazione d'amore che La Pina ha scritto per un luogo che non ha eguali sulla Terra.
Sarebbe banale dire che si legge in modo fluido e che ogni riga fa venire voglia di continuare a scorrere le pagine, tanto da scoprire di averlo terminato nell'arco di poche ore. 
“I love Tokyo” è un vero e proprio concentrato di emozioni, non quelle “tipiche” che permeano i viaggiatori alla scoperta di luoghi più o meno esotici ma, le stesse emozioni che ti travolgono appena sbarcati dall'aereo, stanchi per le ore di volo ma eccitati nel voler scoprire una città che è un vero e proprio universo a parte e che non ha eguali sulla Terra, per dimensioni, colori, luci e atmosfere. E poi, c'è la bellezza delle descrizioni di luoghi e situazioni che permettono a chi -  come me, ha passato un'infanzia contraddistinta da fiumi di produzioni e cartoni animati giapponesi – di rivedersi all'interno di scene che evocano ricordi particolarissimi.

Quello che La Pina ha saputo fare con grande passione è stato scrivere un libro che, oltre ad essere un concentrato di consigli e descrizioni, è una delle più complete, aggiornate e contemporanee guide della megalopoli del Sol Levante.
Sono poco più di 200 pagine in cui è possibile conoscere e scovare curiosità sulla quotidianità e sugli usi e costumi, sui luoghi in cui fare shopping, in cui rilassarsi, bere qualcosa o gustare le specialità culinarie, consigli dispensati da una persona che ha avuto la fortuna di tornare in questo luogo magico per oltre quaranta volte.
E' un libro per tutti: per chi ama il Giappone (e in particolar modo Tokyo, ovviamente...), per chi c'è già stato e vuole rinverdire i ricordi e le emozioni (come il sottoscritto), e per coloro che desiderano visitare questa splendida città sospesa tra antiche tradizioni e pura avanguardia tecnologica stando, però, comodamente sprofondati nella poltrona di casa.

“I love Tokyo”, come tutte le dichiarazioni d'amore che si rispettino, alle parole unisce la musica: infatti, tra le pagine del libro vi sono dei Qr code che permettono di ascoltare i brani che danno vita ad una colonna sonora che, Emiliano Pepe (il marito de La Pina) ha composto per questo luogo magico.
Un'unica avvertenza, prima di leggere questo libro: attenzione, una volta terminato, potreste scoprire di esservi profondamente innamorati di questa città meravigliosa che un po' crea “dipendenza”...!


La Pina è una conduttrice radiofonica e televisiva. La sua carriera inizia con Le Pine, rap band tutta al femminile da cui ha tratto poi il suo nome d’arte. Negli anni ‘90 debutta come speaker radiofonica, ora la sua principale attività, e negli anni 2000 si mette alla prova anche come conduttrice televisiva, lavorando per Rai 2, GAY.tv e Deejay TV. Dal 1999 è una delle voci più importanti di Radio Deejay, dove da oltre dieci anni conduce
il programma del tardo pomeriggio Pinocchio, insieme a Diego Passoni e Valentina Ricci. Regolarmente protagonista di stampa e tv, la Pina è la deejay più famosa d'Italia.


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mercoledì 13 settembre 2017

Recensione "Odissea L'Epilogo" di Antonio Giambersio

Odissea - L'epilogo
Antonio Giambersio

Formato: Copertina flessibile
Pagine: 315
Genere: Epico


Giudizio Sintetico


Personaggio epico dell'Odissea e protagonista del viaggio, delle difficoltà e delle avventure più famose  della storia narrata, Ulisse è entrato nella nostra vita da piccoli, probabilmente a scuola, e tutti sappiamo quali difficoltà e spaventose esperienze ha dovuto affrontare.
Dieci anni a Troia, a causa della guerra, e altri dieci nel tentativo di tornare a casa con l'avversità di Poseidone, resi epici dalle peripezie e dagli incidenti affrontati, capaci di affascinare, catturare e viaggiare con la mente.
L'Odissea termina con il "Libro XXIV" con il Dio Ermes che accompagna le anime dei Proci nel regno dei morti, Odisseo che torna a casa, riconosciuto solo dal fedele cane Argo e dal resto della famiglia, la sete di vendetta dei Proci sopravvissuti e un'altra guerra risparmiata da Atena e Zeus che spingono le parti a siglare la pace.
Odisseo re vendicativo ma anche creatore di pace ed equilibrio tra i popoli.

Ma se questo non fosse l'epilogo dell'Odissea?
Se ci fosse un finale alterativo, arricchito da nuove avventure e fatti inediti?

Antonio Giambersio con il suo scritto, pubblicato da Gangemi Editore International, inizia dal "Libro XXV" questo nuovo epilogo e prosieguo ipotetico dell'Odissea, composto anch'esso da 24 libri.
Questo scritto è un nuovo viaggio, un moderno intreccio tra classici filosofici, astronomici e artistici e  una struttura narrativa moderna e dalla grande facilità di comprensione.
Una lettura che richiede sicuramente tempo e attenzione, capacità analitiche e interesse autentico, ma dalle note fluide e semplici, adatte a tutti i lettori che decidono di intraprendere questo viaggio.

Era notte e guardavamo il cielo dai portici sonori della mia reggia ed egli mi disse che ogni stella del cielo è un sole e che vicino ad esse vivono popoli e genti come accade sulla terra. Guardando il cielo, quella notte, io vedevo un numero infinito, non misurabile, di stelle e quindi pensai che, se fosse vero quello che mi diceva quell'uomo, dovevano esserci un numero infinito di popoli e di genti.

Un racconto ed un viaggio che iniziano con la profezia di Tiresia e che continuano attraverso nuove esperienze che permettono a Odisseo, ai suoi compagni e ospiti illustri, incontri nuovi con saggi e barbari ma anche divinità scomparse e natura, animali magici e sogni premonitori, il mar Mediterraneo capace di unire e separare, con la forza delle sue onde e la bellezza dei suoi colori.

Un libro che ho apprezzato sia per la facilità di lettura, non bisogna lasciarsi spaventare dalla grandezza e dal tema non così semplice da affrontare come l'epica, per il linguaggio non forzato nel cercare di ricreare classicità e nella sporadica comparsa di dialoghi.
Si apprezza anche il panorama autentico, frutto del grande studio e passione dell'autore e la convivenza di esso con gli ipotetici scambi con personaggi non storicamente possibili.
Un libro che è anche esteticamente un'opera d'arte e che contiene grande impegno e serietà.
Il lettore che decide di affrontare questo viaggio deve premunirsi di coraggio, determinazione e impegno...il risultato è piacere e soddisfazione allo stato puro!

Nobile figlio di Laerte, caro agli dèi - parlò Atena  - ti commuovi per la generosità di questi uomini. Ricordati dunque, e non dimenticarlo mai, che, per fortuna, anche di questi sentimenti alti, nobili e disinteressati è pieno il cuore degli umani. 


 ANTONIO GIAMBERSIO, di professione medico-chirurgo, è autore del volume: “Il Pittore di Pisticci: il mondo e l'opera di un ceramografo della seconda metà del V secolo a.C.” (Premio Letterario Basilicata, Sezione Saggistica, 1989). “ODISSEA L'epilogo” è il suo primo lavoro di narrativa. 


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lunedì 11 settembre 2017

Recensione "Dire, fare...ringraziare" di Assunta Corbo - Do It Human editori

Dire fare...ringraziare!
Assunta Corbo

Formato: Copertina flessibile
Pagine: 164
Genere: Stili di vita
Editore: Do it human


Giudizio Sintetico



La bellezza nei rapporti umani passa anche attraverso la condivisione di ciò che muta e trasforma in positività tutto ciò che affrontiamo ogni giorno.
Un po' come quando scopriamo qualcosa di eccezionale e non vediamo l'ora di condividere questa novità con le persone a cui vogliamo bene.
In questo caso parliamo della "ricetta della gratitudine", il metodo nuovo e semplice di affrontare la vita e cambiarne l'essere e la sostanza.
Gratitudine che non è ringraziare per educazione, ma saper cogliere le bellezze della vita, quello che abbiamo e ciò che possiamo "creare" con la magia derivante dalla gratitudine.

La gratitudine è il gioioso riconoscimento della realtà
Assunta Corbo è riuscita a scoprire la magia della gratitudine e farne uno stile dell'essere, una ricetta quotidiana che le permette di essere felice, autentica, sorridente e capace di apprezzare e ringraziare la vita per tutto ciò che ha.
"Dire, fare...ringraziare" è il dono che Assunta fa al mondo, a chi decide di voler provare un metodo nuovo e "libero da schemi" per riflettere, concentrarsi, essere grati e quindi felici.

In ogni momento della vita, possiamo scegliere se stare seduti o alzarci e ballare
Il libro di Assunta Corbo si divide in 8 capitoli capaci di mostrare le diverse metodologie di realizzazione della gratitudine nella vita, nell'essere e nei rapporti con gli altri.
Si parte con i capitoli che presentano il "cambiamento" della vita di Assunta e la gioia del trovare la gratitudine.
I cinque capitoli centrali invitano il lettore a riflettere sull'applicazione di questo stile di vita nelle fasi e nei rapporti quotidiani che normalmente affrontiamo.
In particolare, i capitoli sulla "gratitudine nelle difficoltà" e "la gratitudine e i bambini" hanno avuto un grande impatto nella mia visione, ha permesso di guardare dentro me stessa e provare a capire cosa posso fare meglio e come.
Non credo che l'autrice abbia voluto urlare al mondo come risolvere i problemi nella vita, ma come prepararsi alle difficoltà, che spesso affrontiamo con la parte negativa e arrendevole di noi stessi, e trasformare l'energia spesa in positività e felicità.
La struttura del libro, che presenta immagini originali ed esercizi al termine di ogni capitolo, aiuta il lettore a seguire ogni passo, offrendo spunti di riflessione sulle pagine appena lette.
All'interno delle pagine si possono incontrare anche riferimenti ad altre persone, famose o meno, che hanno stretto questa "alleanza" con la gratitudine e la magia che ne deriva.
L'esperienza raccontata che più mi ha colpita è quella di Masaru Emoto che, attraverso gli studi sull'acqua, ha osservato la bellezza dei cristalli formati a seguito di energia emozionale positiva.

Io sosterrò sempre che il ringraziamento è la più alta forma di pensiero, e che la gratitudine non è altro che una felicità raddoppiata dalla sorpresa

(GK Chesterton)
La meraviglia dello stupirsi e la riconoscenza di ringraziare la vita per tutto ciò che ci dona.
La consapevolezza di ciò che abbiamo, qui e ora, e la necessità di vivere nel presente.
Non è facile confrontarsi con letture di questo genere, è come specchiarsi e ammettere che lavoro su noi stessi ne dobbiamo fare parecchio.
La semplicità e il tatto che Assunta ha impiegato nella scrittura, la sincerità del racconto della sua esperienza e l'autenticità degli esempi e della documentazione riportata, rende questo libro una bellissima occasione per chi cerca una solida base di partenza per migliorare la propria vita.
Dimenticate il palco, la presunzione e i discorsi saccenti; questo è il risultato autentico di un'esperienza vissuta in prima persona e nata dalla semplice osservazione di ciò che rende felici e della magia della gratitudine.
Un merito va anche riconosciuto alla casa editrice "Do it human" che, oltre ad aver permesso all'autrice di concretizzare questo progetto di scrittura, ha arricchito le pagine e la copertina con cura e grafiche originali e preziose.

E il "diario della gratitudine"?
Quale miglior palestra di un diario dove annotare ciò per cui dobbiamo e vogliamo essere grati?
Ho deciso di iniziarlo subito, di provare a trascrivere le mie emozioni.
Sarà un piacere quotidiano e chissà quali rivelazioni avrà in serbo per me...



Assunta Corbo è autrice, speaker e giornalista. Ha scoperto personalmente il potere della gratitudine e ne ha fatto una missione.
Attraverso i suoi incontri e la partecipazione a eventi nazionali e internazionali ispira le persone a portare più gratitudine nella propria quotidianità.
“Non è la felicità che ci rende grati, ma è la gratitudine che ci rende felici” è il suo motto. 
Blog dell'autrice: http://thatsgoodnewsblog.com/


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venerdì 1 settembre 2017

Recensione de "Gli invisibili - La storia dei prigionieri illustri di Hitler in Italia" di Mirella Serri

Gli invisibili
Mirella Serri

Formato: Copertina rigida
Pagine: 238
Genere: Storia
Editore: Longanesi


Giudizio Sintetico



Ci sono storie che rimangono nella nicchia di racconti sussurrati, mai portati alla luce con la delicatezza e il tatto  necessari, storie utili ad ampliare il bagaglio della conoscenza capaci di contenere e far coesistere fascino e drammaticità.
Storie di personaggi che, in una guerra infame e carica d’odio, hanno avuto un trattamento “diverso”, perché in qualche modo non sacrificabili, pedine da utilizzare al momento giusto sullo scacchiere delle trattative.
Queste persone sono gli “invisibili”, donne e uomini diversi per estrazione sociale, nazione, occupazione e religione, giunti a Villabassa, vicino alle rive incantate del lago di Braies in Sudtirolo, alla fine di Aprile del 1945, a bordo di alcuni pullman.
La guerra sta finendo, e queste 139 persone sono prigionieri illustri di Hitler, giunti in Italia a quale scopo? Chi si nasconde dietro  cappotti logori e guance scavate? Quali storie sono contenute negli occhi spenti di queste persone?

In queste pagine Mirella Serri ci porta alla scoperta delle vite di personaggi illustri, spesso diventati scomodi, arrestati dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale e internati nei campi di concentramento, separati dagli altri prigionieri, detenuti illustri ma invisibili.
Persone che hanno partecipato all’evoluzione  della storia europea degli ultimi anni di pace, come l’ex cancelliere austriaco Kurt von Schuschnigg, l’ex primo ministro francese Léon Blum, figli d’arte come gli italiani Sante Garibaldi, nipote dell’eroe dei due mondi e Mario Badoglio, figlio del generale e filonazisti divenuti inutilizzabili come Filippo d’Assia, marito di Mafalda di Savoia, figlia del re d’Italia e molti altri.
Attraverso queste pagine entriamo nelle vite di queste persone, scopriamo i drammi che hanno dovuto affrontare e ripercorriamo i passaggi della storia europea che hanno portato alla loro detenzione.
Mirella Serri crea e ricostruisce i fatti con grande attenzione e precisione storica in grado di dare una panoramica chiara e completa, intreccia le vicende che uniscono i prigionieri, spesso vittime e carnefici in passato e divenute vittime delle azioni compiute da quel regime capace di calpestare la clemenza.
Una narrazione fitta che non risulta mai pesante, concetti ricchi esposti in modo chiaro e semplice, in grado di catturare l’attenzione di qualsiasi lettore, amanti di vite e intrecci storici.
Una scrittura semplice ma di grande struttura fluida che non stanca mai ma che coinvolge in ogni riga.
La forza di questo libro sta nelle tante storie contenute, nella capacità dell’autrice di tenere alta l’attenzione del lettore,  nel saper condividere molte storie e nozioni in modo semplice e fruibile da chiunque.

Un libro intenso, per la storia contenuta, una storia semisconosciuta finalmente portata a conoscenza di tutti in modo semplice ma eccelso.


Mirella Serri  insegna Letteratura e giornalismo all’Università La Sapienza di Roma. Scrive per La Stampa, Ttl, Sette-Corriere della Sera e collabora con Rai Storia. Tra i suoi libri: Carlo Dossi e il racconto (Bulzoni), Storie di spie. Saggi sul Novecento in letteratura (Edisud), Il breve viaggio. Giaime Pintor nella Weimar nazista (Marsilio), I redenti. Gli intellettuali che vissero due volte. 1938-1948 (Corbaccio, 2005), I profeti disarmati. 1945-1948. La guerra tra le due sinistre (Corbaccio, 2008). Ha curato Doppio diario. 1936-1943 (Einaudi) di Giaime Pintor e ha partecipato ai volumi collettivi Donne del Risorgimento e Donne nella Grande Guerra (entrambi per Il Mulino). Con Longanesi ha pubblicato nel 2012 Sorvegliati speciali. Gli intellettuali spiati dai gendarmi (1945-1980), Un amore partigiano (2014) e Gli invisibili. La storia segreta dei prigionieri illustri di Hitler in Italia (2015).


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