Visualizzazione post con etichetta nneditore. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta nneditore. Mostra tutti i post

lunedì 18 settembre 2017

Recensione "Paradisi minori" Megan Mayhew Bergman - NNEditore

Paradisi minori
Megan Mayhew Bergman

La verità è che siamo pazzi, malati d'amore, tutti quanti

Formato: Copertina flessibile
Pagine: 234
Genere: Racconti
Editore: NNEditore


Giudizio sintetico


"Paradisi minori" è un libro di racconti, un unione di parole capaci di contenere e far convivere passato, presente e futuro.
Con una grande capacità narrativa l'autrice inizia a raccontarci esperienze diverse partendo dal presente, raccontando il passato e lasciando grandi incognite sul futuro.
Il senso di questi racconti non va ricercato nel finale a lieto fine o in parole tra le righe, ma nell'esperienza singola capace di generare  verità collettive.

Megan M. Bergman unisce paesaggi agricoli, flora, fauna e il genere umano in una danza di esperienze che hanno come centro gravitazionale le difficoltà quotidiane e il rapporto tra l'interiorità e il corpo, l'empatia e  la compassione.
Scelte di vita e situazione economica non possono niente quando si ha di fronte la malattia, la solitudine, la paura della gravidanza, la mancanza di un genitore o l'apprensione per il proprio animale domestico.
Questo libro ha il potere di fondere l'uomo, l'animale e la natura, l'istinto e l'umanità, il buon senso e la speranza, la responsabilità nei confronti del pianeta e l'egoismo delle scelte.
Leggiamo così esperienze che toccano argomenti simili ma in contesti differenti come il rapporto con i genitori, la gravidanza, la malattia, la morte e l'amore.
I sentimenti e le situazioni che troviamo in queste storie variegate hanno il comune denominatore degli animali, con cui i protagonisti hanno sempre a che fare: il cane di famiglia, il pappagallo della madre, il volontariato in rifugi, la veterinaria, la pesca.
Vittime o carnefici siamo sempre noi a decidere, ma la natura spesso ci ricorda che non siamo onnipotenti e che, a prescindere dalle scelte che prendiamo, l'ultima parola è sua, del modno, di ciò che ci circonda e del trascorrere del tempo che vince su tutto.
La più grande eredità che possiamo lasciarci alle spalle è la completa armonia tra noi e ciò che ci circonda.
L'amore per l'ecosistema passa anche attraverso la compassione verso gli altri animali, la cura delle altre persone e il rispetto per la natura.
Vite che si sfiorano, le nostre, simili e unite dai drammi e dalle felicità quotidiane.
Ognuno di noi, con le sue scelte, i principi e le difficoltà, si troverà sempre a dover affrontare i grandi bivi della vita.

Il toccante rapporto con il destino umano legato agli animali, che ritroviamo in ogni storia, come la figlia che cerca disperata il pappagallo appartenuto alla madre morta che imita la voce della donna, o i pesci pescati dal padre malato che ha il cuore nuovo ma la mente non più lucida.

Una donna incinta impaurita dal lato animale di se stessa ma pronta a difendere con unghie e denti il bambino che nascerà e la ragazza, appartenente ad un gruppo contro la procreazione che decide di tenere in grembo la miglior speranza verso il futuro.

Un libro che si inizia cercando di capirne il contenuto che appare subito chiaro e che continua, tra i vari racconti, in un percorso armonioso ma intenso, piacevole e toccante.
La scrittura e il contenuto così imposto dall'autrice risulta piacevole, illuminante, semplice ma capace di centrare il segno della riflessione.
Il grande messaggio che ho reso mio e che ho scovato tra queste pagine è che siamo il più grande controsenso di noi stessi capaci invece, quando acquisiamo sicurezza, di dosare forza animale e compassione umana, per poter affrontare la vita con rispetto per noi stessi e per ciò che ci circonda.
La bellezza di queste pagine è racchiusa nella realtà sognante dei posti descritti, nel contatto tra uomo e natura, nel tatto e nelle alleanze tra umano e animale e nella profondità dei rapporti umani.
Un libro che lascia il segno con la drammaticità sognante in esso contenuta, capace di diffondere un messaggio da rendere proprio e su cui riflettere perchè, seppur diverse per ognuno di noi, le esperienze quotidiane, in un modo o nell'altro, ci rendono simili nel timore e nella forza, nel riscatto e nella riuscita.
Consigliato a tutti, a chi ama la natura, umana e non, a chi apprezza  racconti diversi uniti dalla convivenza, non sempre pacifica, tra uomo e la natura, a chi sa leggere tra le righe e far proprio un messaggio così prezioso e aperto a tutti.
L'importante non è come andrà a finire ma la scelta al bivio della vita che il racconto affronta.



Autore:
MEGAN MAYHEW BERGMAN


Megan Mayhew Bergman vive in una fattoria nel Vermont con la famiglia e tanti animali. I suoi lavori sono apparsi su The New York Times, McSweeney's, Ploughshares, Oxford American e Best American Short Stories. Paradisi minori è la sua prima raccolta di racconti.




Letto e recensito da

giovedì 20 luglio 2017

Recensione "Come in un film" di Régis de Sa Moreira


Come in un film
Régis De Sa Moreira

Formato: Brossura
Genere: Romantico
Pagine: 274
Editore: NNEditore


Giudizio Sintetico



Come in un film...quante volte ci sembra di essere i protagonisti di un film?!
In amore come nelle disavventure, nei momenti felici come in quelli tristi.

Quando diciamo "dai dov'è la telecamera?"


Lei: Siamo arrivati sotto casa mia e l'ho baciato un'ultima volta sulla soglia, come nei film americani. 

Lui: Incomincia sempre così, fai come nei film.. poi ti scordi che era per fare come nei film, pensi di essere nella vita vera e finisci per vivere in un film americano


Quando si fa la conoscenza di Lui e Lei, sembra quasi di vederli, di fronte al lettore, pronti a raccontare la loro vita, o per lo meno la fetta più grande, quella che per quasi vent'anni li ha visti insieme (eccetto qualche separazione).
Raccontare la storia d'amore più importante, dall'incontro ai tira e molla, dalle difficoltà del lavoro alle più intime e sboccate avventure tra le lenzuola.
I tradimenti, gli anniversari, le colonne sonore e i litigi per le abitudini diverse.

Qualcosa di intimo che va oltre i "grandi capitoli", che riesce a dare importanza anche alle cose più piccole, riuscendo a dare tono alle vicende e all'insieme dei dettagli di queste due vite.


Lei: Sono sconvolta
Lui: Che succede?
Lei: Diciannove anni!
Lui: Cosa diciannove anni?
Lei: L'epilogo si svolge diciannove anni dopo
Lui: e allora?
Lei: E allora è uno schifo! Per migliaia di pagine cresco di anno in anno con tutta questa gente... giro una pagina e oplà, sono passati diciannove anni!
Lui: Le dico di calmarsi, che è solo un libro.
Lei Gli chiedo se anche sua madre è solo un libro.
Lui: Le rispondo magari
Lei: Gli dico che non può capire
Lui: Mi spiega che Harry stava per compiere diciott'anni alla fine del suo ultimo anno di scuola, vuol dire che ora ne ha trentasette, cioè che è molto più vecchio di lei
Lei: E anche di lui!
Lui: Torno in cucina
Lei: Ho voglia di piangere
Lui: Ho voglia di prenderla a sberle


Lui e Lei ci raccontano questo, in uno scambio di battute lungo 241 pagine, ironico, divertente, con personaggi anche improbabili che fanno capolino nel racconto a dare la propria opinione.
Di loro sappiamo pochissimo, sappiamo che sono Parigini, che lavoro fanno, ma piano piano la vita si costruisce attraverso i dettagli che ci regalano, come due amici che si raccontano senza veli e censure in una sera di vino e confidenze.
Non spaventatevi se ogni tanto arriva Matt Damon o Harry Potter, a volte solo la receptionist dell'ufficio postale.
Un libro scritto come una sceneggiatura ma che racconta fatti e pensieri dei due protagonisti, indefiniti, come i loro nomi.


Divertente, irriverente, sboccato e coinvolgente, il positivo è concentrato nell'inventiva dell'autore (si sente tutta la mascolinità in certi scambi), nella puntualità dei collegamenti e delle citazioni che si trovano anche a distanza di parecchie pagine.

Quello che, a volte, diventa fastidioso è la semplificazione estrema dell'amore.
Dopo un anno i due protagonisti diventano stanchi e si "lagnano" con la voglia di lasciarsi che perdura per troppo tempo, diventando non facile da gestire nella lettura.

La seconda parte da un senso a questa lentezza con il riprendere del ritmo e l'accelerazione violenta delle vite dei protagonisti che continuano a raccontarci avvenimenti, perversioni, estremi pensieri e i giochi del destino.

Chi decide di leggere questo libro deve essere pronto a sfidare la novità, la lettura dei pensieri più intimi.
Proprio dei pensieri più intimi, spesso si tocca la volgarità, con cui si deve convivere anche se stona con le evoluzioni (poche) romantiche e mielose, diciamo che è una lettura cruda, non adatta a chi ama l'amore nell'unica forma del romanticismo.

Una vita a nudo, che non fa sconti e in cui si attraversa la vita di due persone che si sono incontrate come in un film e che si sono amate, condividendo tutte le fasi e le difficoltà che la vita ci impone.
Una lettura non sempre facile ma scorrevole, situazioni facilmente giudicabili e non condivisibili, alcune parti davvero divertenti e geniali, i "cameo" di personaggi più o meno probabili che spezzano la routine e danno colore.

Un libro che, secondo me, va letto lentamente, gustato, assorbito, ripassato e confrontato anche con la nostra vita.
Leggendolo rimarrete a volte basiti, altre vi troverete a ridere, altre ancora sarete quasi arrabbiati, ma la conclusione sarà il collante perfetto che darà forma e senso a tutto ciò che avrete letto!


In memoria di mio padre, Carlos Alberto de Sà Moreira, che mi ha mostrato che la vita è un cinema.
E come in un film, l'autore chiude il libro con i titoli di coda, i personaggi incontrati, i film e la musica che hanno fatto da sfondo ai tanti avvenimenti, i luoghi e le citazioni.
E un sipario si abbassa, lasciando un sapore che non saprete identificare con certezza... .



RÉGIS DE SÁ MOREIRA

Régis de Sá Moreira è nato nel 1973 in Francia da padre brasiliano e madre francese. Oggi vive a Parigi. Vincitore del premio Le Livre Élu con il suo romanzo d’esordio, Pas de temps à perdre, è autore di sei romanzi, tradotti in diverse lingue e adattati per il cinema e per il teatro. In Italia sono usciti
Il libraio e Marito è moglie (Aìsara).




Letto e recensito da


venerdì 7 luglio 2017

Recensione "La fine dei vandalismi" di Tom Drury

La fine dei vandalismi
Tom Drury

Formato: Brossura
Genere: Romanzo
Pagine: 392
Editore: NN Editore


Giudizio Sintetico


Un libro lineare dall'inizio alla fine, mantiene il passo, non stravolge ma coinvolge.
Camminare per le strade sterrate del Midwest, entrare a far parte della comunità variegata e divertente di Grouse County dove i problemi di uno sono i problemi di tutti e dove, lo sceriffo Dan, ci accompagna e ci fa apprezzare i dettagli di queste persone, di ciò che fanno e della pienezza delle loro vite caratterizzate e legate ad un passato agricolo che faticosamente fa spazio alla modernità.

Grouse County accoglie il lettore come un forestiero che arriva da lontano, lo prende sotto braccio e gli fa conoscere persone, abitudini e importanti dettagli.
L'ironia e i dialoghi delle persone rispecchiano il luogo in cui risiedono, iniziano a scaldare l'ospite che, da lettore, si trasforma in membro di una contea accogliente racchiudente miriadi personalità  tratteggianti ritratti autentici che rispecchiano il singolo e l'intera comunità.

Si parla, tutti sanno tutto, "ho sentito che"...

Le vite dei protagonisti, Dan, Louise e Tiny, si incrociano e sono contorno di avvenimenti che si susseguono nei fatti salienti della contea, tra fatti importanti e non, arricchiti dai personaggi che entrano ed escono di scena lasciando sempre il segno.
Anche se non da subito, ci si affeziona a Grouse County e ai suoi abitanti, si fa il tifo per Dan, ci si commuove e si sorride, si affrontano temi duri come amore e morte e ci si lascia coinvolgere dai sentimenti che vengono vissuti di petto da tutti gli abitanti.

La scrittura di Tom Drury è chiara, veloce e essenziale, non si perde mai in descrizioni inutili e anche il dettaglio narrativo è parte integrante di descrizioni semplici ma significative.
I personaggi sono creati con magistrale tatto emotivo e descrittivo, così come l'ambientazione e le opere e i pensieri di una comunità che, come già detto, vive di passato pensando al futuro.
Per chi ama le note dolciamare di romanzi semplici ma dal grande significato, per chi sa apprezzare i dettagli e non ha sete di stravolgimenti, per chi sa leggere poesia laddove non viene indicata da frecce luminose.

"La fine dei vandalismi" non cerca il colpo di fulmine, chiede solo di essere ascoltato e magari
apprezzato.
Richiede attenzioni, emotività attiva e senso del concreto.
Ci narra la sua storia e ci invita ad entrare.
Cogliere tutti i fattori che compongono questo libro è la ricetta essenziale per innamorarsene.


Tom Drury (Iowa 1956) è uno scrittore americano che ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui la fellowship della Fondazione Guggenheim. Dopo aver insegnato nelle università americane, attualmente è docente all’università di Lipsia, e vive a Berlino. La fine dei vandalismi, il suo primo romanzo, è uscito negli Stati Uniti nel 1994 ed è stato subito acclamato come miglior libro dell’anno dalle maggiori testate americane.
Uscito a puntate sul New Yorker, ha ricevuto il premio come Notable Book dell’Ala, l’associazione delle biblioteche americane.
NN Editore pubblicherà tutti i libri della trilogia ambientata a Grouse County.