venerdì 10 febbraio 2017

Recensione doppia: "Storie dal mondo nuovo" di Daniele Rielli


Storie dal mondo nuovo
Daniele Rielli



Formato: Brossura
Genere: Reportage
Editore: Adelphi           
Pagine: 316








I fantasmagorici rituali – di iniziazione – dei promotori di startup, riuniti in conclave a Londra. I saturnali, al Mugello, di una delle ultime divinità disponibili in Italia, Valentino Rossi. Il matrimonio fra i rampolli di due miliardari indiani – per tacer dell'elefante – nel cuore della Puglia. L'incontro, a New York, con un sopravvissuto alla sua stessa leggenda, Frank Serpico. Il paradiso – o l'inferno – artificiale nella sua versione più aggiornata, il poker online. Non importa da quale ingresso Daniele Rielli decida di entrare nel diorama ibrido e surreale che chiamiamo contemporaneità. Importa come ne racconta, ogni volta, un angolo diverso. E quanto, ogni volta, riesca a farci ridere.


Giudizio sintetico





Recensione... la prima:
Ogni giorno veniamo bombardati da notizie, storie e avvenimenti che accadono nel mondo, divise per tipologia: inchieste, attualità, politica, cronaca nera e rosa, sport ecc. .
Anche grazie ai social network, la divulgazione dei fatti di rilievo nazionali ed internazionali è immediata e su ampia scala.
Alcune notizie ci colpiscono particolarmente, rimanendo impresse nella nostra memoria, altre vengono archiviate dal nostro cervello come: "Ok, prendo atto, archivio/dimentico".
In molti casi, la nostra attenzione viene distolta in pochissimo tempo da articoli o approfondimenti scritti in "giornalistichese": con questo libro si è riscattata la formula dell'informazione a portata di tutti.

Daniele Rielli, classe 1982, in "Storie dal mondo nuovo" racconta i retroscena di tanti avvenimenti, attraverso un linguaggio fresco e apprezzabile da chiunque.
Una raccolta di storie tanto diverse, unite dal filo conduttore del retroscena, di quel dettaglio che noi non vediamo ma che esiste, che rende interessante anche la notizia meno popolare.

Si inizia, per esempio, dal "retroscena del retroscena dei retroscena" con il racconto del Transatlantico, quel salone lungo e imponente nel Palazzo di Piazza Montecitorio, dove politici e giornalisti si incontrano per scrivere quelle pagine di politica, dove il risultato finale è specchio che riflette ritratti di personaggi spesso altezzosi e sopravvalutati ma dove, chi scrive per mestiere, può vedere e notare dei dettagli e dei modi di fare riportando il retroscena, anche goliardico, di una "casta" così inavvicinabile.

Si passa poi al mondo delle startup al TechCrunch, con il racconto di quei colossi informatici venduti a cifre esorbitanti (WhatsApp a 19 miliardi di dollari, Skype a 8,5 milioni ecc.) a confronto con quelle piccole realtà che provano, attraverso l'innovazione e l'inventiva, a emergere nel secolo del digitale.
So che solo alcuni pescheranno il biglietto vincente in un'economia che assomiglia molto ad una lotteria,

Little Odessa, quartiere a sud di Brookling dove il tempo si è fermato a quando l'emigrazione sovietica, soprattutto di ebrei negli anni 40, ha dato vita ad una comunità unica ed interessante, raccontata attraverso moltissimi incontri ed esperienze divertenti.

L'Albania del 2014 con il fenomeno "Agon Channel", i resti di dittature e dominazioni estere, la vita e il lavoro nel paese, approfonditi sempre con retroscena raccontati da chi vive questi cambiamenti sulla propria pelle.

Non manca un capitolo dedicato a Valentino Rossi e al "pratone" del Mugello prima di ogni GP, con serate in clima festoso, slogan e personaggi unici ed esilaranti.

I retroscena del mondo "writers", del gioco d'azzardo con l'ascesa, il successo e il declino del Texas Hold'em, il matrimonio Indiano a Fasano di cui tanto si è discusso, Serpico e la corruzione degli Stati Uniti negli anni 70 e, ciò che, mannaggia a me, ignoravo del tutto, la storia del terrorismo in Alto Adige, delle etnie minoritarie che vivono la segregazione in casa propria.

Questo libro, che in primis è una raccolta di storie variegate ma dal gusto piacevole, ha svegliato in me quella sete di conoscenza che, insieme ai retroscena narrati e alle storie più o meno note, mi ha portato ad approfondire argomenti che avevo appreso in maniera superficiale o ignoravo del tutto, a cercare di inoltrarmi in mondi così diversi, così lontani ma tremendamente interessanti.

Attraverso un'analisi briosa, mai noiosa, di un giovane giornalista, si possono apprezzare storie così agli antipodi, avendo la sensazione di ascoltare un amico che racconta le esperienze uniche dell'eccitante vita giornalistica, perchè il grande merito che va dato a Rielli è quello di aver saputo raccontare e intrattenere il lettore con storie interessanti, ma soprattutto scritte con un linguaggio semplice.
I retroscena aiutano a comprendere e invogliano a curiosare, stimolano quella sete del sapere in modo unico, nella maniera più vicina a noi, dimostrando che, se sei un "professionista" non esiste storia che non possa essere letta e apprezzata da tutti.

Giudizio sintetico




Recensione...la seconda:
Realista. Straordinariamente realista. “Storie dal Mondo Nuovo” è una fotografia puntuale e chiara, scattata con uno stile fresco, nuovo. “Storie dal Mondo Nuovo” è un reportage che racconta alcuni degli aspetti più curiosi e meno noti della nostra quotidianità, scoperti e portati agli occhi del lettore in modo divertente e mai banale. E' un libro in cui, pagina dopo pagina, emergono lo spirito e lo stile tipici del mestiere del giornalista, dalla struttura del racconto dei fatti e alle parole utilizzate, mai pesanti e contraddistinte da, un ormai sempre più raro, grado di puntualità.
Daniele Rielli, in 311 pagine, accosta i racconti di situazioni e personaggi molto diversi tra loro con una rara capacità di incuriosire il lettore a cui viene offerta la possibilità di conoscere aspetti, situazioni e dinamiche di una quotidianità molto contemporanea, proprio del Mondo Nuovo.
E' un reportage dal giorno d'oggi, disilluso e, a tratti, cinico, ma sempre appassionato, nel quale emerge a chiare lettere il punto di osservazione privilegiato e il ruolo di chi sta scrivendo le pagine che abbiamo in mano.
Il transatlantico in Parlamento, la pista del Mugello, Tirana, New York, Borgo Egnazia in Puglia, il Montenegro, l'Alto Adige, sono tutti scenari in cui si possono scoprire fatti e personaggi le cui storie sono poco note ed i cui particolari parlano di una contemporaneità che, spesso, bisticcia con il passato e altrettante volte sembra tendergli la mano.
Uno degli aspetti più raffinati di queste pagine, sospese tra giornalismo e narrazione, è sicuramente l'intelligenza con cui vengono raccontati i fatti, la stessa intelligenza viva che anima la curiosità dell'autore nel voler scoprire, conoscere e raccontare fatti di vita estremamente diversi tra loro, tratteggiando aspetti che non mancano mai di riportarci al quotidiano.

Un linguaggio attento, mai pesante, contemporaneo e schietto, sono gli ingredienti di un libro dinamico, particolarmente apprezzabile da chi ama osservare la quotidianità e conoscerne i protagonisti, tratteggiati sempre con grande puntualità. “Storie dal Mondo Nuovo” è un libro che saprà arricchire tutti coloro che amano osservare, magari anche in silenzio, la quotidianità, traendone spunto per riflessioni che sapranno sicuramente porre in una luce diversa, più disincantata e vera i fatti di ogni giorno.

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Daniele Rielli è nato nel 1982. Laureato in Filosofia, collabora con Il Venerdì di Repubblica e IL Magazine ( Sole 24 ore), ha scritto fra gli altri per Repubblica, Internazionale, Vice, Linkiesta, ed è autore anche di storie per la televisione e il teatro.
Nel 2013 ha vinto il Macchianera Italian Awards al "Miglior articolo dell'anno". Nel 2014 ha pubblicato con Indiana Editore Quitaly, raccolta dei suoi reportage.
Dopo aver utilizzato per anni lo pseudonimo "Quit the doner", nel 2015 ha pubblicato il suo primo romanzo, Lascia stare la gallina con Bompiani con il suo vero nome, finalista al premio Sila49.
Nel 2016 ha pubblicato per Adelphi "Storie dal mondo nuovo".
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mercoledì 8 febbraio 2017

Recensione: "La corsa di Billy" di Patricia Nell Warren


La corsa di Billy
Patricia Nell Warren



Formato: Brossura
Genere: Romanzo
Editore: Fazi           
Pagine: 330




Giudizio sintetico


A metà degli anni Settanta, l’allenatore Harlan Brown viene cacciato dalla prestigiosa Penn State University per sospetta omosessualità. Perde tutto – famiglia, lavoro, amici –, e trova rifugio dal suo passato e da se stesso in un piccolo college di New York, dove cerca di mascherare il proprio conflitto sessuale con un’esistenza il più spartana e conformista possibile. Si è fatto una promessa che ha intenzione di mantenere: non innamorarsi mai più di un uomo. Ma la sua vita viene nuovamente sconvolta quando tre giovani atleti si presentano nel suo ufficio: l’esuberante Vince Matti, il timido Jacques LaFont e il ventiduenne Billy Sive, un potenziale grande talento per i diecimila metri. Vittime a loro volta di discriminazione sessuale, non vogliono rinunciare ai propri sogni. L’uomo è profondamente diviso: se accetterà di allenarli, alimenterà i pettegolezzi su di lui, ma i tre hanno stoffa e questa potrebbe essere la sua ultima occasione di puntare in alto. Alla fine, poste condizioni ferree, accetta di prenderli sotto la sua ala. Harlan è subito affascinato dal talento di Billy e capisce che il ragazzo ha le qualità per partecipare alle Olimpiadi di Montréal del ’76. Quando, molto presto, la sua ammirazione si trasforma in una sensazione che non provava da anni, deve fare la scelta più difficile della sua vita: combattere i propri sentimenti o uscire allo scoperto e sfidare l’ultraconservatore establishment sportivo, rischiando di far sfumare per sempre il sogno olimpico dei tre ragazzi. Amore, passione e lotta politica si fondono così in un crescendo di tensione, fino all’esplosivo finale, giocato sullo spettacolare palcoscenico olimpico.
Pubblicato per la prima volta nel 1974, La corsa di Billy è stato il primo romanzo gay a diventare subito un libro di culto, ottenendo un grandissimo successo internazionale.


Recensione:
Ci sono romanzi che lasciano il segno, un'impronta profonda e un invito a riflettere che si accoglie istintivamente, che viene spontaneo e dura nel tempo.
Questa è la prima sensazione che ho provato chiudendo "La corsa di Billy", che la pagina era l'ultima di un libro, ma la prima di una riflessione che mi ha accompagnata per molti giorni.
Perchè nella "Corsa di Billy" si trattano molti temi, alcuni ancora attualissimi a distanza di più di quarant'anni, che pongono l'attenzione sulla discriminazione sessuale nello sport, in questo caso dell'atletica, delle difficoltà interiori degli emarginati, della lotta silenziosa contro le ingiustizie, dei colori della felicità, del pensiero condizionato e di tante tante cose, ma soprattutto dell'amore vero, quello con la A maiuscola, che può arrivare in un giorno qualunque e sconvolgere una vita intera.

Questo romanzo è stato uno dei primi a raccontare una storia gay, non solo narrativamente ma anche a livello introspettivo, "guardando dentro" a situazioni che vengono giudicate da lontano, senza tante domande o riflessioni, solo dettate da educazioni moralmente rigide o pregiudizi infondati.

Harlan Brown è professore di atletica e allenatore della squadra del Prescott College, fondato da  Joe Prescott, dove ha trovato rifugio dopo essere stato accusato di sospetta omosessualità alla Penn State University perdendo lavoro e famiglia.
Grazie a questa opportunità lavorativa, Harlan vive serenamente, convivendo pacificamente con il conflitto interiore legato alla difficoltà di gestire il suo desiderio verso gli uomini.
Nessuno sospetta nulla, il professore è sempre impegnato e adeguato al suo ruolo.
La sua vita e le sue promesse vengono messe in discussione all'arrivo a Prescott di tre atleti omosessuali, cacciati dall'università per discriminazione e ostilità, che gli chiedono di allenarli e portarli a raggiungere grandi risultati per riscattarsi anche dai pregiudizi e dalle violenze subite.
Vince, Jacques e Billy Sive entrano prepotentemente nella vita del Professor Brown, atleti promettenti con grandi sogni e obiettivi che lui, in quanto allenatore di gran talento, può aiutare a realizzare.
Il Professor Brown non può che accettare: questi atleti sono promettenti e un'ottima base su cui lavorare e ottenere risultati stellari....anche le Olimpiadi!

Harlan entra in una grande difficoltà personale, capisce immediatamente che Billy, il riccioluto biondo, alto, slanciato, con il fisico asciutto e gli occhiali, ha fatto breccia nel suo cuore, un cuore che aveva promesso a se stesso di non far funzionare più per difendere il suo lavoro, la sua vita e gli altri.
Inizia così un momento di grande difficoltà interiore, dovuta alla resistenza che si pone tra Harlan e Billy, che si cercano, si desiderano ma che il professore allontana.
Stima reciproca si trasforma presto in amore, e la resistenza non può nulla di fronte all'esplosione di un sentimento così forte, grande e inarrestabile.
La storia d'amore, convive con gli allenamenti incessanti dei tre atleti e con i meeting organizzati per l'Europa.
L'ostilità e il pregiudizio nei loro confronti, mettono in difficoltà la già traballante sicurezza interiore.
L'obiettivo di Billy è gareggiare nei 10.000 e nei 5.000 metri piani.
Le alte sfere delle organizzazioni sportive non vedono di buon occhio questa relazione omosessuale, figuriamoci tra un allenatore e un atleta.
Tanti sono i sostenitori, ma altrettanti i violenti che cercano di deviare il percorso sportivo e di successo di Billy.
La storia d'amore con Harlan metterà i bastoni tra le ruote a questo obiettivo, o l'impegno e la determinazione faranno arrivare Billy alle Olimpiadi di Montréal del 1976?
Il carattere freddo e determinato di Billy e la protezione e l'amore di Harlan saranno sufficienti...o no?!


Le lotte omosessuali non sono una novità, pensare che questo romanzo sia del 1974 e rimanga così attuale, aiuta a riflettere sulla lentezza e la delicatezza del tema affrontato.
Nel giugno del 1969 a New York, scoppiò la ribellione dei movimenti gay conosciuta come i moti di Stonewall, una serie di violenti scontri fra gli omosessuali e la polizia.
In questi anni di fermento e di rivoluzioni, l’Associazione Psichiatrica Americana decise di rimuovere l’omosessualità dal manuale ufficiale dei disordini mentali ed emozionali.

Ma è del 1948 la dichiarazione universale dei diritti dell'uomo che sancisce "Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciati nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione" e che punta la prima bandiera nel percorso di uguaglianza e di libertà nell'amore.

Con grande difficoltà si viveva l'amore, nascere omosessuali diventava una lotta quotidiana sull'incertezza di rivelarlo e sulla paura di subire violenza.
L'omosessualità in campo sportivo è un argomento attuale, se ne parla ancora oggi e sono pochi gli atleti che fanno coming-out.
Lo sport, come vetrina di virilità, di fisico "macho", di muscoli e potenza secondo molti non poteva e, ahimè, non può convivere con l'omosessualità.

Proprio per questo, "La corsa di Billy" è un capolavoro letterario.
Vengono affrontati temi sociali come l'accettazione del diverso, l'omosessualità nello sport e nella società, nelle scuole e nelle famiglie.
Viene trattata in modo profondo la difficoltà interiore per accettare la propria diversità, l'unicità nell'essere diversi, la paura di subire violenza fisica verbale, il dilemma sull'accettare l'amore andando incontro a mille difficoltà o la rinuncia ad esso per paura delle conseguenze.

La narrazione della storia, cammina mano nella mano con le riflessioni interiori e i pensieri dei protagonisti, con quelle amicizie che aiutano a superare il confine e a guardare con occhi diverse le mille sfumature dell'amore.
Il cambiamento delle persone che riescono a rompere la barriera dei pregiudizi e che diventano sostenitori di una causa che non li riguarda.
Un romanzo che si legge tutto d'un fiato, che aiuta a comprendere meglio moltissime cose, che descrive, con un linguaggio per nulla velato, l'amore omosessuale e i desideri che portano profonde riflessioni sul matrimonio e i figli.

In Italia il dibattito è accesissimo, sono passati 43 anni dalla pubblicazione di questo romanzo e tutto sembra così attuale.
Le riflessioni che nascono spontanee possono illuminare quei lati dubbiosi che ci lasciano inchiodati ai nostri principi, dove la morale vince sulla testa pensante.
Un libro che dovremmo leggere tutti, una storia meravigliosa, culla di grandi riflessioni che nascono spontanee e che aiutano a comprendere meglio tanto di quegli uomini che, come noi, vivono ogni giorno di piccole lotte, ma che spesso devono fare i conti con il giudizio della società che giudica ma non protegge.
Non un invito a condividere tutti i pensieri o i desideri, ma una mano tesa ad entrare meglio in un mondo che troppo spesso si giudica da lontano senza conoscerne quelle sfumature interiori che causano difficoltà e lacerazioni profonde e quella sensazione amara di essere sbagliati e mai opportuni.

Fazi Editore riporta alla luce un romanzo che Patricia Nell Warren ha scritto con grande spirito di riflessione, con grande capacità di analisi e con grandissima analisi di temi così diversi: amore, sport e società.
Non potevo dare meno di cinque stelle, ne avrei date anche sei... .
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Patricia Nell Warren


Nata nel 1936, è cresciuta in una fattoria nel Montana. Giornalista, editor, editrice e scrittrice di grande successo, vive in California ed è una delle più rispettate autrici di letteratura gay. Attivista politica, è particolarmente nota per la sua vicinanza e l’appoggio ai fenomeni di emancipazione del mondo omosessuale. È stata anche un’atleta: una delle prime donne a correre la maratona di Boston, nel 1968. La corsa di Billy, il suo primo romanzo, ebbe un’eco tale da ispirare la nascita, nel 1974, dei Frontrunners (dal titolo originale del libro): un gruppo di atleti gay, lesbiche, bisessuali e transessuali di San Francisco che si riunivano per praticare sport. A oggi, esistono club di Frontrunners in Europa, Canada, America meridionale e centrale, Australia e Nuova Zelanda.
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martedì 7 febbraio 2017

Novità in Libreria: Febbraio/Marzo 2017


Iperborea

CERCHI INFINITI


TITOLO ORIGINALE:
IN USCITA IL: 24 FEBBRAIO 2017
PP. 128
NAZIONE: OLANDA
TRADUZIONE DI: LAURA PIGNATTI
COLLANA: NARRATIVA
NUMERO DI COLLANA: 277
ISBN: 9788870914771
PREZZO DI COPERTINA: € 15,00

Dall'autore di "Tumbas", una preziosa e folgorante raccolta di testi dedicati al Giappone.
Certi viaggi hanno l’obiettivo segreto di «estraniarti dalle tue origini», «scardinarti l’esistenza»: «soltanto allora sei stato veramente via, così altrove da essere forse diventato un altro», scrive Cees Nooteboom, infaticabile esploratore di culture, riguardo al paese che conserva per lui un fascino unico: il Giappone. Cerchi infiniti raccoglie i suoi testi più illuminanti su quarant’anni di viaggi attraverso i paesaggi, le architetture, la poesia e la storia del Sol Levante. Dalle metropoli avveniristiche di Tokyo e Osaka alle antiche città imperiali di Kyoto e Nara, dalle incisioni di Hokusai e Hiroshige al teatro kabuki, il rapimento mistico e intellettuale dei giardini zen, quella coesistenza intrecciata di buddhismo e shintoismo nei templi e nei riti millenari che scandiscono ancora il calendario nelle campagne. Viaggi accompagnati dalle pagine di Kawabata, Mishima, Tanizaki, ma soprattutto dalle Note del guanciale di Sei Shōnagon e dalla Storia di Genji di Murasaki Shikibu, il primo romanzo della storia, che ritrae il raffinamento estremo a cui giunse l’isolata corte di Heian nell’XI secolo. Con la sua capacità di cogliere le sfumature più sottili, accendere connessioni, stimolarci a vedere con altri occhi e a rapportare il particolare all’universale, Nooteboom ci immerge nell’esperienza della scoperta, della bellezza e della sfida che il Giappone continua a rappresentare per l’Occidente: possiamo arrivare a conoscere veramente una cultura così lontana da noi? Ma è proprio nel confronto con l’altro che il viaggio diventa una ricerca sul fondo comune della condizione umana, un pellegrinaggio interiore per interrogarsi su stessi.

LA RICETTA DEL DOTTOR WASSER


IN USCITA IL: 10 MARZO 2017
PP. 188
NAZIONE: SVEZIA
TRADUZIONE DI: CARMEN CIMA GIORGETTI
COLLANA: NARRATIVA
NUMERO DI COLLANA: 275
ISBN: 9788870914757
PREZZO DI COPERTINA: € 16,00

L'ultimo romanzo del grande scrittore svedese, recentemente scomparso.
Il 18 marzo del 2012 si poteva leggere sullo Svenska Dagbladet il necrologio di Kurth Wasser, direttore generale e consigliere medico, un tempo uno dei massimi esperti in disturbi del sonno, unanimemente ricordato come professionista esemplare e uomo riservato ma sempre pronto ad ascoltare e aiutare; capace di mettere in pratica il pensiero positivo e di affrontare tutte le nuove sfide, con coraggio e non senza una certa dose di humour. Dal necrologio ci si potrebbe facilmente fare l’idea che questo defunto amministratore sanitario fosse stato una persona esemplare e una figura prominente nel campo della medicina. Ma dalle note private del Dottor Wasser scopriamo che la sua carriera non è stata poi così esemplare. Per diverse ragioni, e quella principale è che sono passati diversi decenni da quando il vero Kurth F. Wasser è scomparso. La sua identità da giovane medico della DDR era stata elegantemente rubata negli anni Cinquanta da un astuto ragazzo proveniente dalla regione delle foreste nell’area di Norberg, spinto dalla vertiginosa idea di avere davanti la possibilità di liberarsi della propria vita. Molto fantasioso. Molto intelligente. E dotato di marcate doti da Don Giovanni. Il dottor Wasser è una sua invenzione – il trionfo della sua fantasia. A metà tra un impostore e un uomo fortunato, si è reinventato ancora e ancora – e si trova forse più vicino a noi di quanto possiamo immaginare. Uscito pochi mesi prima della sua scomparsa, "La ricetta del Dottor Wasser" è uno dei romanzi più riusciti di Lars Gustafsson, una riflessione sull’arte, sull’amore, sull’identità e sull’inganno che occupa un posto importante nella letteratura, da qualche parte vicino ad Anthony Trollope e Franz Kafka.

MIRAGGIO 1938

IN USCITA IL: 10 MARZO 2017
PP. 520
NAZIONE: FINLANDIA
TRADUZIONE DI: LAURA CANGEMI
COLLANA: NARRATIVA
NUMERO DI COLLANA: 276
ISBN: 9788870914764
PREZZO DI COPERTINA: € 19,00

Un giallo letterario sofisticato e pluripremiato che parla di amicizia, redenzione e vendetta, ambientato a Helsinki negli anni '30, mentre l'Europa è sull'orlo della guerra.
1938. Le politiche espansionistiche di Hitler stanno generando rabbia e ammirazione in tutt’Europa, e non da meno nel «circolo del mercoledì» di Helsinki, formato da un gruppo di amici della comunità di svedesi di Finlandia, vecchi compagni dell’avvocato Claes Thune, che si incontrano, chiacchierano, bevono e discutono ogni mercoledì sera dopo il lavoro. Da qualche tempo l’instabilità politica sta avendo un grosso effetto sulla coesione del circolo: gli amici sono spaccati tra liberali e conservatori, e come nella società e nella politica globale le posizioni diventano sempre più inconciliabili. A confrontarsi sono concezioni dell’uomo, della democrazia, del ruolo della Finlandia sullo scacchiere mondiale radicalmente opposte a cui si aggiunge la valutazione sui valori e le politiche portate avanti dalla Germania nazista. Tutto è in bilico, la minaccia è nell’aria. La crescente ansietà sociale va di pari passo con il caos della vita privata di Claes Thune: tornato a casa dopo anni da diplomatico in Russia e a Stoccolma, abbandonato dalla moglie per un amico, è titolare di uno studio di avvocati che gestisce senza grande entusiasmo. Fortunatamente ha l’aiuto della sua nuova segretaria, stenografa eccezionale, Matilda Wiik. Dietro al suo aspetto impeccabile, metodico e riservato, anche Matilda è una donna tormentata e un giorno tutti gli orribili ricordi della Guerra civile finlandese riemergono dal passato, quando durante uno degli incontri del circolo del mercoledì riconosce una voce, inconfondibile, che la riporta indietro di vent’anni, in un altro tempo oscuro, impossibile da dimenticare. Come confrontarsi con il dolore e con le cicatrici del passato? Come vendicare quel che è successo? Con una scrittura elegante e un tocco quasi da romanzo noir d’altri tempi Kjell Westö tesse una trama precisa e incalzante, dove i colpi di scena lasciano il posto alle riflessioni sulla storia e sulla politica, ma la tensione è tenuta alta da un meccanismo narrativo perfetto e implacabile. Il narratore ha un piano, freddo e scientifico, come quello della signora Wiik…

Marsilio

Nessuno muore in sogno


pp. 416, 1° ed.
Farfalle / I GIALLI
978-88-317-2620-7
Bolzano, primavera 1999. Una ragazza viene trovata senza vita, riversa a pancia in giù sul divano, in un anonimo monolocale immerso nel bosco. È nuda, i capelli le sono stati tagliati di netto, e sul corpo ha strane cicatrici. Secondo il medico legale, è morta per soffocamento. Pochi giorni prima, una stimata dentista del posto era stata uccisa con le stesse modalità: il capoluogo altoatesino è forse minacciato da un serial killer? Il pubblico ministero Jakob Dekas è costretto a rientrare dalle ferie e a immergersi nel caso insieme alla collega Emma Blaas, al maresciallo Barra, agli altri membri della squadra investigativa e a un nuovo consulente: il capitano dei carabinieri Santo Malacarne, esperto di omicidi seriali. Ma le indagini si rivelano più difficili del previsto per il pm cinico e solitario, che della ragazza assassinata, Claudia Von Dellemann, è stato amante. La doppia vita della vittima, architetto di giorno ed escort di notte, accende i riflettori sul lato più oscuro della mondanità cittadina, svelando un intreccio di corruzione, giochi di potere, prostituzione e perversioni in cui vittime e carnefici si scambiano i ruoli, e niente è come sembra. All’ombra delle Dolomiti, affascinanti e gravide di mistero, Dekas e i suoi dovranno destreggiarsi tra insospettabili e soliti noti, trappole e depistaggi, femminicidi e maltrattamenti di minori, in una corsa contro il tempo per scongiurare un’altra, terribile violenza.

Più che l'amore

Eleonora Duse e Gabriele D'Annunzio

pp. 384, 1° ed.
Nodi / Nodi
978-88-317-2629-0
Venezia 1894. Trentasei anni lei, trentuno lui. Un incontro fortuito, quello tra Eleonora Duse e Gabriele d’Annunzio, che segna l’inizio di una storia lunga un decennio. Un breve tratto nell’arco di una vita, ma per entrambi capitale. Gabriele offrirà alla sua musa una serie di capolavori; Eleonora li metterà in scena. Nasce con questo giuramento il motto araldico della coppia: «More than love».
Lui, infatti, è perentorio: esige «più che l’amore».
Lei lo corrisponde a oltranza, recitando un trasporto da Baccante orgiastica: «Vorrei potermi disfare tutta! Tutto donare di me, e dissolvermi». Al banco di prova, però, la verità sarà un’altra. Occorreranno anni prima che d’Annunzio prenda atto che l’attrice simula un consenso che si guarda bene dall’accordargli.
In questo libro Annamaria Andreoli mette in discussione la vulgata, confermata da oltre un secolo, che dipinge la Duse come sottomessa al Vate. Se corrispondono al vero passione, tradimenti e umiliazioni, sono da ribaltare i ruoli: fu lui la vittima e lei il carnefice. È quanto emerge dai numerosi documenti, sottoposti a nuovo esame con un’avvertenza: a varare la favola dei divi amanti fu Gabriele, maestro nel creare leggende.
La personalità carismatica di una donna ben lontana dai cliché dell’epoca e lo sfolgorio di una società europea in cui il teatro e la cultura italiana erano protagonisti sono i cardini di una vicenda che non smette di affascinare.

Aldo Manuzio

la costruzione del mito
a cura di 

pp. 408, 1° ed.
Ricerche / RICERCHE
978-88-317-2594-1
Il volume raccoglie gli atti in italiano e inglese del convegno tenuto a Venezia il 26-28 febbraio 2015 per celebrare il quinto centenario della morte di Aldo Manuzio, il grande editore umanista attivo a Venezia tra il 1494 e il 1515. Gli interventi offrono una panoramica degli studi più recenti su Manuzio, affrontando i diversi aspetti della sua opera: la biografia, l’attività editoriale e tipografica, le edizioni greche, la complessa e affascinante eredità lasciata ai posteri. Com’è noto le intuizioni aldine hanno condizionato sino al xx secolo il libro come strumento culturale. È anche per questo che le sue edizioni sono sempre state oggetto di desiderio per i collezionisti di tutto il mondo e di ispirazione per grafici, tipografi ed editori.


Fazi editore
Paul Beatty
SLUMBERLAND
In libreria dal 2 marzo
Dal vincitore del Man Booker Prize 2016, arriva in libreria Slumberland. Ambientato a Berlino nel 1989, è la storia Dj Darky, un nero di Los Angeles che sogna di ritrovare Charles Stone, in arte Schwa, mitico musicista dell’avanguardia jazz, e fargli suonare il suo perfetto pezzo beat. Un romanzo osannato dalla critica in cui Paul Beatty, con tono provocatorio e humour raffinato, riflette sulla questione razziale, sulle relazioni uomo-donna e su tanta musica, costruendo un graffiante ritratto delle contraddizioni di quegli anni.L’autore sarà a Roma a metà marzo, tra gli ospiti principali del festival Libri Come.

Léo Malet

IL BOULEVARD DELLE OSSA
In libreria dal 16 marzo
Un romanzo finora inedito da uno dei grandi padri del noir francese. Per la serie I nuovi misteri di Parigi, ritroviamo l’affascinante investigatore privato Nestor Burma, uno che preferisce il cervello alla pistola, ancora protagonista di un’avventura che vede coinvolti criminali russi e cinesi nel IX arrondissement della capitale francese.

Arnaldo Colasanti

LA MAGNIFICA
In libreria dal 16 marzo
Arnaldo Colasanti torna al romanzo per raccontare le miserie di un gruppo di undici scrittori – i migliori scrittori italiani – scelti da un’influentissima e temuta operatrice culturale, la Vecchia, per partecipare a un tour promozionale negli Stati Uniti d’America. Dal Professorino al Narratore Padano, all’Esordiente belloccio, Colasanti fa sfilare vanità, viltà, frustrazioni, invidie e speranze (poche) degli intellettuali italiani, interrogandosi su quale sia il rapporto oggi tra scrittura e verità.

John Burnside

LA NATURA DELL'AMORE
In libreria dal 23 marzo
Da una delle voci più note e celebrate della poesia e della narrativa del Regno Unito, un’opera potente e insieme intima, che fonde in maniera magistrale prosa e poesia, essay e memoir. Una riflessione intensa e poetica sull’amore e le sue possibilità, un inno alla natura selvaggia e libera presente in tutti gli uomini.

Elizabeth Von Armin

UN INCANTEVOLE APRILE
In libreria dal 30 marzo
Pubblicato per la prima volta nel 1923, esce in una nuova traduzione il capolavoro di Elizabeth von Arnim: una storia di amicizia al femminile, un inno al coraggio di cambiare la propria esistenza, un romanzo irriverente e pieno di vita, che divenne subito un best-seller e dal quale sono stati tratti due film di successo: il primo, “The ladies meet”, nel 1935, diretto da Harry Beaumont con Ann Harding, Katharine Alexander e Frank Morgan; il secondo, “Enchanted april” diretto da Mike Newell nel 1992, con Miranda Richardson e ambientato nel Castello Brown di Portofino.

Wilhelm Schmid

BELLEZZA, VERITÀ ED EROS
La nascita della filosofia nel giardino dei piaceri
In libreria dal 30 marzo
L’amore, il desiderio, i piaceri: in ogni epoca della sua esistenza l’essere umano è sempre stato affascinato dall’eros. Ma le esperienze erotiche, fonte di piacere, vengono accompagnate costantemente da impulsi ed elementi irrazionali che creano turbamento. Come è possibile limitare e moderare i piaceri? Come stabilire un rapporto equilibrato con essi?
Adelphi

Georges Simenon
 La casa dei Krul
l Traduzione di Simona Mambrini

 «Biblioteca Adelphi» 

Alla vigilia della guerra, Simenon mostra, con straordinaria chiaroveggenza, lo scatenarsi dell’odio nei confronti di una famiglia tedesca. 
La casa dei Krull è ai margini del paese; e loro stessi, in quanto tedeschi, sia pur naturalizzati, ne vengono tenuti ai margini. Sono gli stranieri, i diversi.
 Nella loro drogheria non si servono i francesi, ma solo i marinai che a bordo delle chiatte percorrono il canale.
 E quando proprio davanti a casa Krull viene ripescato il cadavere di una ragazza violentata e uccisa, i sospetti non potranno che cadere su di loro. In un magistrale crescendo di tensione, Simenon ci narra il montare dell’ostilità verso un perfetto capro espiatorio, e il progressivo disgregarsi di una famiglia apparentemente esemplare, osservati dagli occhi penetranti di un cugino a sua volta diverso da lo ro – diverso da tutti. 

Chez Krull è stato scritto a La Rochelle nel luglio del 1938 ed è apparso a stampa l’anno seguente.

 In libreria dal 9 febbraio 2017

Russell Hoban 
La ricerca del leone
 Romanzo 
Traduzione di Adriana Motti

 «gli Adelphi» 

Una favola per adulti – e una delle rarissime variazioni convincenti su un tema essenziale: la relazione tra padre e fglio. 
Un padre, Jachin-Boaz, che disegna mappe preziose per tutte le esigenze. Un figlio, Boaz-Jachin, che vuole una mappa con almeno una zona vuota, ed è proprio la mappa che il padre non può dargli. 
Un leone, in un mondo dove tutti i leoni sono ormai scomparsi. Con questi tre elementi Russell Hoban ha costruito un romanzo – una favola| una parabola| un’allegoria| – che ha ricordato ai critici le grandi opere di Tolkien e di C.S. Lewis. 

Di Russell Hoban (Lansdale, Pennsylvania, 1925 - Londra, 2011) Adelphi ha pubblicato Il topo e suo figlio (1981). La ricerca del leone è apparso per la prima volta nel 1973.

In libreria dal 20 febbraio 2017


G.K. Chesterton 
L’età vittoriana nella letteratura
 Traduzione di Paolo Dilonardo 

«Piccola Biblioteca Adelphi»

 L’età vittoriana, i suoi romanzi e la sua poesia raccontati da una delle penne più fulminanti della letteratura inglese. Per capire e gustare la tradizione o la storia occorre un pizzico di tenerezza per l’anacronismo. Chi meglio di Chesterton, nato in epoca vittoriana, lucido e pungente come Sherlock Holmes, poteva prendere d’assalto i contrafforti del sistema vittoriano| E gli strali ancora pungono la nostra cute di opportunisti vittoriani postumi. Così, per merito di una mirabile retorica, la piatta mappa della letteratura vittoriana diventa un plastico sotto l’occhio del lettore e prende vita: da Bentham a Carlyle, da Dickens a Hardy $no ai preraffaelliti e ai decadenti, Chesterton ci offre una galleria di ritratti che, tra umorismo paradossale e magistrale acutezza, sono l’esatto contrario di quelli delle enciclopedie. Gilbert Keith Chesterton (1874-1936), detto «il principe del paradosso», fu romanziere, critico, giornalista, viaggiatore, saggista, poeta, polemista e affabulatore radiofonico. Scrisse centinaia di libri e di poesie, migliaia di saggi e di articoli, e numerosi racconti fra cui i polizieschi che hanno per protagonista Padre Brown, raccolti in cinque volumi e rappresentati in numerosi $lm e sceneggiati televisivi.

 Scritto non come una storia della letteratura, ma come «una libera, personale esposizione» dell’età vittoriana, questo libro uscì per la prima volta nel 1913 ed ebbe un immenso successo di pubblico.

In libreria dal 23 febbraio 2017


Carlo Emilio Gadda
 La cognizione del dolore
 A cura di Emilio Manzotti 

«Biblioteca Adelphi» 

Un romanzo capitale del Novecento italiano ed europeo. Una madre e un figlio si fronteggiano. Li unisce un amore sconfinato, li oppone un viluppo di gelosia, lutto, senso di colpa, rancore, strazio – preludio al più tremendo degli epiloghi. Intorno a loro, un «barcollante feudo» e un immaginario Sudamerica identico alla Brianza, vessato da Associazioni che a tutti vorrebbero imporre la loro violenta protezione. Ma quel che ancor oggi non cessa di stregarci, e fa della Cognizione un romanzo capitale, è la figura del figlio, don Gonzalo, l’ultimo hidalgo, che nel suo «male oscuro» è condannato a negare le «parvenze non valide», a respingere la turpe contingenza del mondo, anche a prezzo della più dura delle cognizioni – quella che consegna alla «rapina del dolore». 

Le opere di Carlo Emilio Gadda (1893-1973) sono in corso di pubblicazione presso Adelphi; Il titolo più recente è Eros e Priapo (2016). Apparso a puntate su «Letteratura» fra il 1938 e il 1941, in volume nel 1963 e poi di nuovo nel 1970 con l’aggiunta di due ‘tratti’, La cognizione del dolore viene qui presentata in una nuova edizione, arricchita da documenti inediti e materiali genetici.

In libreria dal 9 marzo 2017


Alexander Pope
 I bassifondi della poesia
 seguito dall’Epistola al Dottor Arbuthnot
 Traduzione di Alessandro Gallenzi 

«Piccola Biblioteca Adelphi» 

Un manuale settecentesco dell’arte retorica del pensare e dello scrivere male. Pubblicato da Alexander Pope nel 1728, I bassifondi della poesia è una divertita esplorazione delle sentine del Parnaso, una velenosa spigolatura di assurdità estetiche, un prontuario di sovversione poetica ad uso delle teste di legno erudite — il tutto addobbato nelle contegnose vesti della trattatistica classica sul sublime. In quest’edizione è accompagnato da un esempio di poesia eccelsa, l’Epistola al Dottor Arbuthnot, da molti considerato il capolavoro dell’autore, che seppe fondervi autobiografia intima, struggente elegia dell’amicizia e satira abrasiva, in una deflagrante miscela di furia, decorum, malizia, malinconia e felicità espressiva. 

Alexander Pope (1688-1744) fu il più eminente poeta inglese della prima metà del Settecento; del «bardo di Twickenham» Adelphi ha già pubblicato Il ratto del ricciolo (2009), anch’esso tradotto con cura appassionata da Alessandro Gallenzi

In libreria dal 16 marzo 2017


Heda Margolius Kovály 
Sotto una stella crudele 
Una vita a Praga – 1941-1968 
Traduzione di Silvia Pareschi 

«La collana dei casi»

 Lo spirito indomito di una donna straordinaria, sopravvissuta due volte: all’Olocausto e alla dittatura comunista in Cecoslovacchia. Si può scampare ai due principali orrori del Novecento, e poi scrivere un libro di memorie come questo: sobrio, indomito, luminoso. Heda Bloch è fuggita dalla marcia della morte verso Bergen-Belsen, ma Praga la riaccoglie con ostilità: troppo forte, per i suoi amici, è il terrore delle rappresaglie naziste. La «rinascita» comunista condannerà invece all’impiccagione il marito, Rudolf Margolius, e solo le seconde nozze con Pavel Kovály salveranno Heda e il $glio dalla loro lunga vita da reietti. E quando, con la Primavera di Praga, tutta la popolazione di «una città che non poteva dormire per la felicità» si riversa festosa in strada, ecco l’estremo tradimento: i carri armati russi. Heda Bloch (1919-2010), ebrea praghese fuggita dai lager, dopo la guerra si avvicina al comunismo insieme al marito, Rudolf Margolius, giustiziato nel 1952 durante il terrore staliniano. Dopo aver assistito alla Primavera di Praga e all’invasione russa, Heda raggiunge il secondo marito, Pavel Kovály, negli Stati Uniti, dove lavora come bibliotecaria e traduttrice. 

Sotto una stella crudele esce per la prima volta in Canada nel 1973, in lingua ceca, e nello stesso anno, in inglese, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. Nel 1986 viene ripubblicato in Gran Bretagna nell’edizione qui presentata.

In libreria dal 30 marzo 2017