giovedì 13 aprile 2017

Recensione "Sotto una stella crudele. Una vita a Praga 1941-1968" di Heda Margolius Kovaly



Sotto una stella crudele
Una vita a Praga - 1941-1968
Heda Margolius Kovaly

Formato: Brossura
Genere: Storico
Editore: Adelphi          
Pagine: 214

Si può scampare alle persecuzioni dei due grandi regimi totalitari del Novecento e poi scrivere un libro di memorie come questo: sobrio, indomito, luminoso. Heda Bloch è fuggita dalla marcia della morte verso Bergen-Belsen, ma Praga la riaccoglie con ostilità: troppo forte, per i suoi amici, è il terrore delle rappresaglie naziste. Dopo la liberazione e la «rinascita comunista», nel 1952 il marito, Rudolf Margolius, alto funzionario governativo – un «mercenario al servizio degli imperialisti» –, verrà condannato all’impiccagione nel clima plumbeo e maligno del processo contro il segretario generale Slánský. Inizia il periodo del «silenzio attonito, terrorizzato»; solo le seconde nozze con Pavel Kovály salveranno Heda e il figlio Ivan da una lunga, tragica vita da reietti. E quando sta per giungere il lieto fine, quando dopo la Primavera di Dubček tutta la popolazione di «una città che non riusciva a dormire per la gioia» si riversa festosa in strada, ecco l’estremo orrore: l’arrivo dei carri armati sovietici.


Giudizio sintetico: 



"Praga non è un insieme di edifici dove le persone nascono, lavorano e muoiono. E' viva, triste e coraggiosa, e quando sorride con la primavera, il suo sorriso brilla come una lacrima"

Heda Margolius Kovaly ci regala la sua vita pubblicando questo romanzo per la prima volta in Canada nel 1973.
La preziosità di questo scritto sta nel riflesso sincero e dettagliato di tutti i passaggi fondamentali di vita dell'autrice, della sua famiglia e dell'intero popolo Cecoslovacco.
Dopo essere fuggita dalla deportazione nazista, aver assistito all'omertà di vecchi amici che, per paura, facevano finta di non conoscerla, e aver assistito alla disfatta degli invasori, Heda e il marito Rudolf abbracciano l'ideologia comunista iscrivendosi al partito.
Nella prima parte del dopoguerra narrata nel libro, vengono illustrate tutte le motivazioni che hanno spinto il popolo ceco verso il comunismo, verso un regime che sembrava e veniva raccontato come l'unico modo per risorgere dalle ceneri di un'occupazione e una guerra crudele.
La vita era diventata politica e la politica era diventata vita!
Il marito occuperà una posizione prestigiosa nell'elite governativa sotto la presidenza di Gottwald, non riuscendo a vedere la reale portata del regime comunista a Praga, della nazionalizzazione di campi e industrie, degli arresti di presunti traditori del partito, delle svalutazioni monetarie programmate, della povertà e della paura di quegli operai che dovevano essere mente e forza dello stato.
Ho pensato spesso che molti dei nostri diventarono comunisti non tanto per il ribellarsi al sistema politico esistente, quanto per pura disperazione nei confronti della natura umana che dopo la guerra mostrò il peggio di sè. Gli uomini non potendo perdere la fiducia nell'umanità, danno la colpa all'ordine sociale in cui vivono; se la prendono con la condizione umana.
In questo contesto, vissuto tra silenzi coniugali per diversità di pensiero, il marito di Heda viene coinvolto nel "Caso Slansky", che porterà nel 1951-1952 ad un processo farsa dove, funzionari statali legati al comunismo ceco, vengono costretti a confessare tradimenti e complotti e condannati a morte.
Heda è costretta a vivere nella miseria, allontanata da tutti, senza lavoro e con l'impossibilità di trovarlo, divisa tra la malattia, la paura per le sorti del marito e la paura di perdere il figlio.
In questo contesto, la storia viene raccontata nella sua drammaticità, nel suo percorso che sembra senza uscita, la forza di una donna che non accetterà mai di piegarsi al regime, vestendosi di nero dopo la morte del marito come chiaro messaggio alle alte sfere.
Nel Febbraio 1956, a seguito della morte di Stalin, il suo successore Chruscev capisce che, per rafforzare la sua posizione, deve rompere con le barbarie del regime stalinista.
A seguito di questa apertura, molti processi farsa vengono smascherati, e prigionieri condannati a morte riabilitati, come Rudolf Margolius.
Il popolo cecoslovacco alza la testa e le riforme liberali porteranno alla primavera di Praga e alla successiva invasione sovietica che durerà fino al 1990.

Questo libro è uno scritto importante, lucido e aperto alla comprensione di tutti.
Capire e conoscere per meditare e riflettere su ciò che è stato, comprendere molto di ciò che è.. .
Una vita narrata con lucidità e semplicità, molto toccante in svariati punti dove le riflessioni intime ed elaborate toccano le corte della sensibilità più profonda.
I passaggi storici cardine, utili a capire in che modo la vita di Heda sia stata segnata, danno una visione molto più ampia sul popolo di Praga e della Cecoslovacchia.
L'abbraccio al regime, le conseguenze e le distorsioni di un sistema malato riflesso sugli abitanti, sono parte di un racconto che tutti dovrebbero conoscere, la forza di una donna, la resistenza silenziosa, il dolore e un futuro che riemerge, come la fenice, dalle ceneri.
Ho apprezzato ogni singola pagina di questo libro, la semplicità di narrazione, la visione ampia su tutti gli strati storici di una società e di un regime, la drammaticità della prigionia e della malattia.
Commovente, drammatico ma con una forza e una speranza che non cedono mai il passo alla rassegnazione.
Un messaggio importante e una storia che entra nel cuore.

I veri nemici dell'uomo sono coloro che traggono guadagno dal sudore e dai calli altrui

Heda Margolius Kovály (1919-2010), nata a Praga, emigrò negli Stati Uniti nel 1968, dopo l'invasione sovietica della Cecoslovacchia, Sotto una stella cridele uscì per la prima volta in Canada nel 1973.

martedì 11 aprile 2017

Recensione "Come candele nella notte" di Maurizio Roccato


Come candele nella notte
Maurizio Roccato

Formato: Brossura
Genere: Giallo
Editore: Intrecci Edizioni           
Pagine: 262

Giudizio sintetico





La sera del 23 settembre 1959, a causa di una violenta tempesta, il faro marino di Ar-Men rimane isolato per tutta la notte. Il mattino seguente la sua lanterna continua a rimanere accesa, e nessuno risponde alla radio. I soccorsi inviati sul posto, che trovano il faro ancora chiuso dall’interno, rinvengono uno dei due guardiani morto al penultimo piano, mentre l’altro sembra scomparso nel nulla. Il commissario Arno Delta e un medico legale raggiungono Sein, l’isola più vicina, per avviare le indagini. Dopo un avventuroso sopralluogo e un’autopsia eseguita con mezzi di fortuna, i due stabiliscono che il guardiano ritrovato cadavere si è suicidato. La loro conclusione viene però messa in dubbio dall’arrivo su Sein del notaio Nicole Martin, in possesso di un testamento che dimostrerebbe che il suicida, il giorno stesso della morte, ha ereditato il misterioso contenuto di una cassetta di sicurezza da un secolo depositata nella camera blindata di una banca. A effettuare il lascito è stato il comandante della fregata imperiale Sané, che proprio cento anni prima, la notte del 23 settembre 1859, si è schiantata sullo scoglio di Ar-Men



Un romanzo giallo, un po' noir, un po' thriller, un pochino storico, una ricetta dove gli ingredienti sono tanti ma pesati correttamente, curati attentamente e dove, con visibile impegno da parte di Maurizio Roccato, il risultato è perfetto, una narrazione e una storia capaci di catturare il lettore, tenere alta la curiosità e la tensione fino all'ultima riga.

"Come candele nella notte" ha tutte le caratteristiche per essere un romanzo da cinque stelle, non c'è un dettaglio di questo scritto che non sia perfetto, curato, posto attentamente nel contesto e nell'ambientazione storica.
Si sente tutta la bellezza della Bretagna, dei suoi abitanti, del legame con il mare e con le sue tempeste, i misteri ad esso legati e il fascino immortale dei fari.
I dettagli storici e le leggende del luogo uniscono alla perfezione realtà e mistero, affascinano e catturano, uniscono alla risoluzione del caso, un manto nebbioso di segreti, enigmi e ambiguità.
Il commissario Delta incarna i poli della storia, deve convivere con l'indagine in corso e il suo passato, l'unione della comunità, dove silenzio e leggende sembrano non lasciare spazio alla razionalità, e la sua lotta alla sopravvivenza a seguito di una perdita che lo porta spesso oltre il limite... .
Un romanzo scritto divinamente, con intrecci narrativi pensati, sensati, logici e curati.
Traspare lo studio diretto dell'autore nella comprensione del funzionamento dei fari e del luogo in cui è ambientata la storia, ma anche delle caratteristiche mediche e notarili, attente e dettagliate, soprattutto nelle analisi del medico legale, privato degli strumenti moderni del suo studio cittadino.

Leggendo questo romanzo ci si lascia guidare in un mistero che racchiude altri misteri, vorrete comporre il puzzle insieme al commissario, seguirete le sue indagini sull'Isola di Sein come presenti, sospetterete di tutti e vi lascerete cullare dalle leggende e dal fascino del mare, compagno di vita e di morte, sempre presente e così importante.
La pioggia battente, i deliziosi piatti del posto, la singolarità storica del luogo e dei suoi abitanti, le caratterizzazioni uniche delle singole personalità, un romanzo che merita di essere letto ma soprattutto apprezzato, un romanzo così ben costruito non mi capitava di leggerlo da tempo!!

Spero di poter incontrare ancora il commissario Delta, la sua unicità di indagine e la personalità che lo rende folle, ma affascinante e dotato di un'intelligenza rara.


MAURIZIO ROCCATO ha quarantatré anni e vive a Vercelli. Ha conseguito la laurea in lettere presso l’Università degli Studi di Torino con una tesi in antropologia criminale. Ha pubblicato saggi, racconti, e romanzi thriller.

venerdì 7 aprile 2017

Recensione "Il potere e la magia della gratitudine" di Ivan Nossa



Il potere e la magia della gratitudine
Ivan Nossa




Formato: Brossura
Editore: Uno Editori           
Pagine: 135








Volete partire con me per un viaggio meraviglioso? Un viaggio con qualche ostacolo ma ricco di ricompense? Grazie a questo libro vi condurrò alla scoperta di una vibrazione più alta. Una delle più alte ad oggi conosciute, la vibrazione della gratitudine. Un viaggio che ho compiuto anch'io durante la stesura di questo testo avvenuta intuitivamente ed in breve tempo, senza quasi che me ne rendessi conto. Essere grati è una delle chiavi fondamentale per vivere una vita ricca di gioia e amore ed in questo libro vi racconto come tutto ciò può accadere. Io ho fatto della gratitudine una caratteristica fondamentale di ogni momento della mia vita, riuscendo a trasformare radicalmente la mia visione dell'universo, il mio approccio alla vita e di conseguenza il mondo intero. Grazie a questo libro potrai: Imparare a vivere nella gratitudine; Aprire gli occhi e riconoscere i doni che la vita ti fa ogni giorno; Intraprendere un viaggio alla scoperta della meraviglie che riposano all'interno del tuo cuore; Fare esperienza di un nuovo e più alto livello vibrazionale che potrà cambiare la tua vita; Vivere un' emozione unica che porterà gioia e pace alla tua anima; Conoscere un giovane autore che ha messo il proprio cuore in ogni parola di questo testo. Prefazione Joe Vitale. Postfazione Iacopo Melio.

Recensione:
Questo libro è un percorso, un viaggio attraverso pagine che possono aiutare a vedere la vita sotto il riflesso prezioso e unico della gratitudine.
Nei momenti felici o di dolore, Ivan Nossa ci guida in una ricca esperienza alla scoperta, o riscoperta, del grande dono della gratitudine.
Gratitudine verso gli altri, nei confronti della vita, verso un'entità superiore.

Imparare a vivere nella gratitudine può migliorare la quotidianità, riconoscendo e apprezzando anche le piccole cose che distrattamente ignoriamo ogni giorno, ma che colorano la nostra vita.
La gratitudine, ci insegna Ivan Nossa, è un potere immenso; saperlo usare può cambiare la vita!

Attraverso immagini e racconti, l'autore cerca aneddoti per farci capire meglio il significato del percorso intrapreso dal lettore.
Le storie narrate in questo libro aiutano a sottolineare concetti, a dare un'ampia veduta su ciò che viene esposto, sottolineando il potere e il beneficio del "Grazie".
Non a caso viene indicato come magia, perchè un percorso in grado di cambiare la vita è puramente magico.

Un messaggio che può essere aperto a tutti ma non per tutti, io per esempio, ho un pò di difficoltà a lasciarmi andare a letture di questo genere, sono troppo condizionata dallo scorrere della vita e dalla negatività di alcune cose.
Questo però non sta a significare che il contenuto di questo scritto non sia prezioso per chi è capace di coglierne il significato profondo.

Un libro che si legge velocemente ma che, se letto con impegno e desiderio di lasciarsi andare, può essere davvero d'aiuto per migliorare il nostro essere, la nostra vita e il nostro approccio con gli altri.
Silenzio, meditazione, atti semplici ma profondi,sono la ricetta per benefici a lunga durata.
Un libro per tutti ma apprezzabile da chi ha davvero voglia di svoltare affidandosi al potere e alla magia della gratitudine.

Una bellissima anticipazione di ciò che troviamo nel libro, è spiegata nella prefazione di Joe Vitale, uno dei maestri del bestseller "The Secret", famoso in tutto il mondo, esperto di spiritualità.


Ivan Nossa:Co-autore dei bestseller americani The Midas Touch e The Prosperity Factor, Ivan è spinto da una grande passione per la ricerca interiore. Dopo la laurea in Lingue diventa imprenditore di successo. Il suo percorso cambierà radicalmente quando, vent’anni dopo, una serie di eventi lo spingeranno a dedicarsi completamente alla scrittura fino a decidere di vendere la sua attività. I suoi studi sulla Legge dell’Attrazione e l’evoluzione personale lo porteranno alla collaborazione con Joe Vitale alla pubblicazione in Italia del successo Il tocco di Re Mida: Trasforma in Oro tutto ciò che tocchi e del nuovo Il Potere e la Magia della Gratitudine.

giovedì 6 aprile 2017

Recensione de "La Ventiquattrore. Delitto in albergo"

La ventiquattrore. Delitto in albergo
di Maurizio Castellani



Formato: Brossura
Genere: Giallo
Editore: Casa Editrice Kimerik           
Pagine: 149


Giudizio sintetico




La storia:
Marco Vincenti è un Geometra, anzi un ex Geometra, perchè, lasciato timbro e progetti ha deciso di trasferirsi a Casciana Terme nell'albergo ereditato dalla Zia Maria che si chiama appunto "Da zia Maria".
L'albergo sembra prigioniero del tempo, camere e arredi sembrano fermi al 1966, ma Marco è all'inizio e deve prendere confidenza con l'ambiente e il lavoro da sbrigare.
Nei primi giorni in soccorso arrivano l'amico Piero, geometra, e Luisa una signora già alle dipendenze della zia da vent'anni.
Dopo aver sbrigato pratiche burocratiche e organizzative, Marco è pronto per prendere le redini dell'albergo, ma proprio quando tutto sembra perfetto, Luisa è costretta a partire, lasciando il suo impiego alla figlia Grazia, una vistosa e affascinante ragazza.
Oltre al lavoro in albergo, Marco riallaccia rapporti di vecchia data, con amici dell'infanzia che, con lui, hanno condiviso partite di calcetto nella piazza del paese.
Proprio con uno di questi, Andrea, entra subito in confidenza, entrando nella cerchia con Piero, di un'amicizia da coltivare quotidianamente.
I clienti in albergo si susseguono, proprio come le giornate, fino alla mattina del 27 Marzo quando, il Signor Fantozzi, viene trovato morto nella sua stanza.
L'attenzione del paese è concentrata sulla struttura, ma Marco è il primo a voler far chiarezza sull'accaduto perchè troppi dettagli non coincidono, ci sono fatti inspiegabili e buchi da riempire.
Marco, Andrea e Piero si uniscono nella compagnia de "Gli Investigatori" che tra una cena, una bottiglia di vino e qualche risata, riuscirà a dare un contributo fondamentale alle indagini e al maresciallo Bevacqua, riordinando i tasselli e trovando il colpevole di questo giallo.

Recensione:
Questo è uno di quei romanzi che si divorano, non si riesce a dire basta per la curiosità di arrivare alla fine, di sapere quale sarà l'epilogo della storia.
Riuniti intorno ad un tavolo con gustose cene e ricette toscane e la goliardia tipica del linguaggio toscano, ci si sentirà parte della compagnia investigativa, si cercherà di cogliere i dettagli utili alla risoluzione del mistero.
Un libro dove i capitoli sono pagine di un diario, di un'agenda, proprio come quella delle prenotazioni in albergo, dove, oltre alla data, ogni tanto viene suggerita qualche ricetta toscana con la quale i tre amici si viziano nelle serate investigative.
Un libro piacevole  e scorrevole, scritto con un linguaggio che aiuta a non stancare il lettore, ma anzi, lo tiene incollato alle pagine.
Una trama narrativa semplice, senza grandi colpi di scena, classica di quei gialli che vengono risolti solo con l'astuzia e la logica.
Il libro di Maurizio Castellani, Vincitore del "Premio Nazionale di Narrativa, Teatro e Musica La città di Murex", è un giallo d'altro tempi, condito con la semplicità delle chiacchiere tra amici, di una cena gustosa e di una logica che sa coinvolgere il lettore, in fondo ci sono arrivata anch'io un pochino prima della risoluzione del caso a fare 2+2....
Un libro che spero possa essere il primo, la chiave d'apertura per una serie che possa vedere come protagonisti i tre amici e Grazia, l'affascinante donna che non ha un ruolo marginale ma che alleggerisce e condisce "piccantemente" alcuni momenti della storia.


Maurizio Castellani nasce nel 1959 a Pontedera, in provincia di Pisa, dove tutt’ora svolge l’attività di libero professionista. Lavora sia in Italia che all’estero, ha lavorato per tre anni a Dakar occupandosi di Social Housing. La famiglia, la cucina e il mare sono i tre amori della sua vita. Dopo tanti anni passati a leggere, decide di mettersi a scrivere. La ventiquattrore è il suo primo racconto giallo, dove la trama delittuosa si mescola a comicità e ricette di cucina. 


Il Mondo di Titò Giorno 1: "Costruttrice di desideri"

Il Mondo di Titò


Buongiorno!!!!
Oggi, e per i prossimi Giovedì, scopriremo "il Mondo di Titò", una collana di libri dedicati ai più piccoli ma apprezzabili anche dai grandi, per il valore di ogni singolo progetto.
Nel libro che vedremo oggi, per esempio, apprezzeremo l'importanza del creare, del dare spazio e voce alla fantasia dei più piccoli che rimane la tavola più limpida e fresca da colorare con le idee.
Il Mondo di Titò è un concentrato di idee e attività sul territorio, infatti, l'ideatrice Cettina Marziano, porta e conduce Titò e la sua genialità sul territorio, attraverso laboratori, workshop e numerose e variegate attività.
Titò, i suoi amici, e tutto ciò che le gira attorno, merita di essere scoperto, apprezzato e condiviso per l'intensità e la bellezza dei contenuti.
Oggi proveremo a raccontarvi il primo volume e ciò che ha trasmesso a noi... .


Costruttrice di desideri

Editore: Impronta Team
Anno edizione: 2015
Pagine: 112 p. , Rilegato
  • EAN: 9788894144604


Titò è una bambina energica, estroversa, ha molti amici, con nomi uno più particolare dell'altro, ha otto anni  e vive in una città antica, in un agglomerato di palazzi con dei garage occupati non da auto ma da laboratori e magazzini dove, artisti e operai, danno forma alle più svariate attività.
Titò ha un cane, Django, e proprio con lui è costretta ad andare dalla nonna Imma, a seguito di una bella influenza presa, e della mamma che deve correre in ufficio.
Da nonna Imma, dopo aver mangiato una bella fetta di torta, è ora di fare il tema che la severa maestra Clotilde ha assegnato alla classe : "Cosa vuoi fare da grande"?
A Titò piace "fare e costruire" ma come spiegarlo?
Django fa cadere una pila di libri che nonna Imma stava per sistemare e, sotto al tavolo, Titò ne trova uno appartenuto al suo papà: "fare e costruire"!
Un caso?
Titò, grazie a questo libro, ha le idee chiare su cosa scrivere nel tema e, con i suoi amici, le sorprese non finiranno e il risultato di questa scoperta si tramuterà in un bellissimo gioco di squadra dove, "i costruttori di desideri", daranno forma ad un primo progetto, ideandone un sacco per il futuro...

Ma chi sono gli amici di Titò? Come si chiamano? Sapete che lavoro faceva il nonno e dov'è ora? Come sarà andato il tema di Titò? ma soprattutto, Titò è il vero nome della bambina?

I quesiti ancora aperti sono tantissimi, abbiamo voluto dare una panoramica per permettere di avere un'idea del contenuto prezioso di questo libro.
La storia è molto bella, i personaggi unici, ognuno con un compito speciale.
L'unione, l'amicizia, la voglia di creare  e di riscoprire, fanno di questo libro uno scritto unico per riscoprire la bellezza di stare insieme, di uscire, di trovare negli amici e nelle idee un'ottima valvola di sfogo per la fantasia e il gioco.
Il libro è colorato, alcune parole vengono sottolineate o scritte in modo da fortificare il significato.
I disegni sono semplici, colorati e davvero belli, rendono l'idea dell'unione e della serenità che traspare dalle pagine e che si legge negli occhi di tutti i personaggi (fatta eccezione per la maestra e il portinaio).

Questo libro parla ai bambini, li invita a riscoprire il valore unico dell'amicizia e del "fare" in compagnia, costruire e lasciare libera la fantasia.
Un libro adatto a bambini di qualsiasi età, una storia da leggere anche insieme perchè scritta con un linguaggio attuale, chiaro e non banale.
Un'occasione per scoprire e riscoprire ciò che si sta perdendo in un presente dove ogni bambino ha un'agenda fitta di appuntamenti e troppo accesso alla tecnologia.

Il mondo di Titò è aperto a tutti, non perdete l'occasione di entrarci con i vostri bambini... .

Potete trovare il libro nello shop del sito internet del mondo di Titò Cliccando qui o nei maggiori portali online di vendita.
Potete seguire le attività e le news sulla pagina Facebook @TitoPersonaggio o sulla pagina Instagram @Ilmondoditito.

A Giovedì prossimo per il secondo appuntamento......

mercoledì 5 aprile 2017

Recensione "Ad occhi chiusi. Il mio urlo di libertà" di Stella Toppan


Ad occhi chiusi. Il mio urlo di libertà
Stella Toppan



Formato: Brossura
Genere: Racconto
Editore: 13Lab         
Pagine: 140


Giudizio sintetico




La storia:
Stella, un'italiana trasferitasi a New York per inseguire il suo sogno, prende ogni mattina alle 7:35 il treno che la conduce al lavoro.
Ogni giorno, su quel treno, incontra una misteriosa signora che, dopo qualche incontro cordiale, inizia uno scambio di confidenze.
Matilde, questo il suo nome, è una siciliana che vive nel nord Italia in visita a dei cugini nella grande Mela.
Un mattina Matilde confida a Stella di volerle raccontare chi è e la storia della sua vita e il lavoro che ha deciso di fare, la professione più antica del mondo... .
Stella, dopo aver sentito la storia, vorrebbe scriverne un copione ma Matilde si oppone, proponendole però dopo qualche tempo di incontrarsi per una proposta...la scrittura di un libro!
Nascono così queste pagine, una storia drammatica che ripercorre l'intera vita di Matilde, gli amori, le sofferenze e il percorso che l'ha condotta a decidere di intraprendere il lavoro più vecchio del mondo.

Matilde nasce e cresce in Sicilia, affrontando fin da piccola le violenze del padre e perdite familiari drammatiche.
Conosce l'eros e il sesso per caso, in una Sicilia dove anche solo uno sguardo prolungato viene visto come qualcosa di provocante e inopportuno.
A seguito del trasferimento a Milano, deve convivere con la depressione della madre, che le permette di uscire di casa solo per recarsi al lavoro.
Queste limitazioni non le impediscono però di cercare l'amore, la persona giusta con cui intraprendere una storia intensa e alla ricerca del bene più prezioso, dei figli da amare e accudire.
Gli uomini si susseguono uno dopo l'altro con storie intense, di passione, attrazione e sesso, fino all'incontro con un uomo che finalmente le darà dei figli.
Ma, come per le precedenti esperienze, anche il matrimonio fallisce, e le storie saltuarie con uomini diversi per età, carattere e intensità si susseguono senza colmare in una stabilità quotidiana, alimentando una ricerca misteriosa negli uomini che non viene mai colmata.

A seguito di un investimento sbagliato, con un uomo pericoloso, e la grave crisi economica del nostro paese, Matilde, per esigenza più che per scelta, intraprende una strada pericolosa, difficile e difficile da interrompere: si prostituisce.
Una donna matura, un appartamento e diversi viaggi la portano ad incontrare uomini e richieste differenti, instabilità emotive, violenza, perversioni e capire quale indole meschina e perversa si nasconda dietro a uomini all'apparenza perfetti.

Recensione:
Il romanzo di Stella Toppan è intenso, drammatico e carico di riflessioni che vengono lasciate al lettore.
E' uno di quei libri che, alla conclusione, restano incollati per qualche giorno, fanno fatica ad essere digeriti, per il lato della medaglia nascosto dietro a uomini che sanno, con maestria, far convivere un lato amorevole e perfetto e uno perverso, sempre alla ricerca di qualcosa per "evadere" dalla normalità.
Dal racconto della sua infanzia alle storie esplicite raccontate, che danno una panoramica sul mondo della prostituzione, Matilde riesce ad entrare nel cuore del lettore, a portarlo in un mondo di drammaticità e carico emotivo difficile da gestire.
Ogni uomo, ogni situazione e ogni scelta di Matilde viene rappresentata e raccontata nei fatti e nelle sensazioni.
Giudicare è facile, provare a comprendere le difficoltà di una madre che prende una decisione così disperata, è molto più difficile.
Il percorso dall'infanzia alla maturità è segnato da tanti avvenimenti che riescono a contornare un quadro ricco di profondità, eros, amore e disperazione.
La forza di Matilde, la determinazione, la prontezza in alcune situazione estreme, la conciliazione di una doppia vita, sono caratteristiche che fanno della protagonista una donna forte e coraggiosa, vittima di un passato difficile e di un presente incerto.
Un romanzo scritto in maniera esplicita, storie erotiche quanto perverse, uomini dalle fantasie discutibili, rendono questo scritto uno scrigno capace di contenere un messaggio importante.
Un libro per le donne appassionante e sconvolgente, provocatorio ma, come riportato da Matilde
vorrei trasmettere alle donne l'idea di come gira questo mondo di uomini, di come vive una di loro, che è madre, che è stata una moglie, una figlia, e che fa questo lavoro. Vorrei comunicare la sofferenza che si prova e di quanto sia mista al piacere: una miscela amara che apre ai dubbi e logora di domande.

 Ho apprezzato tutta la storia contenuta in questo libro, le riflessioni nate spontanee dopo ogni singola storia, la drammaticità del passato e la durezza nelle vicende del presente.
La forza emotiva di una donna, di una madre, che ha trovato la stabilità attraverso una scelta discutibile quanto drammatica.
Un viaggio lungo una vita, attraverso tappe che alternano momenti di felicità a momenti di paura, attimi di piacere e vicende ripugnanti, da vivere "ad occhi chiusi".
Un libro che si legge velocemente, si vuole conoscere, sapere, capire.
Le riflessioni alla fine sono tante ma la certezza è che Matilde non vuole lanciare un messaggio ma raccontare una verità, e questa verità viene narrata e si imprime nel cuore del lettore.
Matilde diventa un'amica, i suoi segreti un messaggio al mondo, capace di toccare la sensibilità più profonda di una donna.


Stella Toppan è scrittrice, attrice e regista.
Nata a Lecco e cresciuta sul lago di Como, fu introdotta fin da piccola al mondo dello spettacolo.
Studia recitazione per parecchi anni e muove i primi passi nella scena teatrale milanese e romana.
Successivamente decide di trasferirsi a New York per dedicarsi all'apprendimento dello stile recitativo noto come "Metodo Stanislavskji-Strasberg".
E' proprio in questa città che Stella incontra artisti che influenzano il corso della sua carriera e la porteranno a lavorare in diverse produzioni cinematografiche e teatrali.
Alla passione per il teatro si aggiunge quella per il cinema.
Dopo aver seguito dei corsi di regia cinematografica, Stella si sperimenta nei primi cortometraggi che scrive e dirige.
Ritrova il piacere della scrittura e della narrazione ed è la forma d'arte che predilige.
"Ad occhi chiusu. il mio urlo di libertà" è la sua opera prima.
Stella vive con suo marito tra New York e l'Europa.

martedì 4 aprile 2017

Recensione di "Le bugie dei bravi ragazzi" di Barbara Raymondi


Le bugie dei bravi ragazzi
Barbara Raymondi




Formato: Brossura
Genere: Romanzo           
Pagine: 292



Giudizio sintetico




La storia:
Sole, Benedetta ed Enrico sono tre ragazzi italiani, tra i venti e i trent'anni, semplici, caratterialmente tranquilli ma vittime inconsapevoli della società e dell'epoca in cui sono nati.
Benedetta deve fare i conti con la danza classica, una passione (più della mamma che sua), che la mette continuamente di fronte a numerose difficoltà: la bilancia, l'insegnante, il cibo e il giudizio delle compagne.
Unico alleato il papà Alessandro, giovane e bell'uomo che comprende lo stato d'animo, d'ansia e di difficoltà della figlia, ma che fatica a subentrare e far valere la propria opinione con la moglie, convinta sostenitrice del futuro nella danza della figlia, proiettata solo allo stage estivo, cieca di fronte ai problemi di peso della ragazza.
Un'ancora di salvezza per Benedetta è Sole, ragazza diretta, disordinata che non le ha mai nascosto il suo parere sincero e contrario riguardo danza e peso, cibo e salute.
Sole abita nello stesso palazzo di Benedetta, una al primo e l'altra al secondo piano, ha girato il mondo, si è avventurata in Sud America conoscendo anche vizi e dipendenze tornando poi in Italia per cercare di creare una vita regolare, lontana dalla droga, con un lavoro e qualche certezza.
Ma l'Italia le regala poche possibilità, lavori saltuari e mal pagati, tanti tentativi e poca serietà tanto che, per arrotondare, Sole si diletta come Camgirl.
Durante un lavoro a tempo determinato in un call-center, Sole conosce Andrea (Enrico), un ragazzo simpatico, con la testa sulle spalle, ma che appare sempre misterioso e sfuggevole.
Tra i due inizia un rapporto complicato, fatto di tira e molla, di gite misteriose per "lavoro", dove Enrico deve consegnare delle macchine, e grandi misteri che sfociano spesso in litigate e grandi silenzi.
Tre bravi ragazzi che impareranno, a proprie spese, che le scorciatoie non portano a niente, che un paese senza opportunità può portare a scelte pericolose e irreversibili.
Amicizie rischiose, filmati compromettenti, lavori discutibili e tanto altro, saranno "Le bugie dei bravi ragazzi", trappole di vita in un mondo che facilita il mutare delle azioni cambiando la direzione della strada allontanando dalla retta via... .

Le vite dei tre protagonisti, ognuna caratterizzata dalla voglia di riscatto, di rivincita e di cambiamento, si sfiorano e si incontrano, condividendo gioie ma soprattutto dolori.
Si intersecano con la vita all'apparenza perfetta dell'amica del terzo piano Victoria, con lo psicologo della scuola di danza, con Bobbysolo e tanti altri che avranno un ruolo fondamentale nell'esito e nello sviluppo delle vite di tre ragazzi imprigionati in un paese che li ha portati a prendere decisioni che rischiano di compromettere salute, futuro e quella voglia di riscatto che li caratterizza.

Recensione:
Questo romanzo è indubbiamente una storia realistica e di grande attualità.
Il racconto di ragazzi della mia generazione prigionieri di un'Italia senza opportunità, è tanto vera quanto realisticamente brutale.
La crisi ha colpito soprattutto il nord est, dove la storia è ambientata, e la forza degli abitanti di queste zone non è stata sufficiente a salvare dal baratro di un futuro incerto la generazione dei nati tra metà degli anni 80 e la prima metà dei 90.
Analizzando le singole storie dei tre protagonisti, si evincono difficoltà diverse, di natura differente ma ugualmente drammatiche, sintomatiche di una storia nazionale vittima di scelte che hanno segnato il futuro dei "bravi ragazzi", coloro che per la prima volta dopo decenni, si trovano ad essere più poveri e senza opportunità rispetto ai genitori.
La storia di Sole rappresenta quella fetta di ragazzi che emigrano cercando lavoro, si accontentano di poco ma spesso prendono strade differenti perdendosi in vizi e seguendo moderni hippie, tornando a casa per rientrare in un quotidianità povera ma stabile, dove un lavoro moralmente discutibile può aiutare a "tirare avanti".
Enrico è il classico figlio di papà, con un futuro segnato nello studio dentistico di famiglia, dove l'università viene sostituita da un "lavoro" pericoloso e da una situazione da cui sembra impossibile uscire.
Benedetta è la ragazza emotivamente in difficoltà, vittima delle scelte della madre, di quei genitori che vedono nei figli indiscutibili campioni, bravi e celebri, fregandosene di ciò che provano, sovrastando salute e benessere del diretto interessato.
Situazioni che portano a dire bugie, a creare vite parallele, a prendere decisioni che cambiano il corso della storia, ad essere "bravi" e "cattivi" ragazzi nello stesso momento, incapaci di dire basta per l'impossibilità di trovare una nuova pagina bianca da scrivere...o almeno così sembra!

La storia, le caratterizzazioni dei personaggi, la successione degli eventi, gli incastri temporali e i colpi di scena sono ben fatti, ordinati, realistici e attuali.
La grandezza del contenuto sta proprio nell'attualità della storia, nella credibilità che anche le azioni più estreme possono acquisire nel momento storico in cui è ambientato.
E' un libro molto scorrevole, si legge velocemente, soprattutto nella seconda e terza parte.
Ci sono piccoli errori grammaticali, probabilmente più di battitura, ma sono assolutamente irrilevanti.
Ho apprezzato molto il nesso tra titolo e storia, il riconoscere la difficoltà di farsi strada in una nazione dove i giovani non hanno valore, di situazioni e  scelte estreme, della voglia di riscatto che porta anche a situazioni più grandi e più difficili da gestire.
Un libro che merita attenzione, soprattutto una storia che può essere apprezzata per significato ed evoluzione, intrecci narrativi e personaggi che sembrano amici con cui condividere gioie e dolori della vita,
Una vita dove i "bravi ragazzi" sono facilitati a dire bugie per colpa di ciò che li circonda ma dove, amore, amicizia e unione, possono essere fondamentali per virare drasticamente ritornando sulla strada giusta per un futuro migliore.