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lunedì 30 gennaio 2017

Recensione "Il segreto del Verziere" di Federico Carro

Il segreto del verziere


di Federico Carro


  • Editore: Sacco
  • Data di Pubblicazione: 2015
  • EAN: 9788869510915
  • ISBN: 8869510913
  • Pagine: 168
  • Formato: brossura




Il “Segreto del verziere” è un romanzo originale che unifica colori di terra marina a racconti dal sapore fiabesco ove l’aspetto di vita è l’elemento chiave in intrigati passaggi di morte e desiderio di giustizia. Lo stile dell’autore è apparentemente austero ma, secondo un’analisi più approfondita del testo, si carica di una fantasia creativa in grado di tramutare un borgo decantato e al contempo maledetto dalle genti del posto in un luogo incantato di forze che richiamano alla rinascita.


Recensione:
Non è stato semplice cimentarsi con il linguaggio "d'altri tempi" di questo romanzo.
Volutamente scritto con questo stile, che ben si mescola con l'ambientazione fiabesca e dal carattere antico, "Il segreto del Verziere" non è un libro per tutti.
Bisogna, in qualche modo, essere in grado di comprenderne e apprezzare la forma, lo stile e il linguaggio che, per tutta la durata della narrazione, non permettono distrazioni o interpretazioni sbagliate.

La storia inizia con un'introduzione che incuriosisce e che narra la storia di un regno prospero e felice dove governava, Re Lenoire.
Un giorno, viene concesso un dono al re, da lui rifiutato e nascosto nel bosco.

Questo fatto porta brevemente al declino il regno e causa prima l'ammalarsi, e poi la morte di Re Lenoire. Dopo la sua morte, suo figlio, Lejake, per una scommessa fatta con la sorella, rifiuta il trono rimanendo principe e gettando così nel caos un regno già in difficoltà.
Un uomo misterioso propone a Lejake un patto, poi accettato, e che porta il mancato re lontano dal regno, allontanando nel contempo caos e disordine, oltre che la monarchia.
Un giorno questo patto viene spezzato e il romanzo ha inizio...

In un lido senza tempo, un veliero appare nel porto, dove il capo dello scalo ne ordina l'affondamento.
Ademaro, il capitano della nave, racconta il mistero della scomparsa dell'intero equipaggio e della ricerca del figlio.
Virtuoso, amico e accompagnatore del parroco Michele, guida il capitano dai medici del luogo, incontrando in seguito Corcelso che lo invita per una cena a casa con la moglie Dalia e il figlio Fiordilisio.

Da questo momento iniziale, di ordinata quotidianità legata al mistero del veliero, si aprono capitoli dove personaggi nuovi fanno l'ingresso nella storia e dove, con qualche difficoltà di interpretazione, si uniscono dettagli fiabeschi a un misterioso filo conduttore, thriller e dal sapore amaro.
Corcelso e Virtuoso, nel presente delle loro vite, si trovano ad affrontare leggende passate narrate da personaggi strani nell'aspetto, come Alvaro, e ad affrontare misteriosi avvenimenti, omicidi e antiche rivalità familiari.
Incidenti passati, legami familiari incerti e la natura che con temporali improvvisi e premonitori preannuncia sempre avvenimenti inquietanti, si intrecciano con misteri legati a leggende e a surreali avvenimenti.
Un personaggio con tatuaggi d'oro si inserisce nella scena e mette un po' d'ordine nel racconto provando a riordinare e a dare spiegazioni agli avvenimenti che si succedono in un apparentemente tranquillo e soleggiato lido.
Un patto leggendario spezzato e la conseguenza che ricade su tutti... .
La natura e il contrasto con l'uomo si uniranno e fonderanno in una primordiale lotta, che porterà risposte ma lascerà tante domande sul campo.

L'intreccio di un linguaggio arcaico e del mistero legato a luoghi e leggende antiche, sono una ricetta vincente ma non adatta a tutti i lettori.
Io, in primis, ho trovato difficile unire trama e linguaggio di narrazione, il cimentarmi con uno scritto così fitto e intenso, arricchito da una scrittura non sempre facile da seguire per la quantità di figure retoriche, termini in disuso e ossimori.
La storia è intrigante e incuriosisce, porta il lettore a cercare di riordinare i tasselli e a individuare risposte, che arriveranno ma non completamente, a provare a diventare uno spettatore della storia assaporandone il linguaggio antico e l'ambientazione fiabesca.
Questo tentativo e questo unire il fiabesco al thriller è una prova che l'autore supera, adatta però a chi ama sperimentare letture ricercate e impegnative, con linguaggio non sempre di facile comprensione e con la complessità di unire storia e interpretazione di avvenimenti e fatti.
Un lavoro che trasuda impegno e ricerche, studio e fantasia, complessità e tratti particolari e unici.
Una lettura complessa dove luoghi e personaggi sono lasciati alla completa immaginazione del lettore e dove l'odio, l'amore a la morte si uniscono alla natura in un modo unico e per nulla scontato.

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Nato a la Spezia il 15 Giugno 1991, Federico Carro cresce a Vernazza. Si iscrive al Liceo Artistico Cardarelli di La Spezia e di lì a poco scrive la bozza del suo libro “Il segreto del verziere”. Federico continua a scrivere il suo romanzo “Il segreto del verziere”, e nel frattempo, insieme ad un suo amico sassofonista, riesce a creare un piccolo gruppo. Grazie all’aiuto del suo fonico e di altri collaboratori che gli danno supporto, Federico riesce a completare l’album, intitolandolo “Come un lampo”. Contemporaneamente riesce a terminare il suo libro “Il segreto del verziere” e altri video musicali quali “Lovely storm” e “Replace my soul”.


sabato 28 gennaio 2017

Segnalazione "Libri da leggere": "La voce che non conosci" di Marianna Iannarone

Buongiorno,
Nuova segnalazione "Libri da Leggere"...curiosi??

La voce che non conosci 
Autore: Marianna Iannarone
Casa Editrice: Eretica Edizioni
Genere: Narrativa/Romanzo

Trama: Angelica rischia di avere dei problemi con la giustizia a seguito del compimento di azioni sconsiderate, in quanto ragazzina irrequieta.
Il rapporto conflittuale fra Angelica e i genitori genera delle tensioni fra i coniugi, circa l’educazione da impartire alla figlia.
L’incapacità di poter aiutare concretamente la ragazza, durante la fase adolescenziale, spinge i genitori a rivolgersi a Guido, amico di famiglia.
 Le preoccupazioni aumentano nel momento in cui Angelica decide di frequentare Diego che, le propone un affare illecito.
 La passione per l’arte travolge Angie e Diego in una tormentata e ostacolata storia d’amore.
Diego è un adulto poco raccomandabile, fragile, instabile che vive intrappolato nel suo passato ma vede in Samid il fratello che non ha mai avuto.
Quando Simone scopre che per motivi disparati Angie, Marzia, Valeria, Federica ed Eva sono legate a Diego, viene bruscamente coinvolto in questioni apparentemente risolute.
Un evento tragico soccombe su quei destini incrociati, tanto da rendere tutto più nitido e, solo allora Franco riconosce di essere stato un pessimo padre. Le strade solcate dalla consapevolezza permettono di non perdere mai la speranza, ma fungono come possibilità di ricominciare anche lontano dalle persone amate.

 Target: Young-adult
Lingua: italiana
 Numero di pagine: 122
 Anno: 2016
Rilegatura: Brossura
 ISBN: 978-88-99816-04-9
 Prezzo: € 13,00

Dove acquistare il libro? Al seguente sito http://www.ereticaedizioni.it/?product=marianna-iannarone-lavoce-che-non-conosci (in offerta) e/o sui principali store digitali (Feltrinelli, Amazon, Ibs, Libreria universitaria)

Per tutte le informazioni extra contattare e consultare la Pagina Facebook

venerdì 27 gennaio 2017

Segnalazione "Libri da leggere": "Maria José e Lady Diana di Rosa Santoro

Nuova segnalazione di un libro che speriamo di poter leggere presto!

Titolo: Maria José e Lady Diana
Autore: Rosa Santoro
Genere: Narrativa
Formato (mm.) 200 x 130
Pag. 130
Prezzo: 12,00
ISBN - 978-88-6951-226-1


Quando nello specchio l’immagine che si riflette non somiglia alla tua, ma a un’altra, lo spazio e il tempo si annullano. 
“Maria José e Lady Diana” è un romanzo di Rosa Santoro composto in maniera originale come se le due donne fossero legate da un unico destino. Una storia appassionante per vivere un’illusione di ritratti indefinibili dove un volto diventa l’altro in un gioco di luci e ombre, entità che appaiano e si dileguano come in un sogno. 
         Pagina ufficiale scrittrice: fb.me/rosasantoro.officialpage

mercoledì 25 gennaio 2017

Iperborea: l'editore dal soffio nordico

Buonasera Libranti,
ci siamo soffermati spesso sulle case editrici che apprezziamo in particolar modo.
Vi abbiamo parlato di Adelphi, per esempio, che ci affascina con semplicità e titoli unici.
Oggi vogliamo parlarvi di Iperborea, una casa editrice caratterizzata da libri che parlano e ci raccontano del Nord Europa e di quei paesi scandinavi che producono numerosissimi autori dai nomi spesso difficili da pronunciare.

Fondata nel 1987 da Emilia Lodigiani, che vanta il titolo di Cavaliere dell'ordine Polare, l'alto riconoscimento che viene insignito dal Parlamento e dal re Svedese, Iperborea nasce proprio con l'obiettivo di far conoscere e apprezzare la letteratura del Nord Europa in Italia.

I nomi degli autori più famosi pubblicati da Iperborea vanno da Arto Paasilinna con "l'anno della lepre" a Bjorn Larsson con "La vera storia del Pirata Long John Silver" passando e incrociando autori che tracciano una linea tra Svezia, Norvegia, Danimarca e Finlandia.
L'ampio elenco di titoli e autori si arricchisce anche con scritti dell'area olandese, estone e islandese dove non mancano di apparire anche le antiche saghe medioevali.
Dal 2010 nasce "Ombre", un'apprezzatissima collana di gialli che ha riscosso enorme successo.

"Alle edizioni Iperborea si deve tanta conoscenza
delle appartate letterature nordiche,
che così spesso sono state anticipatrici e rivoluzionarie
stazioni meteorologiche della modernità."
Claudio Magris
Dal 1987, il tratto riconoscibile delle pubblicazioni Iperborea passa per il formato "mattonella" da 10x20 cm e dalle tinte pastello delle copertine.
L'unico restyling che la casa editrice si è concessa nel 2015 per i 28 anni dalla nascita, è il cambiamento del carattere tipografico e della carta: con copertina e sovracoperta (stesso metodo usato dalla già citata Adelhi...casualità?)

Chiudiamo sognando con l'origine del nome Iperborea, ispirato al leggendario popolo degli Iperborei, collocati dai greci "oltre la Bora, il vento del Nord".

Il sogno nel cassetto è quello di poter alimentare la nostra libreria con questi piccoli capolavori, unici per contenuto, delicati nei colori e nelle figure e insostituibili per la grande cultura che racchiudono e che noi adoriamo.

Se anche voi amate la letteratura scandinava o siete amanti del Nord in generale, vi segnaliamo che dal 2 al 5 Febbraio, a Milano, ci saranno "I Boreali" un Nordic Festival assolutamente da non perdere.





martedì 24 gennaio 2017

Recensione: "Diario di una squilibrata" di Clarissa Tornese


Diario di una squilibrata
Clarissa Tornese




Formato: Brossura
Genere: Commedia "tragicomica"
Editore: Bibliotheka           
Pagine: 158


Giudizio in due parole: Volgarmente meraviglioso



“Merda!”
Questo è uno dei vocaboli che Janis, una trentenne infantile ed impulsiva, si ritrova spesso ad esclamare all’interno di questo suo diario.
Scrivere per tenere traccia dei suoi errori e riflettere sulla sua disastrosa esistenza; questo è il consiglio che la sua esasperata psicologa le ha dato.
Janis lo fa, ma senza capire che il solo mettere nero su bianco i suoi problemi non basta per risolverli magicamente e, soprattutto, senza fatica. Bevendo e fumando come una disperata, continua quindi a scappare dalle responsabilità alla velocità della luce. A fermare la sua folle corsa però sarà un incontro imprevisto che la costringerà forzatamente a cambiare in meglio… o in peggio?
È il diario di una ragazza dei nostri giorni; fumatrice accanita, dedita alla bottiglia ed al fast sex, completamente allergica alle stantie dinamiche famigliari (in primis il procreare). La protagonista è una sorta di Peter Pan al femminile che passa la vita tirando a campare, nascondendo i suoi problemi nei cassetti più reconditi della propria coscienza.
Scritto in modo irriverente e sboccato, sessualmente disinibito ed anticonformista, l’obiettivo è certamente quello di far ridere. Ma, perché c’è sempre un ma, spesso dietro al ghigno si cela un velo di amara malinconia.

Recensione:
Sboccato, esplicito, senza filtri, irriverente....L'HO ADORATO!!!
Inizio da ciò che lo contiene: la copertina!
Quando si vede la copertina si intuisce il ritmo e lo stile del libro che si sta per iniziare a leggere.
La foto è meravigliosa e i colori azzeccatissimi!
Una volta aperto il libro si incontra subito la protagonista, che in una presentazione da quiz televisivo direbbe più o meno così:
"Janis, chiamata così in onore di Janis Joplin, anni 30, romana de Roma, figlia di madre hippie, dallo stile di vita discutibile, e di padre ignoto, sorella di Jim (in onore di Jim Morrison) con tre grandi certezze nella vita: alcool, fumo e sesso!
Quarta certezza: odio viscerale per i cuccioli di uomo!! BAMBINI STATE ALLA LARGA"

Il problema principale di Janis è legato all'alcool che nel tempo, l'ha portata a vivere esperienze talmente oltre al limite della decenza, da portare la sua psicologa, la Dottoressa F., a consigliarle di scrivere un diario al fine di valutare le sue azioni, il suo atteggiamento e la sua vita a mente lucida e non condizionata dalle sbronze quotidiane.

Il libro contiene questo diario, scritto spesso accompagnata da una birra o da una sigaretta:
"Mi accendo una sigaretta e vi racconto..."
Il risultato di questo scritto è il racconto della quotidianità, intervallata da racconti del passato che condizionano il presente e da riflessioni sul futuro e sulla vita, che potrebbe essere influenzata da avvenimenti casuali e non dalle scelte volontarie di Janis...

Janis è una ragazza che vive il presente in modo disordinato, che ritiene che non ci siano responsabilità nella vita tanto grandi da non poter essere affrontate con una bottiglia di birra o di vino in una mano e una sigaretta nell'altra.
Per esigenze economiche, perchè l'affitto e le birre vanno pagati, Janis trova lavoro al "Drunken Cats" dove, tra qualche incertezza iniziale, trova il suo equilibrio e le prime due persone che la trattano con rispetto e affetto sincero, Marco, il titolare e Dario, il barman.
Ad orari improbabili e in condizioni improbabili, Janis torna a casa e riporta fedelmente gli accadimenti quotidiani sul suo diario senza omettere dettagli, spesso volgari e moralmente discutibili, conditi con riflessioni legate al passato e al condizionamento che avvenimenti e una famiglia poco presente hanno portato nella sua vita.
Oltre alla presenza di Marco, Dario, dell'amico Fil e dell'immancabile (e adorabile) micia Sbronza, Janis incontra al "Drunken Cats" il biondone Max, "capelli biondi, occhio color indaco, fisico da surfista, pelle bruciata dal sole. ", che entrerà nella sua vita in punta di piedi e riuscirà a scardinare certezze rese tali da insicurezze, riuscirà a motivare Janis ad avere atteggiamenti meno espliciti e il caso li porterà ad essere tanto vicini quanto a compensarsi l'uno con l'altra, e sarà proprio Janis a capire quanto il passato abbia condizionato il suo modo di pensare e di agire nella vita.
Scappare dai problemi non li elimina me ne rimanda l'incontro.

Questo libro, non lo nascondo, mi è piaciuto tantissimo!
Attraverso la semplicità di un diario e racconti della protagonista, si apprezzano e vivono le esperienze ai limiti della decenza che hanno portato e portano Janis a vivere in modo discutibile.
Attraverso i racconti di esperienze passate si sentono le carenze educative, la mancanza di una figura paterna, l'assenza di responsabilità di quella materna e il rapporto unicamente "di necessità" del fratello.
Da questo passato nascono e vivono ogni giorno delle insicurezze che condizionano il pensiero e il modo di agire della protagonista, oltre al tentativo di nascondere le difficoltà con rapporti privi di coinvolgimento, abuso di alcool e sigarette e un'ingenuità decisamente adolescenziale e meno adatta ai 30 anni di Janis.
Le insicurezze, la necessità di evasione ma soprattutto l'odio per i bambini, sono il risultato di insicure basi sulle quali Janis ha costruito la propria esistenza.
L'arrivo di Max nella vita della protagonista, gli accadimenti che sconvolgono la quotidianità e il reale interessamento nei suoi confronti, porteranno Janis a confrontarsi per la prima volta con qualcuno realmente interessato a lei e le certezze, costruite come un castello inattaccabile, vacilleranno sotto i colpi dell'amore e dell'affetto sincero.


Con un linguaggio sboccato, racconti dettagliatamente volgari, pensieri sconci e situazioni paradossali, l'autrice riesce in modo perfetto, frizzante, allegro, e per nulla scontato a unire una storia divertente e irriverente, affrontando temi per nulla facili come l'abbandono, le responsabilità, le insicurezze e le paure.
Attraverso grandi risate e racconti dal diario di Janis, si arrivano a toccare temi sulla responsabilità e su quanto il destino possa capovolgere la vita e obbligarci ad affrontare quelle situazioni da cui scappiamo da sempre.
Nota: i geniali bigliettini che si trovano all'inizio di alcuni capitoli del padrone di casa e delle scuse di Janis sul ritardo del pagamento dell'affitto, sono il tocco geniale e regalano con tanta semplicità grandi e grasse risate.

Ho trovato geniale questo diario, questo racconto, ciò che dice e ciò che vuole dire.
Ho amato il modo in cui è scritto, le descrizioni, gli avvenimenti e le esperienze passate.
Ho adorato il ritmo, il metodo di scrittura, la velocità di svolta e di racconto.
Ho sorriso e poi mi sono commossa.
Un diario che non bisogna pensare che, per il contenuto divertente e volgare sia scritto in modo elementare, anzi!
L'autrice alterna un linguaggio sboccato ad un filo narrativo lucido e impeccabile, dove termini e tempi verbali sono perfettamente ordinati e corretti, frutto certamente di una conoscenza della lingua italiana per nulla scontata!
L'ho semplicemente divorato (24 ore) perchè potrebbe sembrare un libro allegro e sboccato (lo è), ma nasconde anche profondi significati e riflessioni che danno una parte finale ricca di frasi e momenti commoventi e di riflessione.
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Clarissa Tornese è nata nel 1987 a Roma, città di cui è profondamente innamorata in quanto incasinata e folle, proprio come lei. Nonostante sia laureata in Architettura, alla professione preferisce passare le giornate a scrivere. Oltre ad amare da sempre la scrittura ha un’immensa passione per il vino che, anno dopo anno (o meglio, bicchiere dopo bicchiere) l’ha condotta verso la qualifica professionale come Sommelier. 
Per quanto riguarda il resto; le piacciono le piante, detesta la moda, è in perenne ritardo (agli appuntamenti e nella vita in generale) ed ama follemente i gatti. 
Ad oggi vive a Roma dove scrive, beve e fa di tutto per non lavorare.


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"Ho un mal di testa allucinante, mi sento come Alice mentre cade nel tunnel all'inseguimento del bianconiglio. Devo assolutamente trovare il Gaviscon. Ieri ho fatto il colloquio di cui vi ho parlato, nel locale a Campo dei Fiori e...no scusate. Non ce la faccio, devo andare a vomitare."

lunedì 23 gennaio 2017

Novità Marsilio Gennaio/Febbraio 2017

Buongiorno Libranti,
le novità in casa Marsilio sono davvero tante e tutte decisamente interessanti!!
Noi, che leggiamo di tutto, abbiamo inserito un paio di titoli in Wish List sperando di poterli leggere quanto prima, ci vorrebbero giornate da 40 ore per leggere tutto il tempo necessario, non trovate?

Ma ecco i nuovi libri editi da Marsilio prossimi all'uscita in libreria!


Marcello Veneziani

Alla luce del mito

Guardare il mondo con altri occhi

pp. 160, 1° ed.
Nodi / Nodi
978-88-317-2639-9
Il mito è il racconto sorgivo sulla nascita della vita, del pensiero e del mondo, che si esprime nella parola e nel silenzio, nell’arte e nella preghiera, nel gioco, nel canto e nella poesia elementare della vita. Non è verità né illusione, abita su un altro piano: è ordine nella bellezza. Sul mito si fondano la storia, la politica, perfino il cinema e la pubblicità; mitico è l’amore e così l’infanzia. Quando però i miti sono negati, crescono al loro posto idoli e surrogati, come quelli che ci circondano oggi. In questo libro Marcello Veneziani si propone di recuperare la dimensione autentica del mito per porlo al centro dell’esistenza e rispondere così a un desiderio profondo e diffuso di «vita superiore». Dopo la disfatta di religione e filosofia, per compensare lo strapotere della scienza e contendere la sovranità alla tecnica e alla finanza, non resta che affidarsi al «mitopensiero». Senza miti, infatti, la vita non è affatto più libera, più autonoma, più razionale; solo più povera, più insensata, più labile. All’uomo di oggi – scrive Veneziani – «il mito non offre profitti ma fondamenti, non assicura vantaggi ma significati. Dona bellezza, irraggia gli eventi e illumina i volti».

Marcello Veneziani  frequenta da anni i territori del mito, soprattutto in alcune sue opere come Amor fati e Vivere non basta, La sposa invisibile e Vita natural durante, Anima e corpo e Ritorno a sud. Ha fondato e diretto riviste e ha scritto su vari quotidiani. Con Marsilio ha pubblicato di recente Lettera agli italiani. Per quelli che vogliono farla finita con questo paese (2015, tre edizioni), che ha ispirato un format teatrale, Serata Italiana, portato in tour con grande successo in tutta Italia.


Solo se c'è la Luna

1° ed.
Romanzi e Racconti / Romanzi e Racconti
978-88-317-2622-1
Il manovale Girolamo, dopo trent’anni d’America, dove ha imparato marketìnghi e bisinès, torna in Sicilia, primi anni Cinquanta, col nuovo nome americano di Gerri. Nel suo paese arretrato, dove ancora si usa la cenere per lavare e lavarsi, fonda una gigantesca fabbrica, stile americano, di sapone e saponette, la Gerri Soap, che esporta, con grande successo economico e d’immagine, i suoi prodotti in tutta Italia. L’America, che ha fatto di lui un imprenditore, gli ha insegnato le strategie di mercato, di comando, sempre e comunque, perché, quando si è padroni, non esiste il torto, ma solo la ragione. Da uno sciagurato matrimonio con una ragazza che trascorre il tempo a intagliare volti e corpi sul legno, nasce Luna, minuta quanto un coniglietto, per di più con una rarissima malattia che la costringe a vivere al buio, solo se c’è la Luna, perché il Sole ucciderebbe le sue tenere carni. Per farle compagnia, e soprattutto prenderne le distanze, Gerri le “compra” una quasi sorella, Gioiella, figlia di una sua operaia, ragazza madre, che vuol vivere, anche lei, col suo nuovo amore il sogno americano. Gioiella cresce con una spaventosa bellezza bruna e sensuale, ma è chiusa, scontrosa, ostile a ogni avventura sessuale o sentimentale. Nel frattempo, nella grande villa, Luna studia, legge avidamente poeti e scrittori, nell’illusione di conoscerlo quel mondo che non conoscerà mai nelle geografie dei luoghi, finché a 16 anni non le basta più innamorarsi di uomini scolpiti nel marmo o nei versi dei poeti: vuole un maschio vero, di carne vera. Non sa, però, che la quasi sorella prova per lei un sentimento d’attrazione sessuale devastante, contro cui nulla può la volontà o la preghiera. Con la potenza di un’immaginazione sgargiante e l’estro di una lingua febbrile, Silvana Grasso racconta lo scontro tra la natura e il moderno nella scena mediterranea di una Sicilia marina e assolata obbligata a piegarsi al primato notturno, per costringerci a ripercorrere il percorso della metamorfosi del mondo nella storia e a ritrovare le tracce di quel destino fatale che - nonostante ogni sforzo di sfuggirgli alla ricerca di un futuro migliore - resiste vitale, luminoso e feroce.
Silvana Grasso
è nata a Macchia di Giarre, in Sicilia. Vive tra Gela e Giarre. È filologo classico, scrive racconti, romanzi, pièce teatrali e collabora con diverse testate. È stata assessore alla cultura del comune di Catania. Le sue opere sono state premiate con importanti riconoscimenti, tra cui: il Premio Mondello, il Premio Brancati, il Premio Vittorini, il Premio Flaiano Narrativa, il Premio Grinzane Cavour Narrativa italiana. Ha pubblicato: Nebbie di ddraunàra (La Tartaruga 1993), Il bastardo di Mautàna (Anabasi 1994, Einaudi 1997, ripubblicato da Marsilio nel 2011), Ninna nanna del lupo (Einaudi 1995, ripubblicato da Marsilio nel 2012), L’albero di Giuda (Einaudi 1997, ripubblicato da Marsilio nel 2011), La pupa di zucchero (Rizzoli 2001), Disìo (Rizzoli 2005), 7 uomini 7. Peripezie di una vedova (Flaccovio 2006), Pazza è la luna (Einaudi 2007), L’incantesimo della buffa (Marsilio 2011), Il cuore a destra (Le Farfalle 2014).

Impero e rivoluzione

Russia 1917-2017

pp. 208, 1° ed.
Nodi / Nodi
978-88-317-2640-5
Il 1917 è stato un anno cruciale tanto per la Russia, dove la rivoluzione ha posto fine a un impero secolare e ha dato vita a un ordine nuovo, quanto per l’Europa e per il mondo, su cui gli eventi russi hanno avuto decisive ripercussioni. Tutto il XX secolo è stato dominato dalla presenza del sistema statale nato dalla rivoluzione, l’Unione Sovietica, la cui scomparsa nel 1991 ha chiuso un ciclo storico. La Russia attuale, erede di quel passato, ha intrapreso un nuovo sviluppo in un mutato contesto internazionale.
A cent’anni di distanza dalla Rivoluzione d’Ottobre si avverte il bisogno di ripensare una così radicale esperienza, inquadrandola in una riflessione globale sul significato di quelle trasformazioni e sui loro esiti. In questo libro Vittorio Strada, fra i massimi esperti del mondo russo, sulla base di una documentazione spesso sconosciuta, presenta una nuova visione dell’intero processo storico sovietico sullo sfondo del plurisecolare passato zarista e nella prospettiva della Russia post-sovietica. Emergono elementi in grado di gettare luce sui fenomeni attuali e sulle loro manifestazioni più inquietanti, come il risveglio di un nazionalismo in realtà mai sopito, la ripresa del «culto» di Ivan il Terribile e di Stalin, l’insistenza sui «valori tradizionali» che si traduce in intolleranza verso le minoranze. In appendice il saggio Una città fatale offre un’immagine del tutto inattesa di Costantinopoli.
Vittorio Strada , studioso di letteratura e cultura russa, autore di numerose pubblicazioni sull’argomento, ha fondato la rivista internazionale «Rossija/Russia», ideato la Storia della letteratura russa in sette volumi, edita da Fayard in Francia e parzialmente in Italia da Einaudi, e partecipato a varie iniziative culturali in Italia e all’estero. Ha insegnato all’Università di Venezia e diretto l’Istituto Italiano di Cultura a Mosca. Per Marsilio di recente ha pubblicato Europe. La Russia come frontiera (2014).

Architettura della transizione: il Werkbund tedesco


pp. 160, 1° ed.
Saggi / POLIS. ARCHITETTURA E URBANISTICA
978-88-317-2637-5
Per una messa a fuoco della rilevanza del Deutscher Werkbund come fenomeno integrale e instaurativo nella storia del Movimento moderno, l’attenzione si è concentrata su alcuni aspetti meno indagati: la ricostruzione del sostrato ideologico e l’analisi del discorso militante di artisti e intellettuali, sincronico all’azione progettuale. L’ambizione del D.W. di promuovere una nuova Bildung si affermò, contestualmente, attraverso la ridefinizione del significato da attribuire a parole-chiave come forma, tecnica, scopo, bellezza, qualità e, su tutte, oggettività. Dalla rilettura del processo innovatore del Werkbund emerge un itinerario problematico e viene illuminata l’idea stessa, controversa in sede storiografica, di transizione
Antonio D'Auria , già ordinario di Composizione architettonica e urbana, è stato fino al 2013 coordinatore del Dottorato di ricerca in Architettura e direttore della Scuola di Dottorato «Architettura e Urbanistica» del Dipartimento di Architettura (DIDA) di Firenze. Collaboratore di numerosi cataloghi e periodici italiani e stranieri, ha pubblicato saggi e monografie su Josef Hoffmann, Kolo Moser, Mackintosh, e su esponenti dell’architettura europea della transizione al Moderno, da Mallet-Stevens a Sauvage, da Frank ad Asplund. Si è occupato parallelamente di teoria e storia del design. Ha pubblicato di recente Architettura e arti applicate negli anni Cinquanta. La vicenda italiana (Venezia, Marsilio 2012) e Abitare nell’emergenza (Firenze, Edifir 2013).
Inoltre, sono disponibili i nuovi cataloghi illustrati, sempre editi Marsilio, se amate l'arte e le collezioni inerenti al tema.

La galleria di Palazzo Cini

Dipinti, sculture, oggetti d'arte,
a cura di Andrea Bacchi , a cura di Andrea De Marchi

pp. 496 con 194 ill. a col. e 281 b/n, 1° ed.
Libri illustrati / GRANDI LIBRI ILLUSTRATI
978-88-317-2123-3
La Galleria di Palazzo Cini a Venezia appartiene a una tipologia di museo poco frequente in Italia: quella della casa-museo. Custodisce molte opere di pregio appartenute all'imprenditore e filantropo Vittorio Cini, vissuto tra la fine dell'Ottocento e gli anni settanta del Novecento: uno dei maggiori collezionisti italiani del suo tempo. Il volume presenta per la prima volta la collezione: dipinti, sculture e arredi, dal medioevo fino agli inizi del XX secolo, tra cui spiccano nomi come Botticelli, Beato Angelico, Filippo Lippi, Pontormo, Giandomenico Tiepolo. Completano il catalogo i saggi di Gonzalez-Palacios, Campigli, Bacchi e De Marchi, dedicati alla figura di Vittorio Cini collezionista.

La collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo

a cura di Manlio Leo Mezzacasa , a cura di Massimiliano Sabbion , a cura di Vanzelli

pp. 496 con 471 ill. a col., 1° ed.
Libri illustrati / GRANDI LIBRI ILLUSTRATI
978-88-317-2599-6
Il volume raccoglie e presenta per la prima volta al pubblico l'intera collezione d'arte della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Si vuole così dare piena visibilità e offrire alla conoscenza degli studiosi e della collettività un patrimonio di oltre quattrocento opere di notevole valore storico-artistico, che raccoglie dipinti, stampe, incisioni, disegni, sculture e arredi di pregio, dal XIV secolo al secondo Novecento. Una collezione cresciuta nel tempo, arricchita attraverso acquisizioni dirette e donazioni manifestando la volontà e il desiderio della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo di porsi come garante per l'arte e la cultura del territorio locale e nazionale. Il catalogo è organizzato in schede critiche, redatte con rigore scientifico e accessibili a ogni lettore, e fornite di una bibliografia generale che aiuta a contestualizzare l'opera. Alla suddivisione per raccolte: pittura, scultura, grafica e arredi, si aggiunge la sezione dedicata alla collezione Pietro Centanini recentemente donata alla Fondazione. Il lavoro è inoltre corredato dalle biografie di oltre cento artisti citati. A grandi maestri quali Guariento, Canaletto, Bernardo Strozzi, Antonio Zanchi, Guercino, Pietro Chevalier si affiancano autori contemporanei del Novecento come Carlo Carrà, Enrico Castellani, Alberto Biasi, Tono Zancanaro, Virgilio Guidi, Tullio Crali, in un dialogo imaginario senza tempo. Importanti tele si affiancano a disegni e stampe cui fanno da contraltare sculture e arredi a testimoniare, lungo i secoli, la grande vivacità artistica veneta in primis e nazionale poi. Un percorso artistico che si snoda tra epoche e luoghi diversi, in un ideale consesso di grandi nomi e realtà locali in cui si esprime una parte del continuo impegno che da sempre la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo profonde nella valorizzazione e nella salvaguardia dell'arte, nel sostegno e nella promozione della cultura.

Trovato qualcosa di interessante??....Alla prossima!!

sabato 21 gennaio 2017

Aspettando Remember, nuovo romanzo De Agostini Libri

Buongiorno Libranti,
continuano le segnalazioni per le prossime uscite e oggi, per iniziare bene il fine settimana, vi proponiamo il nuovo libro edito da DeA Pianeta Libri:

Vincitore del Premio Wattys 2014:
 il riconoscimento per il miglior talento letterario su Wattpad 

Una storia dolcissima che racconta in modo delicato l’amore, la perdita e la malattia 



A. ROYER 

"REMEMBER"

Data di uscita: 31 gennaio 
pp. 320
Prezzo: 14,90 euro 

Dopo una tempesta arriva sempre il sereno. 
Levi ne è convinto. 
Per tutta la vita ha osservato la pioggia e ha rincorso gli arcobaleni, credendo ciecamente nel lieto fine. 
Ma un giorno tutto è cambiato: il giorno in cui la sua ragazza è morta in un terribile incidente. 
Da quel momento il temporale l’ha inghiottito, e la luce non è più tornata. 
Così Levi ha smesso di parlare. Preoccupata per lui, la madre gli propone di prendersi una pausa e di raggiungere il padre, in Maine. 
Levi non ha voglia di lasciare l’Australia, ma ancor di più non ha voglia di lasciare i propri ricordi. Alla fine però decide di partire. 
E sarà proprio dall’altra parte del mondo che Levi incontrerà Delilah, il suo arcobaleno.




 “Chiudo gli occhi e cerco di calmarmi. Ma tutto quello che riesco a vedere è il volto di quella ragazza. Il suo sorriso, la fossetta sulla guancia sinistra. Rivedo i capelli che le cadono sulle spalle e le guance che arrossiscono mentre la scatola le sfugge dalle mani.
Pensavo davvero che fosse lei. 
Pensavo che fosse tornata. Ma non è possibile. Delia non tornerà mai. Non la rivedrò mai più.”


A. ROYER ha 17 anni e frequenta un liceo a nord di Boston, Massachusetts. Scrive su Wattpad da quando aveva 13 anni, e le sue storie hanno guadagnato più di 30 milioni di fan. Remember è il primo romanzo che viene pubblicato anche in cartaceo.

Non ci resta che aspettare il 31 Gennaio e perderci in questa commovente storia che ha tutte le carte per essere un grande successo del 2017.

Segnalazione "Libri da leggere": "Il pallone con i pentagoni" di Stefano Ravaglia

Il pallone con i pentagoni
di Stefano Ravaglia

formato:  Libri Cartacei     
pagine:  96
codice ISBN:  978-80-7562-015-6
anno di pubblicazione:  2016

Passione. Amore. Fede. Un viaggio non solo attraverso l’Italia e l’Europa, ma nella psicologia del tifo con queste tre parole a fare da bussola. Stefano Ravaglia, al suo esordio letterario, ha scelto di raccontare con candore, semplicità e un pizzico di ironia, il legame con la propria squadra di calcio vissuto sul posto, tra lunghi viaggi, scomodi gradoni, risate con gli amici di ogni domenica. Nonostante, tra ostacoli burocratici e stadi sempre più vuoti, oggi sia forse più complesso essere tifosi. E non solo: il legame con il proprio stadio, le origini del proprio club, le rivalità e uno sguardo alla mitica terra d’Albione, quella dei padri fondatori di questo sport. Esperienze e punti di vista dai quali si parte per provare a far emergere una volta tanto il puro significato del football, troppo spesso servo di logiche che con la passione non hanno nulla a che fare. Ma che, come sosteneva Arrigo Sacchi, resta sempre “la cosa più importante delle cose meno importanti”.

Potete trovare maggiori dettagli e leggere un'anteprima del libro sul sito di pubblicazione: Cliccando qui

Pagina Facebook dell'autore: Cliccando qui

E buona lettura!!

venerdì 20 gennaio 2017

Segnalazione "Libri da leggere": "Canzoni contro l'omofobia e la violenza sulle donne" di Cristian Porcino

Buongiorno,
la segnalazione di oggi vuole porre l'attenzione su due temi attuali quanto delicati: l'omofobia e la violenza sulle donne.

Canzoni contro l'omofobia e la violenza sulle donne
di Cristian A. Porcino

Formato: Copertina Flessibile
Pagine: 158
Prezzo: 15,60 (Amazon)


Studiando e analizzando canzoni di artisti famosi come Elton John, Madonna, Lady Gaga, Renato Zero, Francesca Michielin, Adriano Celentano, Hozier, Mika, Katy Perry, Mia Martini, i Pooh e Macklemore, l'autore pone l'attenzione su questi temi delicati stimolando le riflessioni del lettore.
Il libro è custode di un progetto per cercare di spiegare e dare delucidazioni sull'identità di genere e le varie forme di affettività.

Potete trovare una recensione dettagliata qui: Clicca qui

In Vendita su Amazon:





giovedì 19 gennaio 2017

Recensione di "Dopo di te"di Jojo Moyes

Dopo di te
Di Jojo Moyes


Formato: Brossura
Genere: Romantico
Editore: Mondadori          
Pagine: 380



Giudizio sintetico

Come si fa ad andare avanti dopo aver perso chi si ama? Come si può ricostruire la propria vita, voltare pagina?
Per Louisa Clark, detta Lou, come per tutti, ricominciare è molto difficile. Dopo la morte di Will Traynor, di cui si è perdutamente innamorata, si sente persa, svuotata.
È passato un anno e mezzo ormai, e Lou non è più quella di prima. I sei mesi intensi trascorsi con Will l'hanno completamente trasformata, ma ora è come se fosse tornata al punto di partenza e lei sente di dover dare una nuova svolta alla sua vita.
A ventinove anni si ritrova quasi per caso a lavorare nello squallido bar di un aeroporto di Londra in cui guarda sconsolata il viavai della gente. Vive in un appartamento anonimo dove non le piace stare e recupera il rapporto con la sua famiglia senza avere delle reali prospettive. Soprattutto si domanda ogni giorno se mai riuscirà a superare il dolore che la soffoca. Ma tutto sta per cambiare.
Quando una sera una persona sconosciuta si presenta sulla soglia di casa, Lou deve prendere in fretta una decisione. Se chiude la porta, la sua vita continuerà così com'è: semplice, ordinaria, rassegnata. Se la apre, rischierà tutto. Ma lei ha promesso a se stessa e a Will di vivere, e se vuole mantenere la promessa deve lasciar entrare ciò che è nuovo.

Recensione:
La copertina di questo libro ci dice "L'attesissimo seguito di Io prima di te", quanto è vero?
Abbiamo lasciato Louisa con la lettera di Will, probabilmente faticando a leggere quelle ultime pagine perchè impegnati ad asciugare qualche lacrima e a dire "Perchèèèèèèèèè?!?!", chiedendoci come Jojo Moyes avrebbe potuto far continuare una storia così bella, completa, commovente e riuscitissima.
Ed ecco che ci ritroviamo a parlare del seguito!
Ho letto tantissime recensioni negative, ma forse l'errore che non bisogna fare è quello di paragonare la storia del seguito con la bellezza del principio.
Prendiamo questo scritto e rendiamolo un'opera a sé stante, solo così potremo essere obiettivi e non lasciarci scappare il commento più ovvio che non avrebbe bisogno di un'elaborazione scritta: "si, carino, ma niente a che vedere con il primo!"

Detto questo iniziamo!
Sono trascorsi 18 mesi dalla morte di Will, e Louisa è cambiata, maturata, e forse irriconoscibile.
Vive ogni giorno con l'incessante sensazione di non poter andare avanti, di aver deluso Will e le sue aspettative.
Dopo aver viaggiato ed essersi stabilita per un breve periodo a Parigi, continuare a vivere sembra possibile solo vicina a casa.
Si è trasferita a Londra, ma non sente sua né la città né la casa che ha acquistato con i soldi che Will le ha lasciato, i genitori non le parlano, ha un lavoro mediocre e un'incessante turbinio di dubbi e domande che la affollano la mente.
A seguito di una caduta accidentale dal tetto di casa, Louisa vede tutte le persone a lei vicine convinte che l'incidente sia stato il frutto di un gesto estremo.
Passata la convalescenza, Lou torna alla sua vita, con la consapevolezza che la voglia di vivere non l'ha abbandonata, e su indicazione del padre inizia a frequentare un gruppo di sostegno.
In questa cornice avvengono due incontri decisivi: quello con Lily e quello con Sam.
Chi siano non posso svelarlo... =)
Tra nuovi incontri, nuovi responsabilità, la buffa famiglia che attraversa una crisi non indifferente e il lavoro che è necessario quanto imbarazzante, Lou riscoprirà la bellezza del vivere grazie ad avvenimenti che riordineranno i pensieri e metteranno fine ad una storia che stava condizionando troppo il futuro.

E' difficile dare un giudizio su questo libro senza svelare cosa sia accaduto in queste pagine, ma è la regola numero 1 che mi sono imposta quando ho iniziato a scrivere, o perlomeno ci ho provato, le recensioni.
Quindi proverò ad estrarre delle riflessioni e ad elaborarle senza svelare niente.
In questo libro si sente molto la presenza di Will all'inizio, e il distacco di Lou con la storia precedente sembra impossibile, così come l'elaborazione del lutto e l'impossibilità di perdonare colui che ha scelto di andarsene ma che ha lasciato un vuoto incolmabile.
Si sente la voglia di proseguire ma non si intravede un motivo o la spinta giusta che possa aiutare concretamente Lou ad attraversare il fiume del dolore.
La perdita di una persona cara e la difficoltà ad andare avanti con la sofferenza e la rabbia, vista la separazione per scelta e non un avvenimento improvviso, si sentono e si comprendono pienamente e completamente.
Nuove persone, Lily e Sam, e quei tasselli improvvisi e casuali che la vita spesso ci impone, entrano nella storia e segnano il distacco con il passato e la necessità di mettere la parola "fine" ad un avvenimento ormai immutabile ma ancora troppo presente da segnare le giornate e l'agire di chi l'ha vissuto.

Non bisogna leggere questo libro ripensando al primo, sarebbe una sofferenza inutile.
La sensibilità del tema trattato, la storia, i tentativi di Lou, la speranza, tutto quello che ci ha accompagnato leggendo "Io prima di te" deve rimanere dov'è, nella perfezione del primo libro.

Ma, visto che anch'io sono imperfetta, non posso essere sempre buona.
Chiamandosi seguito, qualche piccola cattiveria possiamo permettere!
La storia di questo libro è a tratti banale, scontata, a volte paradossale.
Si legge volentieri, ma chiedendosi spesso se l'autrice sia davvero la stessa del primo!
Vorrei rendere l'idea con un paragone che spero non offenda nessuno!
E' un po' come se il seguito di "Orgoglio e pregiudizio" fosse "Twilight"!
Forse la fretta di dare un seguito ad una storia così piena e perfettamente intrisa di nobili sentimenti richiedeva più tempo, ma le esigenze editoriali hanno influito e anche condizionato la buona riuscita dello scritto.

Se dovessi valutarlo come seguito del primo, due stelle sarebbero un regalo!
Se dovessi valutarlo come libro a sé stante, forse ne meriterebbe tre, ma non di più.
Sono davvero in difficoltà, quindi mi farò guidare dall'istinto nel giudizio.

Vorrei concludere dicendo che, a volte, bisogna saper chiudere una storia perfettamente riuscita senza dover cercare di dare risposte, di aumentare gli introiti o rispondere ad esigenze di marketing.

Messaggio agli editori:
Pensate più al lettore che vi da fiducia e non ai soldi da incassare.
Se il risultato è ottimo, il rimando c'è sempre, se si tende a deludere, si perde anche la fiducia e il nome diventa uno tra tanti e non il primo fra tutti! Pessime scelte!

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Jojo Moyes È nata ed è cresciuta a Londra. 
Ha lavorato come giornalista da Hong Kong per il «Sunday Morning Post» e per dieci anni all’«Indipendent», ma dal 2002, dopo il successo del suo primo romanzo, si dedica a tempo pieno alla narrativa. 
È autrice di oltre sette romanzi, tutti best seller internazionali e vincitori di numerosi premi letterari. 
In Italia sono stati pubblicati: Foto di famiglia (Sonzogno 2003), Silver Bay (Mondadori 2009), L'ultima lettera d'amore (Elliot, 2011), Io prima di te (Mondadori 2012), Luna di miele a Parigi, La ragazza che hai lasciato,Una più Uno (Mondadori 2014), Un weekend da sogno (Mondadori 2015), Dopo di te (Mondadori 2016) e la raccolta Tredici giorni con John C. e altri racconti (Mondadori 2016).
Vive in una fattoria dell’Essex con il marito giornalista e i suoi tre figli.

Fomte: ibs.it
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«Non so nemmeno se ci si riesce. [..] Impari a convivere con il dolore, impari a convivere con loro. Perché si, rimangono nel nostro cuore, anche se non respirano e non vivono più accanto a noi. Non è lo stesso dolore devastante che si prova all’inizio, il dolore che ti travolge e ti fa venire voglia di piangere nei posti sbagliati e di prendertela con tutti gli idioti che sono ancora vivi mentre la persona che amavi è morta. E’ qualcosa che impari a gestire»