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sabato 29 luglio 2017

Una scoperta tutta colorata: ABEditore

Buongiorno amici lettori!
Ormai è quasi un anno che è iniziata questa avventura.
Un'avventura è tale solamente se, durante il viaggio, si incontrano variabili alternative che non ci aspettavamo sul cammino.
E sul cammino di LibriamociBlog, le sorprese non sono mancate!
Credevamo di conoscere abbastanza il mondo dell'editoria, meno quello dei bookblogger ma, con molta pazienza e costanza, siamo riusciti a capire, apprezzare ed imparare molto...
Abbiamo conosciuto persone, blogger, libri, autori che ignoravamo, autori emergenti, e non smettiamo mai di stupirci, ogni giorno è una sorpresa...

Poco tempo fa, girovagando su internet, troviamo una casa editrice che, da subito, cattura la nostra attenzione...
Se ci seguite su Instagram (@libriamociblog), sapete che siamo estremamente sinceri, non regaliamo complimenti e neanche condividiamo post che incitino a comprare "questo o quello".
Vi proponiamo pagine non per avere like in cambio, non elogiamo titoli che non ci sono piaciuti e spesso il ritorno è positivo proprio per questo...saremo in 7500 mica per niente?
E quindi, in quanto orgogliosi della nostra integrità, vogliamo invece essere sinceri e "con gli occhi a cuoricino" nel presentarvi una casa editrice che abbiamo scoperto e apprezzato da subito...

ABEditore, un concentrato di colori e copertine meravigliose, titoli accattivanti, effetti cromatici ipnotici, autori sconosciuti o famosissimi, fotografie curate, un po' oniriche e/o divertenti...ci siamo persi in tutto questo e abbiamo iniziato a pregare di riuscire a collaborare con loro per poter far conoscere anche a voi questo mondo tutto colori e libri di qualità.

Questa è la loro presentazione ufficiale che trovate sul sito della Casa Editrice Cliccate qui

ABEditore nasce per dare voce ad un sapere libero e aperto, al di là di ogni steccato ideologico, avendo come obiettivo un’immagine di cultura esistenzialmente decisiva ed umanamente affascinante. È per noi prioritario (in un mondo che può offrire in una sola giornata l’accesso ad una quantità di informazioni maggiore rispetto a quelle che cento anni fa venivano recepite nell’intero arco dell’esistenza) garantire la qualità di prodotti editoriali (letterari, musicali, discografici etc.) la cui validità sia vagliata e certificata dai nostri editors, esperti che contribuiscono in maniera determinante, con la loro passione e dedizione, alla costruzione del “progetto” ABEditore.

Essenziale per la vita e lo sviluppo della nostra Casa editrice è la ricerca e selezione di nuovi testi in ogni area dello scibile: dalla poesia alla critica letteraria, dalla narrativa alla saggistica per finire con la musica e le arti. Un nostro team di lettori e scout è sempre attivo per il reperimento e la valutazione di inediti.

Riteniamo altresì importantissima la riproposizione dei testi meno noti di autori consacrati dalla Storia nonché la riscoperta di opere del passato ingiustamente sottratte all’attenzione del pubblico. Fondamentale per noi è poi l’assoluta correttezza e trasparenza nei rapporti con gli autori. Consideriamo la veste grafica dei nostri prodotti e l’uso di carte di assoluta qualità, un ulteriore punto di forza ed un importante indicatore del nostro modo di intendere la missione dell’Editore.
Se provate a sfogliare i titoli pubblicati da ABEditore, potete perdervi in un mondo fatto di piccoli gioielli, curati ed unici, dove il colore e la preziosità, la cura e la raffinatezza di ogni singolo titolo colpisce e non passa indifferente.


Troviamo classici, narrativa di vario genere, libri illustrati...tanti titoli unici e curati in un modo davvero affascinante, insomma, un piacere per gli occhi!
Beh, tutto questo per dirvi cosa: che la prima collaborazione con ABEditore è arrivata! Finalmente potremo "gustare" e ammirare uno dei loro titoli e dirvi se ciò che è contenuto dalle copertine meravigliose è meritevole ed apprezzabile.

Alla prossima....



martedì 21 febbraio 2017

Recensione di "Solo se c'è la Luna" il nuovo romanzo di Silvana Grasso


Solo se c'è la Luna
Silvana Grasso



Formato: Brossura
Genere: Romanzo
Editore: Marsilio      
Pagine: 222



Giudizio sintetico




Il manovale Girolamo, dopo trent’anni d’America, dove ha imparato marketìnghi e bisinès, torna in Sicilia, primi anni Cinquanta, col nuovo nome americano di Gerri. Nel suo paese arretrato, dove ancora si usa la cenere per lavare e lavarsi, fonda una gigantesca fabbrica, stile americano, di sapone e saponette, la Gerri Soap, che esporta, con grande successo economico e d’immagine, i suoi prodotti in tutta Italia. L’America, che ha fatto di lui un imprenditore, gli ha insegnato le strategie di mercato, di comando, sempre e comunque, perché, quando si è padroni, non esiste il torto, ma solo la ragione. Da uno sciagurato matrimonio con una ragazza che trascorre il tempo a intagliare volti e corpi sul legno, nasce Luna, minuta quanto un coniglietto, per di più con una rarissima malattia che la costringe a vivere al buio, solo se c’è la Luna, perché il Sole ucciderebbe le sue tenere carni. Per farle compagnia, e soprattutto prenderne le distanze, Gerri le “compra” una quasi sorella, Gioiella, figlia di una sua operaia, ragazza madre, che vuol vivere, anche lei, col suo nuovo amore il sogno americano. Gioiella cresce con una spaventosa bellezza bruna e sensuale, ma è chiusa, scontrosa, ostile a ogni avventura sessuale o sentimentale. Nel frattempo, nella grande villa, Luna studia, legge avidamente poeti e scrittori, nell’illusione di conoscerlo quel mondo che non conoscerà mai nelle geografie dei luoghi, finché a 16 anni non le basta più innamorarsi di uomini scolpiti nel marmo o nei versi dei poeti: vuole un maschio vero, di carne vera. Non sa, però, che la quasi sorella prova per lei un sentimento d’attrazione sessuale devastante, contro cui nulla può la volontà o la preghiera. Con la potenza di un’immaginazione sgargiante e l’estro di una lingua febbrile, Silvana Grasso racconta lo scontro tra la natura e il moderno nella scena mediterranea di una Sicilia marina e assolata obbligata a piegarsi al primato notturno, per costringerci a ripercorrere il percorso della metamorfosi del mondo nella storia e a ritrovare le tracce di quel destino fatale che - nonostante ogni sforzo di sfuggirgli alla ricerca di un futuro migliore - resiste vitale, luminoso e feroce.

Recensione:
La narrazione inizia con la nascita di Luna, protagonista del romanzo, in una notte di luna piena dove, dopo un giorno di travaglio doloroso, viene alla luce una piccola creatura delicata e minuta.
La madre, Gelsomina, è una giovane ragazza siciliana, semianalfabeta e poco intelligente, che vive nel suo mondo fatto di intaglio e sculture, dove l'amore vero può nascere per un pezzo di legno intagliato magnificamente.
Gelsomina a sedici anni, costretta dalla famiglia, ha sposato il cinquantenne Girolamo Franzò, tornato dall'America dopo trent'anni nel nuovo mondo e con grandi progetti di "marketinghi e bisnés" per l'arretrata isola che non conosce la grandezza dell'ingegno e dello sviluppo.
Girolamo, americanizzato Gerri, possiede una fabbrica di saponi, la "Gerri Soap" e tutto ciò che ruota attorno a lui e alla sua vita diventa fonte di ispirazione per nuovi "bisnés".
Anche la nascita di Luna, figlia femmina e non futuro erede masculo dell'impero Franzò, dopo una delusione iniziale per il sesso (nascosto molto bene all'ostetrica del continente per far vedere la mente aperta e la modernità di pensiero), diventa spunto per una nuova linea di saponette.

Luna, crescendo, si scopre essere vittima di un'inguaribile malattia che la costringe a non esporsi alla luce del Sole, obbligata a vivere di notte e conoscere il mondo attraverso sguardi di buio, Solo se c'è la Luna... .
Per fare compagnia a Luna, oltre alla vicinanza retribuita della zia Ciccina Frensis, Gerri l'Americano decide, con una mirata azione di "marketinghi", di convincere una giovane ragazza madre, desiderosa di partire per l'America per rifarsi una vita, a lasciargli in custodia momentanea la figlia Gioiella fino a quando non sarà sistemata e in grado di provvedere ad entrambe.

Luna vive alla luce delle stelle, conosce la vita attraverso i libri, i poeti e gli scritti.
Il rapporto con Gioiella non è idilliaco, l'una invidiosa della ricca Luna dagli occhi azzurri e i capelli biondi e dal fisico minuto, l'altra  gelosa della vita all'aria aperta e del rapporto con i ragazzi.
Arrivata l'adolescenza Luna vuole provare i piaceri della carne, non le bastano le teorie e i racconti scovati nei libri, vuole un uomo vero, in carne e ossa.
Organizzato l'incontro da Gioiella, Luna ne sarà delusa, e non si accorgerà che la stessa Gioiella, nutre un'attrazione possessiva ma carica d'amore per lei... .

E' stato il primo romanzo letto di Silvana Grasso e devo dire che ho adorato il filo narrativo del libro, veloce ed estroso, e lo stile dell'autrice che incolla lo sguardo alla singola lettera e rende difficile separarsi dalle pagine di questo racconto.
La storia sembra inizialmente, un vissuto semplice tra la divisione del moderno Gerri e l'arretratezza dell'isola lasciata molto tempo prima.
La fortuna che Gerri ha riportato in patria, viene scandita dal racconto narrativo che utilizza termini "maccheronici" quando si tratta di spiegare azioni e pensieri dell'Americano.
Viene naturale, anche per una polentona come me, provare ad immaginare i dialoghi con cadenza siciliana, con quel ritmo famosissimo della parlata sicula.
Si tocca con mano il divario tra la grandezza del sogno americano, la ricchezza esibita, la superiorità ostentata e grandiosa, l'indispensabile pubblicità che diventa irrinunciabile anche nella vita e la povertà di un paese dove riti e ritmi sono dettati dall'uso comune, dalla miseria e da usanze discutibili.
La Sicilia scoperta nella notte, il lavoro in fabbrica, le usanze di inizio secolo e i pensieri arretrati, ma ben saldi ancora oggi in alcune persone, fanno da sfondo a questa storia che prenderà piede sempre più modificandosi a seconda del personaggio e dell'azione descritta.
Una narrazione spigliata e divertente quando si tratta di descrivere i pensieri e le azioni di Gerri, sboccata e viziata quando si riflettono pensieri e azioni di Luna e razionale e interiore quando si parla di Gioiella.
Gioiella, la meno acculturata e benestante con i pensieri maggiormente razionali e morali.
Luna e Gerri legati all'istinto, ai soldi e al desiderio di avere sempre di più.

Una lettura che ho amato dall'inizio alla fine, una scrittrice che ho apprezzato in ogni parola, usata sempre nel modo giusto e nel momento giusto.
Tratti sboccati che sottolineano il concetto e il pensiero, strazianti lotte interiori che si accostano parallele a superficiali desideri materiali.
Un romanzo capace di far riflettere senza cadere mai nel banale utilizzando uno stile ironico ma chiaro.
Ho definito questo romanzo semplicemente geniale, già dalle prime pagine!
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Silvana Grasso  è nata a Macchia di Giarre, in Sicilia. Vive tra Gela e Giarre. È filologo classico, scrive racconti, romanzi, pièce teatrali e collabora con diverse testate. È stata assessore alla cultura del comune di Catania. Le sue opere sono state premiate con importanti riconoscimenti, tra cui: il Premio Mondello, il Premio Brancati, il Premio Vittorini, il Premio Flaiano Narrativa, il Premio Grinzane Cavour Narrativa italiana. Ha pubblicato: Nebbie di ddraunàra (La Tartaruga 1993), Il bastardo di Mautàna (Anabasi 1994, Einaudi 1997, ripubblicato da Marsilio nel 2011), Ninna nanna del lupo (Einaudi 1995, ripubblicato da Marsilio nel 2012), L’albero di Giuda (Einaudi 1997, ripubblicato da Marsilio nel 2011), La pupa di zucchero (Rizzoli 2001), Disìo (Rizzoli 2005), 7 uomini 7. Peripezie di una vedova (Flaccovio 2006), Pazza è la luna (Einaudi 2007), L’incantesimo della buffa (Marsilio 2011), Il cuore a destra (Le Farfalle 2014)
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mercoledì 25 gennaio 2017

Iperborea: l'editore dal soffio nordico

Buonasera Libranti,
ci siamo soffermati spesso sulle case editrici che apprezziamo in particolar modo.
Vi abbiamo parlato di Adelphi, per esempio, che ci affascina con semplicità e titoli unici.
Oggi vogliamo parlarvi di Iperborea, una casa editrice caratterizzata da libri che parlano e ci raccontano del Nord Europa e di quei paesi scandinavi che producono numerosissimi autori dai nomi spesso difficili da pronunciare.

Fondata nel 1987 da Emilia Lodigiani, che vanta il titolo di Cavaliere dell'ordine Polare, l'alto riconoscimento che viene insignito dal Parlamento e dal re Svedese, Iperborea nasce proprio con l'obiettivo di far conoscere e apprezzare la letteratura del Nord Europa in Italia.

I nomi degli autori più famosi pubblicati da Iperborea vanno da Arto Paasilinna con "l'anno della lepre" a Bjorn Larsson con "La vera storia del Pirata Long John Silver" passando e incrociando autori che tracciano una linea tra Svezia, Norvegia, Danimarca e Finlandia.
L'ampio elenco di titoli e autori si arricchisce anche con scritti dell'area olandese, estone e islandese dove non mancano di apparire anche le antiche saghe medioevali.
Dal 2010 nasce "Ombre", un'apprezzatissima collana di gialli che ha riscosso enorme successo.

"Alle edizioni Iperborea si deve tanta conoscenza
delle appartate letterature nordiche,
che così spesso sono state anticipatrici e rivoluzionarie
stazioni meteorologiche della modernità."
Claudio Magris
Dal 1987, il tratto riconoscibile delle pubblicazioni Iperborea passa per il formato "mattonella" da 10x20 cm e dalle tinte pastello delle copertine.
L'unico restyling che la casa editrice si è concessa nel 2015 per i 28 anni dalla nascita, è il cambiamento del carattere tipografico e della carta: con copertina e sovracoperta (stesso metodo usato dalla già citata Adelhi...casualità?)

Chiudiamo sognando con l'origine del nome Iperborea, ispirato al leggendario popolo degli Iperborei, collocati dai greci "oltre la Bora, il vento del Nord".

Il sogno nel cassetto è quello di poter alimentare la nostra libreria con questi piccoli capolavori, unici per contenuto, delicati nei colori e nelle figure e insostituibili per la grande cultura che racchiudono e che noi adoriamo.

Se anche voi amate la letteratura scandinava o siete amanti del Nord in generale, vi segnaliamo che dal 2 al 5 Febbraio, a Milano, ci saranno "I Boreali" un Nordic Festival assolutamente da non perdere.





lunedì 23 gennaio 2017

Novità Marsilio Gennaio/Febbraio 2017

Buongiorno Libranti,
le novità in casa Marsilio sono davvero tante e tutte decisamente interessanti!!
Noi, che leggiamo di tutto, abbiamo inserito un paio di titoli in Wish List sperando di poterli leggere quanto prima, ci vorrebbero giornate da 40 ore per leggere tutto il tempo necessario, non trovate?

Ma ecco i nuovi libri editi da Marsilio prossimi all'uscita in libreria!


Marcello Veneziani

Alla luce del mito

Guardare il mondo con altri occhi

pp. 160, 1° ed.
Nodi / Nodi
978-88-317-2639-9
Il mito è il racconto sorgivo sulla nascita della vita, del pensiero e del mondo, che si esprime nella parola e nel silenzio, nell’arte e nella preghiera, nel gioco, nel canto e nella poesia elementare della vita. Non è verità né illusione, abita su un altro piano: è ordine nella bellezza. Sul mito si fondano la storia, la politica, perfino il cinema e la pubblicità; mitico è l’amore e così l’infanzia. Quando però i miti sono negati, crescono al loro posto idoli e surrogati, come quelli che ci circondano oggi. In questo libro Marcello Veneziani si propone di recuperare la dimensione autentica del mito per porlo al centro dell’esistenza e rispondere così a un desiderio profondo e diffuso di «vita superiore». Dopo la disfatta di religione e filosofia, per compensare lo strapotere della scienza e contendere la sovranità alla tecnica e alla finanza, non resta che affidarsi al «mitopensiero». Senza miti, infatti, la vita non è affatto più libera, più autonoma, più razionale; solo più povera, più insensata, più labile. All’uomo di oggi – scrive Veneziani – «il mito non offre profitti ma fondamenti, non assicura vantaggi ma significati. Dona bellezza, irraggia gli eventi e illumina i volti».

Marcello Veneziani  frequenta da anni i territori del mito, soprattutto in alcune sue opere come Amor fati Vivere non bastaLa sposa invisibile e Vita natural duranteAnima e corpo e Ritorno a sud. Ha fondato e diretto riviste e ha scritto su vari quotidiani. Con Marsilio ha pubblicato di recente Lettera agli italiani. Per quelli che vogliono farla finita con questo paese (2015, tre edizioni), che ha ispirato un format teatrale, Serata Italiana, portato in tour con grande successo in tutta Italia.


Solo se c'è la Luna

1° ed.
Romanzi e Racconti / Romanzi e Racconti
978-88-317-2622-1
Il manovale Girolamo, dopo trent’anni d’America, dove ha imparato marketìnghi e bisinès, torna in Sicilia, primi anni Cinquanta, col nuovo nome americano di Gerri. Nel suo paese arretrato, dove ancora si usa la cenere per lavare e lavarsi, fonda una gigantesca fabbrica, stile americano, di sapone e saponette, la Gerri Soap, che esporta, con grande successo economico e d’immagine, i suoi prodotti in tutta Italia. L’America, che ha fatto di lui un imprenditore, gli ha insegnato le strategie di mercato, di comando, sempre e comunque, perché, quando si è padroni, non esiste il torto, ma solo la ragione. Da uno sciagurato matrimonio con una ragazza che trascorre il tempo a intagliare volti e corpi sul legno, nasce Luna, minuta quanto un coniglietto, per di più con una rarissima malattia che la costringe a vivere al buio, solo se c’è la Luna, perché il Sole ucciderebbe le sue tenere carni. Per farle compagnia, e soprattutto prenderne le distanze, Gerri le “compra” una quasi sorella, Gioiella, figlia di una sua operaia, ragazza madre, che vuol vivere, anche lei, col suo nuovo amore il sogno americano. Gioiella cresce con una spaventosa bellezza bruna e sensuale, ma è chiusa, scontrosa, ostile a ogni avventura sessuale o sentimentale. Nel frattempo, nella grande villa, Luna studia, legge avidamente poeti e scrittori, nell’illusione di conoscerlo quel mondo che non conoscerà mai nelle geografie dei luoghi, finché a 16 anni non le basta più innamorarsi di uomini scolpiti nel marmo o nei versi dei poeti: vuole un maschio vero, di carne vera. Non sa, però, che la quasi sorella prova per lei un sentimento d’attrazione sessuale devastante, contro cui nulla può la volontà o la preghiera. Con la potenza di un’immaginazione sgargiante e l’estro di una lingua febbrile, Silvana Grasso racconta lo scontro tra la natura e il moderno nella scena mediterranea di una Sicilia marina e assolata obbligata a piegarsi al primato notturno, per costringerci a ripercorrere il percorso della metamorfosi del mondo nella storia e a ritrovare le tracce di quel destino fatale che - nonostante ogni sforzo di sfuggirgli alla ricerca di un futuro migliore - resiste vitale, luminoso e feroce.
Silvana Grasso
è nata a Macchia di Giarre, in Sicilia. Vive tra Gela e Giarre. È filologo classico, scrive racconti, romanzi, pièce teatrali e collabora con diverse testate. È stata assessore alla cultura del comune di Catania. Le sue opere sono state premiate con importanti riconoscimenti, tra cui: il Premio Mondello, il Premio Brancati, il Premio Vittorini, il Premio Flaiano Narrativa, il Premio Grinzane Cavour Narrativa italiana. Ha pubblicato: Nebbie di ddraunàra (La Tartaruga 1993), Il bastardo di Mautàna (Anabasi 1994, Einaudi 1997, ripubblicato da Marsilio nel 2011), Ninna nanna del lupo (Einaudi 1995, ripubblicato da Marsilio nel 2012), L’albero di Giuda (Einaudi 1997, ripubblicato da Marsilio nel 2011), La pupa di zucchero (Rizzoli 2001), Disìo (Rizzoli 2005), 7 uomini 7. Peripezie di una vedova (Flaccovio 2006), Pazza è la luna (Einaudi 2007), L’incantesimo della buffa (Marsilio 2011), Il cuore a destra (Le Farfalle 2014).

Impero e rivoluzione

Russia 1917-2017

pp. 208, 1° ed.
Nodi / Nodi
978-88-317-2640-5
Il 1917 è stato un anno cruciale tanto per la Russia, dove la rivoluzione ha posto fine a un impero secolare e ha dato vita a un ordine nuovo, quanto per l’Europa e per il mondo, su cui gli eventi russi hanno avuto decisive ripercussioni. Tutto il XX secolo è stato dominato dalla presenza del sistema statale nato dalla rivoluzione, l’Unione Sovietica, la cui scomparsa nel 1991 ha chiuso un ciclo storico. La Russia attuale, erede di quel passato, ha intrapreso un nuovo sviluppo in un mutato contesto internazionale.
A cent’anni di distanza dalla Rivoluzione d’Ottobre si avverte il bisogno di ripensare una così radicale esperienza, inquadrandola in una riflessione globale sul significato di quelle trasformazioni e sui loro esiti. In questo libro Vittorio Strada, fra i massimi esperti del mondo russo, sulla base di una documentazione spesso sconosciuta, presenta una nuova visione dell’intero processo storico sovietico sullo sfondo del plurisecolare passato zarista e nella prospettiva della Russia post-sovietica. Emergono elementi in grado di gettare luce sui fenomeni attuali e sulle loro manifestazioni più inquietanti, come il risveglio di un nazionalismo in realtà mai sopito, la ripresa del «culto» di Ivan il Terribile e di Stalin, l’insistenza sui «valori tradizionali» che si traduce in intolleranza verso le minoranze. In appendice il saggio Una città fatale offre un’immagine del tutto inattesa di Costantinopoli.
Vittorio Strada , studioso di letteratura e cultura russa, autore di numerose pubblicazioni sull’argomento, ha fondato la rivista internazionale «Rossija/Russia», ideato la Storia della letteratura russa in sette volumi, edita da Fayard in Francia e parzialmente in Italia da Einaudi, e partecipato a varie iniziative culturali in Italia e all’estero. Ha insegnato all’Università di Venezia e diretto l’Istituto Italiano di Cultura a Mosca. Per Marsilio di recente ha pubblicato Europe. La Russia come frontiera (2014).

Architettura della transizione: il Werkbund tedesco


pp. 160, 1° ed.
Saggi / POLIS. ARCHITETTURA E URBANISTICA
978-88-317-2637-5
Per una messa a fuoco della rilevanza del Deutscher Werkbund come fenomeno integrale e instaurativo nella storia del Movimento moderno, l’attenzione si è concentrata su alcuni aspetti meno indagati: la ricostruzione del sostrato ideologico e l’analisi del discorso militante di artisti e intellettuali, sincronico all’azione progettuale. L’ambizione del D.W. di promuovere una nuova Bildung si affermò, contestualmente, attraverso la ridefinizione del significato da attribuire a parole-chiave come formatecnicascopobellezzaqualità e, su tutte, oggettività. Dalla rilettura del processo innovatore del Werkbund emerge un itinerario problematico e viene illuminata l’idea stessa, controversa in sede storiografica, di transizione
Antonio D'Auria , già ordinario di Composizione architettonica e urbana, è stato fino al 2013 coordinatore del Dottorato di ricerca in Architettura e direttore della Scuola di Dottorato «Architettura e Urbanistica» del Dipartimento di Architettura (DIDA) di Firenze. Collaboratore di numerosi cataloghi e periodici italiani e stranieri, ha pubblicato saggi e monografie su Josef Hoffmann, Kolo Moser, Mackintosh, e su esponenti dell’architettura europea della transizione al Moderno, da Mallet-Stevens a Sauvage, da Frank ad Asplund. Si è occupato parallelamente di teoria e storia del design. Ha pubblicato di recente Architettura e arti applicate negli anni Cinquanta. La vicenda italiana (Venezia, Marsilio 2012) e Abitare nell’emergenza (Firenze, Edifir 2013).
Inoltre, sono disponibili i nuovi cataloghi illustrati, sempre editi Marsilio, se amate l'arte e le collezioni inerenti al tema.

La galleria di Palazzo Cini

Dipinti, sculture, oggetti d'arte,
a cura di Andrea Bacchi , a cura di Andrea De Marchi

pp. 496 con 194 ill. a col. e 281 b/n, 1° ed.
Libri illustrati / GRANDI LIBRI ILLUSTRATI
978-88-317-2123-3
La Galleria di Palazzo Cini a Venezia appartiene a una tipologia di museo poco frequente in Italia: quella della casa-museo. Custodisce molte opere di pregio appartenute all'imprenditore e filantropo Vittorio Cini, vissuto tra la fine dell'Ottocento e gli anni settanta del Novecento: uno dei maggiori collezionisti italiani del suo tempo. Il volume presenta per la prima volta la collezione: dipinti, sculture e arredi, dal medioevo fino agli inizi del XX secolo, tra cui spiccano nomi come Botticelli, Beato Angelico, Filippo Lippi, Pontormo, Giandomenico Tiepolo. Completano il catalogo i saggi di Gonzalez-Palacios, Campigli, Bacchi e De Marchi, dedicati alla figura di Vittorio Cini collezionista.

La collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo

a cura di Manlio Leo Mezzacasa , a cura di Massimiliano Sabbion , a cura di Vanzelli

pp. 496 con 471 ill. a col., 1° ed.
Libri illustrati / GRANDI LIBRI ILLUSTRATI
978-88-317-2599-6
Il volume raccoglie e presenta per la prima volta al pubblico l'intera collezione d'arte della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Si vuole così dare piena visibilità e offrire alla conoscenza degli studiosi e della collettività un patrimonio di oltre quattrocento opere di notevole valore storico-artistico, che raccoglie dipinti, stampe, incisioni, disegni, sculture e arredi di pregio, dal XIV secolo al secondo Novecento. Una collezione cresciuta nel tempo, arricchita attraverso acquisizioni dirette e donazioni manifestando la volontà e il desiderio della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo di porsi come garante per l'arte e la cultura del territorio locale e nazionale. Il catalogo è organizzato in schede critiche, redatte con rigore scientifico e accessibili a ogni lettore, e fornite di una bibliografia generale che aiuta a contestualizzare l'opera. Alla suddivisione per raccolte: pittura, scultura, grafica e arredi, si aggiunge la sezione dedicata alla collezione Pietro Centanini recentemente donata alla Fondazione. Il lavoro è inoltre corredato dalle biografie di oltre cento artisti citati. A grandi maestri quali Guariento, Canaletto, Bernardo Strozzi, Antonio Zanchi, Guercino, Pietro Chevalier si affiancano autori contemporanei del Novecento come Carlo Carrà, Enrico Castellani, Alberto Biasi, Tono Zancanaro, Virgilio Guidi, Tullio Crali, in un dialogo imaginario senza tempo. Importanti tele si affiancano a disegni e stampe cui fanno da contraltare sculture e arredi a testimoniare, lungo i secoli, la grande vivacità artistica veneta in primis e nazionale poi. Un percorso artistico che si snoda tra epoche e luoghi diversi, in un ideale consesso di grandi nomi e realtà locali in cui si esprime una parte del continuo impegno che da sempre la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo profonde nella valorizzazione e nella salvaguardia dell'arte, nel sostegno e nella promozione della cultura.

Trovato qualcosa di interessante??....Alla prossima!!

sabato 14 gennaio 2017

Ultime uscite in libreria...Gennaio 2017

Buongiorno e buon Sabato a tutti!
L'anno è iniziato e i buoni propositi per 365 giorni di sane letture ci sono tutti!
Oggi vogliamo segnalarvi le nuove uscite delle case editrici con cui collaboriamo, sicuri che troverete spunto per nuove, interessanti e bellissime letture.
Per attraversare il gelo dell'inverno, un buon the caldo e un libro fanno sempre la differenza!

Adelphi

Roberto Bolaño 
Il gaucho insopportabile 
Data di Uscita: 9 Gennaio 2017

L’ultima, stupefacente, silloge di racconti del più insopportabile, del più imperdonabile, del più bellicoso scrittore sudamericano.
 Nella rete sterminata di gallerie delle fogne si aggira un topo poliziotto (il nipote della famosa cantante Jose$ne!) alla ricerca di un feroce assassino.
 Uno scrittore argentino fa uno strano viaggio a Parigi, dove si ritrova a far l’amore con una puttana «come se tutti e due non sapessero fare altro che amarsi». Un avvocato bonaerense abbandona tutto per andare a vivere nel deserto insieme ai gauchos, i bovari della pampa argentina.
Sono solo tre dei sette, perfetti, pannelli che compongono l’ultimo libro consegnato da Bolaño al suo editore – un libro che lo scrittore chiude parlando apertamente della sua malattia, dell’approssimarsi della morte, e del suo violento amore per la letteratura e per la vita.
Nato a Santiago del Cile nel 1953 e morto a Barcellona nel 2003, Roberto Bolaño è diventato – soprattutto dopo la pubblicazione, nel 2008, della traduzione inglese di 2666 – una sorta di «icona pop» della letteratura contemporanea, e oggi schiere di giovani americani percorrono i deserti messicani a bordo di corriere sgangherate sulle orme dei suoi personaggi. Adelphi lo ha accolto nel suo catalogo nel 2007, proprio con 2666, il suo ultimo romanzo, pubblicato postumo; nel 2016 ha mandato in libreria Notturno cileno. El gaucho insufrible è apparso, anch’esso postumo, nel 2003.


Le battute memorabili di Feynman
 A cura di Michelle Feynman
Traduzione di Franco Ligabue
 «La collana dei casi»
 Data di Uscita: 9 Gennaio 2017

«Il mondo è un caos dinamico di cose tremolanti, se lo si guarda nel modo giusto». Richard Feynman – genio scientifico reso celebre dalla felice perspicuità delle sue lezioni e dei suoi scritti, oltre che dalle esplorazioni quantistiche che gli valsero il premio Nobel – non temeva di sconfinare in territori estranei alla sua materia, mosso com’era da un’insaziabile curiosità fanciullesca e armato di un’intelligenza analitica giocosa e spietata.
A oltre trent’anni dalla morte, Michelle Feynman ha setacciato opere edite, carte personali, conferenze, lezioni e interviste, per trarne un memorabile florilegio di idee e riflessioni illuminate dai lampi di un’immaginazione che ammetteva come unico limite la compatibilità con le leggi note della fisica.
Richard P. Feynman (1918-1988), fisico teorico premiato con il Nobel nel 1965 per il suo lavoro sull’elettrodinamica quantistica, è l’autore delle leggendarie lezioni di $sica raccolte nei volumi Sei pezzi facili e Sei pezzi meno facili, rispettivamente pubblicati da Adelphi nel 2000 e nel 2004. L’ultima sua opera apparsa presso la casa editrice è Il senso delle cose (2012). Michelle Feynman (nata nel 1968) ha curato anche l’epistolario del padre, edito da Adelphi nel 2006 sotto il titolo Deviazioni perfettamente ragionevoli dalle vie battute.


Giampaolo Rugarli
 La troga
«gli Adelphi»

L’Italia torbida, grottesca e sanguinaria degli anni Settanta e Ottanta in una trama delle più stupefacentie oltraggiose.
«[Nella Troga] si intravedono tanti di quegli elementi che appartengono alla storia italiana dell’ultimo mezzo secolo che si finisce col leggerlo come se quella storia appunto fosse stata reinventata in una sfera surreale, metafisica: da sogno, da incubo ... il lettore ne ha come un senso di sdoppiamento: mentre segue con divertimento il vertiginoso ritmo della vicenda “inverosimile” ne va riscontrando nella memoria i particolari “veri” ... tutta la cronaca della corruzione italiana di questi anni confluisce nel libro, vi si amalgama, vi si esalta: con feroce allegria, con allegra ferocia» (Leonardo Sciascia»).
Giampaolo Rugarli (1932-2014), autore di numerose opere, ha esordito nel 1987 con Il superlativo assoluto. La troga, suo secondo romanzo, è apparso – suscitando non poco clamore – nel 1987.


Iperborea

Jonas Hassen KHEMIRI

TUTTO QUELLO CHE NON RICORDO

Data di Uscita: 20 Gennaio  
Questa è la storia di Samuel, un ragazzo che ha perso tragicamente la vita: è stato un incidente o un suicidio? Un giovane scrittore incontra tutti quelli che lo conoscevano per ricostruire attraverso le loro parole chi era
veramente Samuel: l’amico speciale Vandad, ora in carcere; la Pantera, artista underground a Berlino; il grande amore Laide, attivista per le donne migranti; l’arzilla nonnina a cui la malattia sta strappando la memoria. 
Un appassionante puzzle di voci si compone con la suspense, i colpi di scena e le contraddizioni di un’indagine a presa diretta in cui ciascuno racconta la sua personale verità. E mentre capiamo di non poterci fidare fino in fondo di nessuno veniamo risucchiati nel ritratto commovente, esilarante e irresistibilmente umano di un ragazzo che abbraccia il mondo con la spontaneità pura di un bambino. Uno smemorato cronico alla continua ricerca di esperienze indimenticabili, che annota su miriadi di quaderni per combattere la sua paura dell’oblio. Un outsider tenero ed enigmatico, forse un poseur, forse un sognatore sfruttato dalle persone che più amava, a cui ci affezioniamo come a un amico che ci fa osservare con uno sguardo nuovo il nostro rapporto con gli altri e con la vita. 
Tutto quello che non ricordo è una storia d’amore e di amicizia, di tradimento e autoinganno, ma è anche un romanzo sulla perdita, sul tempo che abbiamo, sul nostro bisogno di ricordare ed essere ricordati, e sulle parole a cui ci aggrappiamo nella speranza o nell’illusione di cambiare tutto quello che è stato.

Tove JANSSON

FAIR PLAY

Data di Uscita: 27 Gennaio
Dalla celebre autrice finlandese dei Mumin, una tenera, delicata, luminosa storia d’amore e di amicizia tra due artiste straordinarie.
Mari e Jonna, due artiste, due atelier ai capi opposti di un grande edificio sul porto di Helsinki, e una casetta condivisa su una piccola isola solitaria davanti al mare aperto. Mari scrive, illustra, sogna, si fa domande, accoglie un maestro burattinaio russo che sacrifica il sonno all’arte, si appassiona a una donna sola al mondo che le chiede il senso della vita. Jonna dipinge, intaglia il legno e trova risposte, cerca di catturare la realtà con la sua cinepresa, ama i film western di serie B e i capolavori di Fassbinder, e mette mano al fucile da caccia quando c’è bisogno di una «sana spietatezza».
 Le loro personalità si scontrano e si confrontano attraverso dialoghi sagaci e silenzi che non hanno bisogno di parole, unite da un’urgenza creativa che riesce ogni volta a gettare una luce nuova sulle cose e sulla natura umana, a trasformare la quotidianità in una riserva di piccole epiche fuori dall’ordinario e di inattese rivelazioni. 
Definito da Ali Smith «una vera opera d’arte», Fair play è una partita a due, un gioco sottile tra due donne fieramente indipendenti che con ironia e nel rispetto inviolabile dei reciproci spazi mantengono sempre vivo uno scambio autentico, pungente, eppure pieno di tenerezza. Con la sua finezza di lingua e di sguardo, capace di cogliere il significato racchiuso nel gesto più semplice, Tove Jansson traduce in un gioiello letterario il rapporto con la donna con cui ha condiviso quarant’anni di lavoro e di vita, in un equilibrio lieve e rivoluzionario, all’insegna di quella libertà che accompagna una riuscita storia d’amore. 

Marsilio

L'angelo di neve



Siglufjörður, cittadina di pescatori nel punto più a nord dell’Islanda, accessibile dal resto del paese solo attraverso un vecchio tunnel, è soffocata dalla morsa dell’inverno.
La temperatura è ben al di sotto dello zero, il vento scuote le tegole, e la neve che cade incessante da giorni la fa sembrare un luogo incantato dove tutto può succedere. Finché qualcosa di inaspettato succede davvero. Una giovane donna viene ritrovata in un giardino priva di sensi, in una pozza di sangue. Un vecchio scrittore muore nel teatro locale in seguito a una caduta.
Ari Þór, ex studente di teologia diventato poliziotto quasi per caso, si immerge nell’indagine malvolentieri, stretto tra la nostalgia della fidanzata rimasta a Reykjavík e la diffidenza di una comunità che fa fatica ad accoglierlo. In un clima di tensione claustrofobico, dovrà imparare a farsi largo tra l’attenzione morbosa della stampa e i segreti dei residenti, a convivere con le bufere sferzanti e a trovare la strada della verità in un buio senza fine.

Ragnar Jónasson  (1976) vive a Reykjavík. Avvocato e giornalista, insegna diritto d’autore all’università ed è anche un noto traduttore (sue le traduzioni di Agatha Christie in islandese). È l’autore della serie Dark Iceland, un successo internazionale, di cui L'angelo di neve è il primo episodio.



Ribelli d'Italia

Il sogno della Rivoluzione da Mazzini alle Brigate rosse

Perché ancora oggi in Italia stenta ad affermarsi una cultura politica riformista?
Per quale motivo persistono, tanto a destra quanto a sinistra, consistenti tracce di populismo e di estremismo? Perché abbiamo avuto il più grande Partito comunista dell’Occidente e non è riuscita a mettere radici una solida socialdemocrazia di tipo europeo? E su quale terreno affonda le radici il terrorismo, da noi così virulento?

Il tentativo di rispondere a queste domande, più che mai attuali, non può prescindere da un’analisi della storia del nostro Paese che ponga al centro il mito della rivoluzione. Un mito non soltanto italiano, ma che in Italia si è dimostrato particolarmente vitale e incisivo. Un’idea potente e trasversale, fonte allo stesso tempo di grandi speranze e di luttuose tragedie: la patologia di un secolo, il Novecento, segnato da guerre e totalitarismi.
 In questo libro Paolo Buchignani traccia un percorso che, dal Risorgimento agli anni di piombo, mostra la fortuna e la longevità della rivoluzione: «tradita», «incompiuta», via via corredata da varie denominazioni, così seducente e popolare da essere stata per tanto tempo, più o meno consapevolmente e strumentalmente, abbracciata anche da coloro che rivoluzionari non erano.
 Emerge con forza come, al di là della volontà di uomini, partiti, élite intellettuali, spesso mossi da sincere intenzioni di rinnovamento e di giustizia sociale, il richiamo alla rivoluzione abbia avuto esiti deleteri e abbia costituito un ostacolo rispetto all’affermazione di una cultura politica autenticamente democratica e riformista. 
Una cultura di cui, specialmente in questa fase storica, si avverte la necessità, per affrontare con efficacia le drammatiche sfide del nostro tempo.

Paolo Buchignani  (Lucca 1953), studioso di storia della cultura italiana del Novecento, ha pubblicato numerosi saggi sulle avanguardie e sul fascismo, tra cui: Un fascismo impossibile. L’eresia di Berto Ricci nella cultura del ventennio (1994), Fascisti rossi. Da Salò al Pci: la sconosciuta migrazione. 1943-53 (1998), La rivoluzione in camicia nera. Dalle origini al 25 luglio 1943 (2006). Collabora a «Nuova Storia Contemporanea». È docente di Storia Contemporanea all’Università per Stranieri Dante Alighieri di Reggio Calabria.


, Alessandro Rizzardini

Costantino Reyer e Pietro Gallo


Attraverso un’accurata ricerca supportata da immagini e documenti inediti, il libro ripercorre quasi un secolo di storia tra Ottocento e Novecento dal particolare punto di vista dell’attività fisica alle origini degli sport moderni a Venezia, valorizzando il basilare contributo di Costantino Reyer e Pietro Gallo. 
Dei due ginnasiarchi sono rimasti oggi non solo il ricordo, magari sfumato, ma anche una traccia viva e presente del loro operato: sono considerati tra i padri fondatori della ginnastica in Italia, precursori dell’educazione fisica e di tanti sport oggi praticati.
Reyer e Gallo scelsero il nord-est per avviare la propria opera, che li vide impegnati in un contesto più ampio, sia nazionale sia europeo. Tante le iniziative che avviarono, con il concorso di collaboratori e allievi che a loro volta si distinsero in variegate discipline fondando nuove società o dedicandosi all’insegnamento nelle scuole di ogni ordine e grado, e coinvolgendo giovani e adulti, bambini e bambine, istituzioni pubbliche e private.Dalla ginnastica alla voga, dalla scherma all’atletica, dal calcio alla pallacanestro, il territorio veneto ospitò numerosi e qualificati eventi.


Fazi Editore

Patricia Nell Warren


A metà degli anni Settanta, l’allenatore Harlan Brown viene cacciato dalla prestigiosa Penn State University per sospetta omosessualità. Perde tutto – famiglia, lavoro, amici –, e trova rifugio dal suo passato e da se stesso in un piccolo college di New York, dove cerca di mascherare il proprio conflitto sessuale con un’esistenza il più spartana e conformista possibile.
 Si è fatto una promessa che ha intenzione di mantenere: non innamorarsi mai più di un uomo. Ma la sua vita viene nuovamente sconvolta quando tre giovani atleti si presentano nel suo ufficio: l’esuberante Vince Matti, il timido Jacques LaFont e il ventiduenne Billy Sive, un potenziale grande talento per i diecimila metri.
 Vittime a loro volta di discriminazione sessuale, non vogliono rinunciare ai propri sogni.
 L’uomo è profondamente diviso: se accetterà di allenarli, alimenterà i pettegolezzi su di lui, ma i tre hanno stoffa e questa potrebbe essere la sua ultima occasione di puntare in alto. Alla fine, poste condizioni ferree, accetta di prenderli sotto la sua ala. Harlan è subito affascinato dal talento di Billy e capisce che il ragazzo ha le qualità per partecipare alle Olimpiadi di Montréal del ’76.
 Quando, molto presto, la sua ammirazione si trasforma in una sensazione che non provava da anni, deve fare la scelta più difficile della sua vita: combattere i propri sentimenti o uscire allo scoperto e sfidare l’ultraconservatore establishment sportivo, rischiando di far sfumare per sempre il sogno olimpico dei tre ragazzi. Amore, passione e lotta politica si fondono così in un crescendo di tensione, fino all’esplosivo finale, giocato sullo spettacolare palcoscenico olimpico.


Paul Beatty


Nato a Dickens - ghetto nella periferia di Los Angeles - il protagonista è rassegnato al destino del californiano della classe medio-bassa. Cresciuto da un padre single, controverso sociologo, ha passato l'infanzia fungendo da soggetto per una serie di studi psicologici sulla razza.
Gli è sempre stato fatto credere che il lavoro pionieristico del padre sarebbe stato accorpato in un memoir che avrebbe risolto i problemi economici della famiglia. 
Ma quando il padre viene ucciso dalla polizia in una sparatoria, si rende conto che non esiste nessun memoir: l'unico lascito del genitore è il conto del funerale low cost.
 Fomentato da quest'imbroglio e dallo sfacelo generale della sua città, il protagonista si dà da fare per riparare a un altro torto subito: Dickens è stata letteralmente cancellata dalle carte geografiche per risparmiare ulteriore imbarazzo alla California. Dopo aver arruolato il più famoso residente della città - Hominy Jenkins, celebrità caduta in disgrazia -, dà inizio alla più oltraggiosa delle azioni concepibili: ripristinare la schiavitù e la segregazione nella scuola locale...


Il Saggiatore

Giacomo Debenedetti 
Il personaggio-uomo 
In libreria dal 12 Gennaio

«Lo sanno tutti che sono d’attualità i critici-scrittori. Debenedetti è il maggiore di essi.» Walter Pedullà In occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Giacomo Debenedetti, il Saggiatore riporta in libreria la sua opera capitale con una nuova prefazione di Raffaele Manica. 
Ideatore della collana «le Silerchie», collaboratore di Alberto Mondadori e tra i fondatori del Saggiatore, Debenedetti è stato uno dei più grandi critici letterari e scrittori del secolo appena trascorso, che ha operato non solo nell’ambito letterario, ma anche in quello musicale, scientifico e delle arti figurative, mettendo a punto un sistema interpretativo assolutamente inedito nel panorama culturale italiano. 
Il pensiero critico di Debenedetti è espresso con illuminante chiarezza in queste pagine, che indagano – in un vero e proprio itinerario psicologico e letterario – la «questione uomo» e l’idea di romanzo. Il personaggio-uomo uscì postumo nel 1970, raccogliendo vari saggi di Debenedetti: «Commemorazione provvisoria del personaggio-uomo» (1965), «Un punto d’intesa sul romanzo moderno?» (1963), «Il personaggio-uomo nell’arte moderna» (1963), «Con gli occhi chiusi» (1963), «Puccini e la “melodia stanca”» (1961), «Il tarlo in valuta oro» (1959), e infine la relazione accademica «Vittorini a Cracovia» (1967). 

La nostalgia del personaggio-uomo, profondamente avvertita da Debenedetti, è al centro di quest’opera, così come la convinzione che i valori della letteratura vadano sottratti alle lusinghe della civiltà di massa, per essere restituiti al lettore nel loro statuto universale. Il compito del critico consiste, allora, nel superare la mera attualità e traghettare ai posteri i valori assoluti dell’arte. Con la riproposta del Personaggio-uomo, il Saggiatore intende rendere omaggio a uno degli intellettuali che più hanno contribuito a formare l’identità «illuminista» della casa editrice, per la quale curò la pubblicazione di oltre 250 volumi.


Stefano Agosti
 Rimbaud

 Le vocali, la parola notturna
 «Io dico che bisogna essere veggente, farsi veggente. 
Il Poeta si fa veggente attraverso una lunga, immensa e ragionata sregolatezza di tutti i sensi.» E veggenti bisogna essere, per afferrare la poesia di Rimbaud. 
La «sregolatezza di tutti i sensi» è la qualità necessaria e non sostituibile per captare il segnale dei suoi versi. Un oracolo che richiede un altro oracolo per la comprensione del vaticinio. 
Autore di liriche, poemi in prosa e prose poetiche, Arthur Rimbaud – il genio adolescente, il profeta del mistero della parola – è universalmente noto soprattutto per il sonetto Vocali, fino a oggi ritenuto imperscrutabile testimonianza poetica del deragliamento dei sensi.
 Stefano Agosti penetra nel santuario di Rimbaud: legge il sonetto Vocali e decifra la grammatica della visione di uno dei più insolvibili enigmi letterari: A come Alpha, O come Omega, e i vocaboli che danno accesso all’Oriente mentale del poeta: escremento, aurora, sangue, buio, acqua. Seguendo un’intuizione felice, ne svela il segreto, restituendo una lettura del sonetto che lascia stupefatti e ricostruendo un Rimbaud inedito che non potrà non esercitare duratura presa sul nostro immaginario. Frutto di più di quarant’anni di inesausto lavoro di ricerca sul testo e sulle fonti, Rimbaud è tanto un atto d’amore nei confronti del più inafferrabile e maledetto dei poeti decadenti, quanto una prova del potere che l’intelligenza critica sa ancora esercitare. 


Allen Ginsberg 
Non finché vivo
 Poesie inedite 1942-1996 
In libreria dal 19 Gennaio

Per cinquant’anni – da quando era un ragazzo fino a pochi giorni prima di morire, nell’aprile del 1997 – Allen Ginsberg non ha mai smesso di scrivere. La sua opera è un unico, ininterrotto flusso d’inchiostro che scorre in opere come Urlo, Kaddish e La caduta dell’America, riversandosi con la stessa forza in una produzione intensa e fino a oggi introvabile, affidata a riviste, fogli di protesta, reading improvvisati e lettere ad amici come Kerouac e Snyder. Poesie scritte di giorno e di notte, a casa, a bordo di un aereo, in Cina o in Colorado, a Parigi o a Lima: Non finché vivo raccoglie per la prima volta questi testi, inediti in Italia, componendo un’autobiografia letteraria, un’intera vita in versi. Lo sguardo talmudico e beat, buddhista e whitmaniano di Ginsberg si posa con inquietudine sulle violenze della polizia e l’oppressione politica; si allarga sulle vastità dell’America con toni visionari; ripiega nei ricordi struggenti dell’infanzia nel New Jersey; resta ipnotizzato dalla fiamma della candela che lo accompagna nella veglia mentre il padre, appena morto, trascorre la prima notte nella sua «nuova eternità». Il suo profondo senso dell’amicizia nutre poesie come quelle in memoria di Carl Solomon, dedicatario di Urlo; la sua lingua proteiforme, ironica e allucinata precipita nell’angoscia dei paesaggi metropolitani o si fa rapire dalla sensualità di corpi che insieme si muovono, «invisibilmente sognando». A vent’anni dalla morte di Allen Ginsberg, il Saggiatore organizza eventi a lui dedicati in diverse città e propone questa raccolta inedita, testimonianza unica di uno dei maggiori poeti del Novecento, capace di vivere il proprio tempo e di trascenderlo in versi in cui la realtà finisce per deflagrare nell’incanto della materia, guidato dalla consapevolezza che «La luna nella goccia di rugiada è quella vera / La luna in cielo è illusione».


Alberto Cadioli
 Letterati editori 
Attività editoriale e modelli letterari nel Novecento
In libreria dal 19 Gennaio 


In questa edizione completamente rinnovata di Letterati editori – a un tempo saggio di storia della cultura letteraria e fortunata incursione teorica nei meccanismi dell’editoria – Alberto Cadioli ridefinisce la categoria del «letterato editore» da lui stesso coniata: homme de lettres a vario titolo impegnato in una casa editrice, il cui intervento può essere considerato da una parte la testimonianza della sua personalità artistica, dall’altra il segno della sua militanza, della volontà di incidere sul tempo in cui vive.
 All’inizio del secolo scorso, quando l’era del mecenatismo è ormai un lontano ricordo e l’intellettuale in crisi deve arrabattarsi per trovare nuovo status e nuovi mezzi di sostentamento, Papini e Prezzolini si danno all’editoria loro malgrado, esplorando la contraddizione tra missione e mercato col timore che le Muse della creatività vengano cacciate dalle Sirene dell’industria.
 A cavallo degli anni venti e trenta, invece, gli scrittori legati a Solaria fanno dell’editoria uno strumento di intervento nel mondo, un mezzo attraverso cui proporre un modello di cultura alternativo rispetto a quello diffuso dai programmi delle grandi case editrici. 
A Seconda guerra mondiale conclusa, la creazione della Biblioteca Universale Rizzoli su iniziativa di Luigi Rusca amplia il pubblico dei lettori e dà la possibilità di leggere a chi fino a quel momento non se l’è potuto permettere.
 A partire da un’ampia messe di dati, e con grande chiarezza ed efficacia espositiva, Letterati editori è una guida attraverso la letteratura del Novecento italiano, che mostra come i più grandi autori che il nostro paese abbia espresso – Elio Vittorini e Vittorio Sereni, Giacomo Debenedetti e Italo Calvino – siano stati forse ancora più grandi innovatori della cultura e della sensibilità poetica, ispiratori del cambiamento sociale e plasmatori dell’orizzonte nel quale ancora oggi ci muoviamo.

Intrecci edizioni

Come candele nella notte

 di Maurizio Roccato 

Come candele nella notte è il nuovo libro di Maurizio Roccato. Un giallo, scritto molto bene, da un autore che non è affatto un esordiente, al suo attivo ha già tre libri.
Il libro è uscito da circa un mese e abbiamo già un’ottima rassegna stampa, tanto che il libro sta andando letteralmente a ruba. Nelle prossime settimane l’autore sarà intervistato da Prima Radio e in diretta ci svelerà qualche retroscena della trama.
Il libro di Maurizio Roccato è stato fortemente voluto da un nostro redattore che è rimasto folgorato dalla sua scrittura, dalla trama e dai personaggi. Difatti tutta la redazione se ne è totalmente innamorata, tanto che grafico e correttrice di bozze sono stati completamente travolti da questo testo.
La verità è che il libro di Maurizio Roccato è scritto da un autore che sa fare questo mestiere e lo sa fare molto bene. Che ha studiato, che è stato affiancato da un editor per valorizzare il testo, il cui risultato è un’opera letteraria di livello.
Il mistero del libro è ambientato in un faro, sulle coste della Bretagna, la cui porta era chiusa dall’interno. Un vero e proprio intrigo in cui il lettore sarà completamente catturato dalla curiosità di sapere la verità e la conseguente soluzione del mistero. Una vera e propria sfida al lettore.
La storia narrata prende spunto da fatti realmente accaduti, che hanno quindi un fondamento storico; tanto che il libro è arricchito dalla prefazione di Louis Cozan, il Vecchio guardiano dei fari di La Teignouse e Grands Cardinaux nel mar d’Iroise che lo rendo completo e allo stesso tempo unico nel suo genere.
Una lettura coinvolgente, matura e appassionante adatta agli amanti del genere giallo e non.

Harper Collins

Scia di sangue