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mercoledì 11 gennaio 2017

Recensione di "La guerra dei nostri nonni" di Aldo Cazzullo

La guerra dei nostri nonni
1915-1918: Storie di uomini, donne, famiglie
di Aldo Cazzullo

Formato: Brossura
Genere: Storico
Editore: Mondadori           
Pagine: 248

Giudizio sintetico








La Grande Guerra non ha eroi. I protagonisti non sono re, imperatori, generali. Sono fanti contadini: i nostri nonni. Aldo Cazzullo racconta il conflitto '15-18 sul fronte italiano, alternando storie di uomini e di donne: le storie delle nostre famiglie. Perché la guerra è l'inizio della libertà per le donne, che dimostrano di poter fare le stesse cose degli uomini: lavorare in fabbrica, guidare i tram, laurearsi, insegnare. Le vicende di crocerossine, prostitute, portatrici, spie, inviate di guerra, persino soldatesse in incognito, incrociano quelle di alpini, arditi, prigionieri, poeti in armi, grandi personaggi e altri sconosciuti. Attraverso lettere, diari di guerra, testimonianze anche inedite, "La guerra dei nostri nonni" conduce nell'abisso del dolore. Ma sia le testimonianze di una sofferenza che oggi non riusciamo neppure a immaginare, sia le tante storie a lieto fine, come quelle raccolte dall'autore su Facebook, restituiscono la stessa idea di fondo: la Grande Guerra fu la prima sfida dell'Italia unita; e fu vinta. L'Italia poteva essere spazzata via; dimostrò di non essere più "un nome geografico", ma una nazione. Questo non toglie nulla alle gravissime responsabilità, che il libro denuncia con forza, di politici, generali, affaristi, intellettuali, a cominciare da D'Annunzio, che trascinarono il Paese nel grande massacro. Ma può aiutarci a ricordare chi erano i nostri nonni, di quale forza morale furono capaci, e quale patrimonio portiamo dentro di noi.


Recensione:
Sono sempre stata appassionata di storia, cioè sempre no, ovviamente questa passione ha avuto inizio in parallelo con la fine delle superiori, quando ormai a nessuno importava che leggessi pagine e manuali sulla storia del 900.
Da allora, sono passati quasi dieci anni, leggo e rileggo libri che trattano questo secolo, che siano romanzi storici come la Trilogia del secolo di Ken Follett, manuali scolastici o libri che trattano l'argomento meno da accademia e più "terra-terra", biografie, libri che raccolgono storie e testimonianze.
Questo libro mi è stato regalato per il compleanno a Maggio 2016 e, in un periodo dove ho notevolmente allargato i miei orizzonti letterari, non ho avuto subito modo di leggere le pagine di Cazzullo.
Iniziato il 2017 ho spolverato la mensola della storia decidendo di iniziare da ciò che da sempre mi appassiona, ed eccomi qua....a scrivere di un libro che non è un manuale ma un insieme di racconti che fanno toccare con mano la vita di soldati coraggiosi, donne, mutilati, bambini, civili e tanti altri.
Da quelli più conosciuti a quelli che ignoravo totalmente, questo libro è un accorpamento di vissuti dal 1915 al 1918 di persone che si sono trovate ad essere protagoniste di una guerra che, per la prima volta, ha visto la nostra nazione unita contro il nemico di sempre.
Non un libro per appassionati di storia (anche!), ma una raccolta di testimonianze che avvicinano ad un argomento, spesso dimenticato, che ha visto i nostri nonni protagonisti di sofferenze, cambiamenti e grandi dimostrazioni di coraggio.

La storia, più o meno la conosciamo tutti:
Nel 1914 le grandi potenze Europee furono protagoniste di  un boom industriale che aveva portato ad una corsa agli armamenti e a tensioni con i "Vicini di casa".
A disposizione delle nazioni c'erano armi nuove, micidiali e soldati pronti a rivendicare torti subiti (tra Francia e Germania non correva buon sangue dopo la cessione di Alsazia e Lorenza alla nazione tedesca a seguito della sconfitta nella guerra franco-prussiana del 1870-71.)
Francia e Inghilterra volevano fermare le mire espansionistiche di uno stato, la Germania, che continuava a crescere e a svilupparsi.
La Russia e l'Austria volevano, dal canto loro, risolvere a cazzotti problemi di politica estera incentrate su mire espansionistiche.
Il 28 Giugno del 1914 ben noto è l'attentato di Sarajevo, l'Austria che accusa i Serbi di complotto, le carte che si mescolano velocemente, si puntano i cannoni e il gioco è fatto, i tre cugini (il kaiser Guglielmo, lo zar Nicola II e Re Giorgio cugini primi e nipoti della regina Vittoria) dimenticano i legami di sangue e cominciano a spararsi, anzi a mandare al macello migliaia di soldati che ne avrebbero volentieri fatto a meno... e noi?
L'Italia era divisa tra interventisti, neutrali e chi non ne voleva sapere di entrare in guerra.
Oltre a grandi manifestazioni degli interventisti, che rimanevano in minoranza, il bel paese era ancora occupato dagli Austriaci a Trento e Trieste, e  importavamo il 90% del carbone dall'Inghilterra.
Quindi il passo è stato breve dal "non interveniamo" al "dichiariamo guerra all'Austria" a seguito di patti segreti firmati a Londra.
Il fronte italiano andava dalla zona del Garda a Gorizia, attraversando importanti zone montane come l'altopiano di Asiago, il Cadore, la Carnia e tanti altri.
La guerra Italiana fu soprattutto una guerra di montagna e di trincea, dove le altitudini, il freddo, i metodi da "macellai" dei generali, le malattie e forse in ultimo le armi, costarono qualcosa come 250.000 uomini soltanto nel primo anno di conflitto tra morti, dispersi e feriti.

Ma torniamo al libro di Aldo Cazzullo.
In questo clima brevemente descritto, tra le milioni di storie che si potrebbero raccontare, i retroscena di questa guerra vengono raccontati, come in un diario, ponendo l'attenzione sul vissuto della singola persona, come se a raccontarlo fosse veramente un nostro nonno.
Alternando storie di uomini e di donne (non dimentichiamo che con gli uomini al fronte le donne li sostituirono in tutte le mansioni), Cazzullo riporta all'attenzione testimonianze che danno una chiara fotografia di ciò che fu.
I protagonisti spesso sono soldati che raccontano del fronte, dell'incapacità di chi doveva guidare e invece era il primo nemico da combattere, del coraggio e delle sofferenze.
Ma in questo libro c'è molto di più.
Si parla anche di donne, dalle crocerossine, che prima erano solo aristocratiche, alle prostitute nei "casini di guerra", alle abitudini maschili che diventano anche femminili.
Il fumo, il lavoro nelle fabbriche, il circolo (in questi anni Coco Chanel studia la moda maschile rendendola femminile), rendono forti e indipendenti le donne rimaste, spesso sole, a casa.
Troviamo interessanti capitoli su assalti, decimazioni, gli Arditi, i mutilati e i "matti di guerra" e, fecero il loro lavoro egregiamente, anche i cani da guerra.
In questi capitoli, le testimonianze di uomini comuni arricchiscono il racconto di dettagli che rendono unico e prezioso lo scritto.
Storie di uomini sconosciuti come Sante Tombolini o Alessandro Ruffini che non vengono segnalati dai libri di scuola ma che hanno dato un contributo unico alla storia del nostro paese, come tanti altri che, nascosti da nomi di Generali immeritatamente ricordati, sono stati dimenticati dai molti.
Ci sono state donne che arricchiscono storie di uomini coraggiosi o che, nella loro unicità, raccontano di singole coraggiose che di "sesso debole" avevano ben poco.
Ne sono un esempio Luisa Zeni, la Mata Hari italiana, Maria Bergamas, la madre che scelse la salma di colui che riposa all'altare della patria, il milite ignoto e Virginia Tranquillini, classe 1901, morta a 14 anni in uno dei campi di prigionia dove gli austriaci deportarono 80.000 trentini.
Ci sono storie di personaggi, all'epoca sconosciuti, che avrebbero segnato il futuro delle vite dei nostri nonni, come Hitler, Mussolini, il futuro Papa Roncalli e quei poeti che hanno impresso con i loro scritti, le atrocità della guerra nella memoria letteraria italiana e mondiale.
Il libro si chiude con tantissime testimonianze raccolte da Cazzullo su Facebook, di nonni e parenti di amici, perchè se andiamo a cercare, a scavare o proviamo anche solo a chiedere, ogni famiglia e ognuno di noi, avrà sicuramente qualcosa da dire, di eroici nonni o parenti che, nel silenzio della storia, hanno cambiato gli avvenimenti, che si sono piegati ma mai spezzati, che hanno saputo rialzare la testa, vivere e sopravvivere nella sofferenza e che hanno disegnato il nostro tranquillo futuro, magari sopravvivendo solo grazie al ricordo della famiglia e della loro casa lontana.
Persone, anzi eroi, che hanno fatto la storia, ma che la storia ha dimenticato.
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Aldo Cazzullo
Giornalista italiano. Dopo quindici anni a "La Stampa" di Torino, dal 2003 è inviato speciale ed editorialista del "Corriere della Sera". Ha raccontato le Olimpiadi di Atene e di Pechino, gli attentati dell'11 settembre, il G8 di Genova, gli omicidi di Massimo D'Antona e Marco Biagi ad opera delle Brigate Rosse.
Tra i suoi libri, pubblicati da Mondadori e incentrati in gran parte sul tema dell'identità nazionale, ricordiamo: Ragazzi di via Po (1997), I ragazzi che volevano fare la rivoluzione (1998), Il caso Sofri (2004), I grandi vecchi (2006), Outlet Italia. Viaggio nel paese in svendita (2007), L'Italia de noantri. Come siamo diventati tutti meridionali (2009), Viva l'Italia! Risorgimento e Resistenza: perché dobbiamo essere orgogliosi della nostra nazione (2010), La mia anima è ovunque tu sia (2011), L'Italia s'è ridesta. Viaggio nel paese che resiste e rinasce (2012), Basta piangere! Storie di un'Italia che non si lamentava (2013) e La guerra dei nostri nonni (2014).
Ricordiamo anche I torinesi da Cavour a oggi, edito nel 2004 per Laterza, e Le donne erediteranno la terra (Mondadori 2016).


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Bosco di Courton luglio 1918 
Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie

Giuseppe Ungaretti

lunedì 9 gennaio 2017

Recensione "FanteCavalloeRe" di Luisa Menziani

FanteCavalloeRe
di Luisa Menziani

Formato: Brossura
Editore: Edizioni ArteStampa          
Pagine: 171






All’inizio c’è solo un personaggio che fugge da un romanzo immaginato per entrare in un romanzo in carne e ossa, in sella alla sua bicicletta. Sembra un gioco, anzi è un gioco, e forse proprio per questo FanteCavalloeRe ha tanto da dirci, del nostro tempo, di noi, del nostro dentro e del nostro fuori, della nostra vita che non ne vuole mai sapere di fermarsi un istante, di deviare, di inseguire una rima o un abbaglio, di ascoltare, di invertire e sovvertire le gerarchie, le rotte, di afferrare un sorriso a tutti i costi, per i piedi o per i capelli, il sorriso buono per farci guardare avanti, per farci andare avanti.
Luisa Menziani ci accompagna in una passeggiata nella realtà, a polmoni pieni, attraverso i massimi e i minimi sistemi del vivere quotidiano – l’Amore, l’amicizia, la coda al supermercato – e pedalando e pedalando si lascia dietro una scia della sua polvere magica, l’UndueTrefanteCavalloeRe che è un potente richiamo stregonesco, formula alchemica che converte la banalità in epifania, che resuscita le metafore morte e le morte illusioni, e tutto indistintamente richiama alla vita, all’irrinunciabile saggezza dell’attimo.




Recensione:
Ogni giorno, felici o meno, ci perdiamo nella routine delle giornate.
Una routine che, come una segretaria, organizza e gestisce lo scandire del nostro tempo, decide quando inserire del tempo libero, se oggi riusciremo a fare quel giro in libreria che tanto aspettiamo di fare o vedere quell'amica con cui si rimanda continuamente il caffè.
Ma nell'attraversare il conosciuto e ordinato quotidiano spesso ci si imbatte in piccoli imprevisti a cui non diamo peso e importanza ma che possono, se decidiamo di ascoltare l'attimo, donarci piccole gioie che mettono brio e deviano dal monotono scandire del tempo.
"FanteCavalloeRe" è un diario di vita prima ancora che un romanzo, uno scritto che rende unica e variegata la routine dando valore ai singoli avvenimenti e riuscendo, tra le mille difficoltà quotidiane, a trovare della magia in ogni cosa anche semplicemente uscendo dalla città per una pedalata in bicicletta.
Vivere il quotidiano apprezzandone il contenuto come una fiaba, con tanto di formula magica ed entusiasmo per ciò che ci circonda. come in un mondo fatato.

UndueTrefanteCavalloeRe. Quello che mi passa per la testa , come una filastrocca di festa e di testa che salta la finestra e rotola qua e là… Tra dentro e fuori, sogno e realtà.
La protagonista di questo racconto ci narra, attraverso lo scorrere della vita e degli incontri, la semplicità dell'essere e le complicazioni dell'esserci e del vivere.
Accompagnata dagli amici di sempre, Simonetta "Pennello" e Jack, ci si tuffa nello scorrere di avvenimenti della vita, riflessioni che tutti almeno una volta ci siamo trovati a fare, imprevisti, viaggi e amore!
Non ci sono cavalieri e principesse, ma successi, dubbi e accadimenti di persone che sfiorano talmente le corde delle vite del lettore, appassionando al pari di romanzi dove le storie sono talmente articolate da nascondere la bellezza dei personaggi.
In "FanteCavalloeRe", Luisa Menziani, ci racconta la bellezza della vita con la polvere magica delle fiabe, dando nomi simpatici e allegri a personaggi e luoghi, lasciando che la protagonista si perda con la sua bicicletta nella bellezza della natura, incontrando ogni giorno la sua auto "Lucilla" come un'amica e facendosi guidare dall'airone cicerino nella scalata all'ignoto del futuro.
Perchè ogni certezza dell'oggi può vacillare se attraversata da incontri improvvisi o da persone legate al passato che ritornano.
Pedalare attraverso i sentieri del quotidiano e della vita, affrontare i cambiamenti che in un anno modellano e modificano le giornate della protagonista e dei suoi amici, del modo di essere e di ciò che li circonda, senza rinunciare alla bellezza di intimi attimi con noi stessi, magari in  sella al nostro cavallo-bici.
La conclusione del romanzo lascia aperta una porta che incuriosisce e rende viva la voglia di scoprire quali tasselli del puzzle sono stati sistemati nel grande gioco del quotidiano.

Questo romanzo è una piccola opera d'arte da custodire in libreria, per il contenuto, per l'elogio all'apprezzare la semplicità di riflessioni e piccoli avvenimenti che colorano le nostre giornate, la creatività con cui la protagonista ci da indicazioni su schizzi che accompagnano le sue riflessioni.
Ma ciò che rende questo romanzo un'opera da guardare e apprezzare ancora di più, sono gli acquerelli di Giuliano Della Casa che danno vivacità e colore ad un'opera già piena di sfumature e magia.

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Luisa Menziani dopo la maturità classica ha conseguito la Laurea in Lettere Moderne presso  l' Università di Bologna con una tesi sui Disegni di figura del cinquecento modenese.
Vive a Modena dove attualmente insegna Lettere presso il Liceo scientifico Wiligelmo.

Giuliano Della Casa: (Modena, 1942) E' raffinato pittore e ceramista. I suoi acquerelli sono nei più importanti musei del mondo. Dopo la formazione presso l’Istituto Venturi di Modena e le Belle Arti di Bologna, decisivo per la sua evoluzione artistica è l’incontro con Adriano Spatola. Caratteristica della sua ricerca sperimentale oltre i confini delle singole arti è, insieme alla cura sapiente delle opere realizzate “a quattro mani” con alcuni dei maggiori poeti contemporanei, l’attività di editore, concretizzata con i preziosi Telai del Bernini acquisiti nel 1988 dal Paul Getty Museum di Malibù.

Fonte: artestampaweb.it
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Perché è una filastrocca e scorre via, agile e allegra come una pedalata in bicicletta, perché sorride, ci prova almeno. Perché ha un senso, due tre o forse nessuno. perché è magia, come la vita.



lunedì 28 novembre 2016

Recensione "Il segno della Croce" di Glenn Cooper


Il segno della croce
Glenn Cooper

Editore: Editrice Nord
Genere: Romanzo storico
  
Formato: 
Brossura Pagine: 406
Giudizio sintetico







Intorno a loro, si apre l’infinito deserto di ghiaccio e vento dell’Antartide. Dopo ore di faticoso cammino, il gruppo di uomini raggiunge il punto segnato sulla mappa. E lo individuano: l’ingresso di una caverna scavata decenni prima da chi li ha preceduti in quel continente disabitato. Quando entrano, in religioso silenzio, si trovano davanti un museo ideato per conservare reperti che il mondo crede perduti per sempre. Ma quegli uomini sono arrivati lì per due oggetti soltanto. E adesso li stringono tra le mani. Ne manca ancora uno, poi l’alba di una nuova era sorgerà sul mondo. 

In un piccolo paese dell’Abruzzo, un giovane sacerdote si alza dal letto. Il dolore è lancinante. La fasciatura intorno ai polsi è intrisa di sangue. Con cautela, il prete scioglie le bende. Le sue suppliche non sono state esaudite, le piaghe sono ancora aperte. Il sacerdote chiude gli occhi e inizia a pregare. Prega che gli sia risparmiata quella sofferenza. Che gli sia data la forza di superare quella prova. E che nessuno venga mai a conoscenza del suo segreto.

Una ricerca iniziata quasi 2000 anni fa e giunta solo oggi a compimento. Un’ossessione sopravvissuta alla guerra che segnerà il destino di tutti noi. Una storia la cui parola «fine» sarà scritta col sangue…

Questo romanzo è un invito. Un invito a vivere un’avventura appassionante, ricca di mistero e svolte inaspettate. Ma anche un invito a esplorare l’indistinta linea di confine che separa Storia, religione e scienza, un territorio ambiguo e affascinante che Glenn Cooper ci ha fatto conoscere – e amare – fin dai tempi del suo fortunatissimo esordio narrativo, La Biblioteca dei Morti.


Recensione:
Era il 2011, avevo 23 anni e dovevo trovare un libro che mi facesse compagnia nel mio primo, eccitante viaggio oltre oceano, negli Stati Uniti.
Una mattinata passata a cercare in numerose librerie senza esiti e poi, eccolo là, "La biblioteca dei morti" di Glenn Cooper.
Non ero una lettrice da 6 libri al mese come ora, e forse proprio quel libro ha fatto la differenza e mi ha portata a leggere di più, soprattutto dopo aver scoperto che la mia migliore amica aveva trovato in quel libro lo stesso filo geniale di storia e salti temporali.
Da allora, Glenn Cooper non ha solo una sua sezione nella mia libreria, ma ha anche il privilegio di essere l'unico autore per cui ordino i libri ancora prima dell'uscita!
E' vero che, facendo il botto con il primo romanzo scritto, gli altri sono sempre stati una corsa all'apice raggiunto dalla "biblioteca dei morti", ma a me Glenn Cooper piace, e quindi, anche quesra volta, ho preso e divorato il libro in ben tre giorni!

Un dettaglio non trascurabile è che sono un amante della storia del '900, quindi unire Glenn Cooper ad un qualcosa che richiama un periodo storico che mi stuzzica da sempre, è stato per me un richiamo troppo forte da trascurare e quindi la curiosità era più alta e forte del solito.

La storia si apre in Palestina nel 327 d.c. durante la ricerca di alcune reliquie legate alla crocifissione di Cristo, commissionate e seguite dalla mamma di Costantino il Grande, Flavia Giulia Elena Augusta.
Nel classico stile di Glenn Cooper, si torna poi al presente con il giovane prete, Giovanni Berardino che, in Abruzzo, deve fare i conti con un'improvvisa celebrità e la devozione nazionale dovuta alla comparsa delle stigmate sui palmi delle mani.

Cal Donovan, professore di Cambridge, viene convocato dal Vaticano, per svolgere un indagine sul prete stigmatizzato, vista la sua "giusta prospettiva" storica e teologica.
Cal parte per l'Italia e inizia la sua indagine che lo porta a vivere in prima persona situazioni surreali, incontrare personaggi enigmatici e cercare una verità che metterà a rischio la sua stessa persona.
Infatti, una misteriosa organizzazione che ha avuto origine agli albori del nazismo, sta cercando le famose reliquie di Cristo, una ricerca iniziata nel 1973 in Antartide e non ancora conclusa.
Questa ricerca si intreccerà con la storia e l'improvvisa comparsa delle stigmate a Don Giovanni Berardino in un viaggio a Dubrovnik, in Croazia, e Cal Donovan, da professore si troverà ad affrontare personaggi malvagi con progetti spaventosi legati ad un passato che non può tornare ad essere presente.

Questo nuovo romanzo di Glenn Cooper non ha assolutamente deluso le mie aspettative.
E' coinvolgente e la storia riesce ad intrigare e sorprendere al pari di tante avventure di agenti segreti coinvolti in qualche missione internazionale.
Cooper è uno Scrittore, perchè riesce ad unire personaggi immaginari con personaggi storici perfettamente caratterizzati, Himmler, per esempio sembra proprio di vederlo con i suoi occhialetti e lo sguardo terrificante dietro la sua scrivania ad impartire ordini.
I flashback, classico dello stile di Cooper, sono sempre creati in modo magistrale e colmi di dettagli che permettono di vivere l'epoca senza difficoltà, e che uniscono i personaggi e le vicende con un filo conduttore che non è mai sporcato da minimi errori.
Come sempre, Glenn ci regala un romanzo che parte lentamente e che caratterizza molto i luoghi e i personaggi, si svolge con colpi di scena mai banali, finendo in pagine adrenaliniche che si leggono a fiume e si gustano fino in fondo.
Tutte le tessere del puzzle alla fine del romanzo prendono posto, i salti nel tempo uniscono presente e passato completando un quadro che non ha sfumature che stonino con il resto dei colori che Cooper dà all'intera storia.

Se dovessi trovare un piccolo difetto a questo romanzo è che all'inizio, sembra di avere a che fare con un personaggio già visto...il professore esperto che viene chiamato dal Vaticano per un problemino, e da professore si trasforma in eroe coraggioso e con in mano il destino di molte persone....avete pensato a qualcosa in particolare??

Superato questo piccolo dettaglio, il romanzo è davvero avvolgente, veloce e intrigante, con personaggi reali o frutto di fantasia che si uniscono perfettamente a luoghi conosciuti e amati, leggende che da sempre stuzzicano la fantasia e un filo conduttore che porta il lettore all'interno della storia e di tutte le storie che Glenn Cooper unisce con il suo stile che non stanca mai!
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Glenn Cooper: È uno straordinario caso di self-made man. 
Dopo essersi laureato con il massimo dei voti in Archeologia a Harvard, ha scelto di conseguire un dottorato in Medicina. 
Oggi è presidente e amministratore delegato della più importante industria di biotecnologie del Massachusetts ma, a dimostrazione della sua versatilità, è anche sceneggiatore e produttore cinematografico. 
La biblioteca dei morti è il suo primo romanzo, venduto in 22 Paesi e salutato dal Bookseller come «il debutto più atteso del 2009».
 Del 2010 è Il libro delle anime (Nord).
Segue la pubblicazione nel 2011 (sempre per Nord editrice) di La mappa del destino.
Cooper è così a pieno titolo entrato in quella che definisce "la terza fase" della sua vita, come lui stesso dichiara nella biografia che appare sul suo sito ufficiale.
Il marchio del diavolo (Nord) è del 2011, mentre nel 2012 la stessa casa editrice pubblica in anteprima mondiale L'ultimo giorno; nello stesso anno esce I custodi della biblioteca. Nel 2014 esce il primo volume di una trilogia, Dannati, seguito da La porta delle tenebre. Dannati (2015), L'invasione delle tenebre. Dannati (2015), e poi da Il segno della croce (2016), tutti per le edizioni Nord.
Fonte: ibs.it

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"Si potrebbe pensare che questi parassiti si siano estinti, invece sono piuttosto resistenti, proprio come gli scarafaggi. A ogni modo, parlatemi di quel simbolo delle SS che state cercando di identificare"