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martedì 20 giugno 2017

Recensione "Imperfette Sintonie" di Klara Kucerova

Imperfette sintonie
Klara Kucerova

Formato: Brossura
Genere: Romanzo di Approfondimento     
Pagine: 218
Editore: Bonfirraro Editore


Giudizio sintetico


Recensire questo romanzo non è semplice, non è provare a trasferire una sensazione, una toccante storia o concetti che segnano.
Questo romanzo ci racconta, attraverso la storia di una scrittrice, l'evento e il momento più drammatico dello sport italiano.

Come molti di voi ricorderanno, durante gli "scontri di Catania" il 2 Febbrario 2007, Filippo Raciti, quarant'anni, venne ucciso in quella che è stata considerata una vera e propria guerriglia urbana, uno scontro tra le forze dell'ordine e circa 250 ultras.
Dopo un'ora di agonia e a seguito della rottura del fegato da parte di un corpo contundente, Filippo Raciti si è addormentato per sempre... ma chi e cosa hanno ucciso Filippo Raciti?

Dell'omicidio dell'ispettore capo della Polizia Filippo Raciti, è stato accusato e condannato Antonio Speziale, all'epoca dei fatti minorenne, che sta scontando la sua pena per Omicidio Preterintenzionale, e Daniele Micale, ultras catanese.

Molti Punti oscuri però contornano la vicenda e arricchiscono un processo che ha portato alla condanna di Antonio Speziale, ma su cui rimane una velatura e una patina di domande a cui nessuno è riuscito, finora, a dare una risposta.

In questo romanzo una scrittrice in erba giunge dalla Germania in Italia, spinta dal fratello e dagli ultras tedeschi, per occuparsi di questo caso, incaricata di scrivere un libro sulla vicenda.
Insieme all'avvocato Darlè, esperto e difensore del condannato, Lella Bauer tenterà di ricostruire i fatti accaduti allo stadio Massimino a seguito della partita Catania - Palermo, e tenterà di porre sotto i riflettori le tante incongruenze che hanno portato alla condanna di Speziale.
Convinta dalla testimonianza del fratello, presente al momento dei fatti e quindi testimone oculare della vicenda, Lella carica di pregiudizi nei confronti dell'Italia ma determinata a portare a termine la sua missione, in due riprese, e senza colpi di scena degni di un romanzo, prenderà a cuore la vicenda (e non solo) immergendosi completamente.

Dare un giudizio a questo scritto non è semplice, da un lato si mette in luce una vicenda passata, per alcuni forse dimenticata, che invece merita di essere analizzata e riportata alla luce, da un lato abbiamo la storia di Lella Bauer e l'analisi completa della vicenda attraverso gli occhi di questa scrittrice.
Dal punto di vista del romanzo, mi sento di dire che non è facile seguire e incanalare tutte le informazioni che si ricevono, per esempio, dall'analisi dell'arringa e delle fasi processuali, l'attenzione nella lettura in alcuni punti è un vero e proprio studio piuttosto che puro piacere.
La protagonista è a tratti insopportabile, razzista, altezzosa e saccente, non entra nel cuore del lettore, non lo sfiora minimamente.
Vorrei poter dare due giudizi separati, poter scorporare la vicenda dallo scritto, ma non è possibile.
Credo che la lettura di questo romanzo sia ottima per chi vuole "studiare" il Caso Speziale in modo diverso, narrato, raccontato e arricchito.
L'intera vicenda invece trovo sia giusto conoscerla, analizzare i punti oscuri e tentare di avere una visione aperta e a 360 gradi dell'accaduto, così che possa essere riaperto un caso in cui le domande sono troppe e le risposte confuse e non chiarificanti.
Apprezzo molto il lavoro dell'avvocato difensore di Antonino Speziale, Giuseppe Lipera, che combatte da anni per provare a far approfondire dalla giustizia un caso poco chiaro, e merito va dato a Bonfirraro Editore che ha deciso di pubblicare questo libro che, a prescindere dal giudizio e dal gusto personale del lettore, pone i riflettori su una questione toccante quanto drammatica.

Nella conclusione però mi sento di dire che la giustizia è giusto che metta in luce e non in ombra ciò che è stato e cerchi di dare le risposte a tutte le questioni ancora aperte e irrisolte, ma ciò che non dobbiamo dimenticare mai è che un uomo, Filippo Raciti, è morto mentre lavorava, mentre compiva il suo dovere, la sua missione, per scontri provocati da ciò che riteniamo un gioco.
Una vittima ingiusta, che non va dimenticata e che, come lo ha definito l'AD del Catania Calcio nel decennale dalla sua scomparsa commemorato quest'anno,
Filippo è un esempio che vive nel tempoL'amore per la legalità che ha sempre affermato e difeso, spendendosi con generosità e valore, è un patrimonio che abbiamo il dovere di custodire, perché nella legalità è la vera speranzaQuesto sport, che piace così tanto, non genera violenza, ma è spesso vittima della stessa: il calcio chiede di essere protetto dalla delinquenza e dagli eccessi."

mercoledì 3 maggio 2017

Recensione de "La ragnatela del potere" di Jim Tatano

La ragnatela del potere
Jim Tatano

Formato: Brossura
Genere: Giallo
Editore: Bonfirraro editore        
Pagine: 180


Giudizio sintetico

Roma, città eterna, dove la storia passata torna prepotentemente in scena quando Davide decide di indagare sulla misteriosa eredità lasciata dal nonno, semplice bibliotecario siciliano dalla vita umile.

Proprio a Roma, intanto, una serie di delitti e un pericoloso assassino spaventano gli abitanti.
Omicidi che sembrano non avere connessione, un amico che intesse collegamenti come in una ragnatela, una donna misteriosa bisognosa di ospitalità e tasselli che prendono posto in una storia avvincente dove passato e presente si uniscono al pericolo e al mistero.

Il ritrovo quotidiano al Bar dove, con semplici ma importanti rivelazioni, La Tierre, anziano uomo dal fare ambiguo, rivela informazioni che escono da segrete fonti non rivelabili.
Personaggi e cornici pericolose, degne di film d'azione di primo livello, catapultano e coinvolgono il lettore in un intricato viaggio nella favolosa Roma, dove sparizioni nel passato, durante la Seconda Guerra Mondiale, si intersecano con i recenti omicidi.
Vittime diverse, per estrazione sociale e lavoro, sembrano non centrare nulla con la vita di Davide, fino ad avvenimenti inspiegabili e personali che porteranno il giovane in prima linea nella risoluzione del caso e nella scoperta di verità eccezionali sul passato del nonno e sul suo presente.

Un libro davvero bello, una storia rischiosa per i tanti collegamenti storici e gli enigmi posti e risolti, che riesce e sorprende, mai scontata e coinvolgente fino all'ultima riga.
Mistero e storia si fondono in intrecci che ricordano lo stile di Dan Brown ma che sono diversi e ricchi di spunti unici, risultato di attenti ed evidenti studi dell'autore che sa destreggiarsi in una stesura per nulla semplice.

Il fascino di una città che crediamo di conoscere ma che nasconde piccoli gioielli carichi di fascino che arricchiscono la storia.
Un giallo ricco di interrogativi, una corsa nel difficile cammino della risoluzione dei misteri.
Un romanzo che si legge velocemente per la curiosità che rimane viva in ogni singola pagina: consigliato!!

Jim Tatano vive a Villalba in Sicilia è uno scrittore, saggista, conduttore radiofonico, blogger e giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti di Sicilia. Co-fondatore della rivista culturale Kairos, ha collaborato inoltre con diverse testate giornalistiche.
Ha condotto per Radio Gemini il programma Ospite d'eccezione.
Appassionato di storia locale, mitologia greco-romana, simbologia massonica, musica Rock e Blues, e molto altro.Tra le sue pubblicazioni Il Magico Giardino (2009), Il Mito della Lanterna (2012) e I dieci anni del Ciliegio (2013).


giovedì 27 aprile 2017

Recensione "Lo scarabocchio" di Cinzia Nazzareno

Lo scarabocchio
Cinzia Nazzareno

Formato: Brossura
Genere: Romanzo
Editore: Bonfirraro         
Pagine: 237

Olmo è un piccolo borgo della Sicilia degli anni ’70. È qui che vive la famiglia, apparentemente felice, di Filippo Aletta. Soltanto l’ultimogenito, lo strano e tormentato Gianni detto “Genny”, desta alcune preoccupazioni.
Quando una notte, nel fienile, il padre lo scorge in atteggiamenti equivoci con lo sgorbio del villaggio, prende coscienza con amarezza della sua vera identità sessuale di donna intrappolata nel corpo di un ragazzo e, in preda a una crisi di nervi, lo caccia da casa e gli intima l’immediato trasferimento a Roma. È lì che l’ingenuo Genny spera di incontrare il vero amore…
Con una struttura a cornice che apre, pervade e chiude il racconto e che ne rivelerà il messaggio più profondo, la storia è il crudele affresco di una società cieca e bigotta, pervasa da infiniti pregiudizi nei confronti della “diversità”, e prosegue con travolgenti colpi di scena, fino a giungere a uno struggente finale mozzafiato.





"...Lui avrebbe preso i colori più belli, la tela più grande e usando la fantasia più sfrenata avrebbe dipinto il suo mondo esattamente come voleva che fosse, diversamente e tutto al contrario rispetto a come gli altri volevano che lo vivesse"
Giudizio Sintetico


In questo romanzo Cinzia Nazzareno ci fa vivere, attraverso la storia narrata da nonna Camilla e da Mila, la struggente ricerca di amore e serenità di Gianni "Genny", nato uomo ma da sempre consapevole di essere uno scherzo della natura, un torto fatto per una ragione sconosciuta.


Camilla, nonna ottantenne con qualche problema di salute, si confida con la nipote Albina, la quale deve presentare la tesi al professore dell'università, con una storia "diversa" che unisca interesse e nazione, una storia che spicchi tra le tante.
Proprio in questo contesto Albina, trova nella nonna la narratrice perfetta, custode di una storia che le tocca l'anima e che, attraverso dettagli sempre più profondi, tracciano una linea sottile che unisce la vita di Genny alla vita di tante persone del borgo, spettatori silenziosi e complici omertosi di un drammatico epilogo.
Una storia che parte da lontano, dall'incontro dei genitori di Genny, del lavoro presso Don Carmine del padre Filippo e delle maternità di mamma Caterina.
Tre figli maschi, una femmina, Mila, e l'ultimo figlio, nato tra sogni ricorrenti che preannunciano una vita travagliata, segnata da una "diversità" che, per vergogna e onore, non può essere accettata.


Si intrecciano così le vite dei familiari, degli abitanti del borgo, di signori lontani e di scelte sbagliate.
Genny, essere speciale che non si vergogna dell'attrazione che ha per gli uomini e per le sensazioni intime di sentirsi donna.
Genny che non nasconde, che si confida con la sorella Mila e che si culla tra le braccia della mamma, non abbastanza forte da evitare le scelte drammatiche del marito.




Una storia che si divide tra Napoli, la Sicilia e Roma, una ricerca di se stessi e di amore che passa anche attraverso scelte sbagliate, drammatiche conseguenze di fiducia riposta nelle persone che non lo meritano. Paesi ancora troppo chiusi nella mentalità, dove l'onore vale più di un figlio e dell'affetto. Un libro prezioso, dove riflessioni e lacrime si uniscono alla speranza, un romanzo custode di un messaggio che, a prescindere dal tempo, fermo come in una posa artistica, non lascia indifferenti ma coinvolge e ci fa prendere Genny per mano.





Si sente la mancanza di fasce temporali precise, ci si aiuta con alcuni dettagli ma con difficoltà.
Una lettura scorrevole, ricca di riflessioni e di dialoghi, alcuni con un linguaggio troppo formale per l'intimità tra le persone, ma comunque completo, elegante e ben strutturato.


I temi affrontati sono attuali, capaci di far riflettere nella forma e nel contenuto, la semplicità e il tatto con cui, Cinzia Nazzareno scrive, aiuta a cogliere la singola tratteggiatura di un'anima fragile, che può essere esempio di realtà a noi vicine.


La narrazione, presentata come racconto, incuriosisce e aiuta ad arrivare velocemente alla fine, la voglia di conoscere l'epilogo e la speranza che non sia come si intuisce dalle parole dell'espositore, tengono la storia viva dalla prima all'ultima pagina!




"Scarabocchio" è un appellativo, una parola forte che, anche con il passare del tempo, viene utilizzata per ferire un'anima fragile. Una storia che viene narrata e, che diventa un po' nostra, ci aiuta a riflettere e ci invita a meditare su noi stessi e sulla superficialità che circonda il nostro mondo e la nostra società che si crede "moderna".



Cinzia Nazzareno è laureata in Scienze Politiche e specializzata in Didattica del Sostegno. Dopo aver peregrinato in giro per l’Italia, attualmente insegna a Niscemi, dove vive con la sua famiglia. Nei suoi scritti il paese d’origine, dove ama rifugiarsi per concentrare i suoi pensieri, è divenuto Olmo, luogo di ispirazione per tante storie. Lettrice bulimica, risente dell’influenza delle grandi scrittrici siciliane - Simonetta Agnello Hornby, Giuseppina Torregrossa, Emanuela Ersilia Abbadessa - che portano sulla carta profumi e sapori dell’isola.
Il suo debutto letterario è legato a “Il sole in fondo al cuore”, romanzo d’esordio salutato da lusinghieri consensi della critica e dei lettori proprio per la sua impronta femminista e intimista.
“Lo scarabocchio” è la seconda prova d’autore.