venerdì 3 marzo 2017

Segnalazione Libri da Leggere: "Bracbah: il ritorno dei demoni" di Daniele Donisi

Bracbah: il ritorno dei demoni
di Donisi Daniele


AUTORE : Donisi Daniele
TITOLO: "Bracbah: il ritorno dei demoni"
CASA EDITRICE: Self-publishing con Amazon KDP
Formato Ebook Kindle
Pagine Ebook 339
Prezzo 0.99€ per tutti / Gratis per KindleUnlimited
Cover e Mappa realizzate da Fabio Porfidia (allegato) 
Link diretto per il download amzn.to/23rGgTQ

 Sinossi

Danyĕħl è un giovane ragazzo che vive con la sua famiglia in una “casa” albero gigante, nei pressi del villaggio di Lifetown nelle terre del regno di Castleshlie. Nel mondo Bracbah nessun umano è come lui, nemmeno la sua famiglia: occhi verdi, orecchie appuntite, capelli neri. Con suo padre lavora le terre del re, come un umile contadino, quando improvvisamente la sua vita cambiò. Tutto ebbe inizio durante i giorni dell’Anello di Luce, nel momento in cui incontrò una veggente e il suo spirito, i quali gli svelarono il suo destino: salvare tutte le creature di Bracbah da un nuovo ritorno dei demoni. Spinto dal suo buon cuore e dalla consapevolezza di essere il prescelto degli spiriti, Danyĕħl intraprese un lungo viaggio per salvare una vita, ma questa scelta lo porterà a scontrarsi con nuovi nemici e a seguire la sete di vendetta, tralasciando il suo destino e i suoi affetti. Nel frattempo, le città vengono assediate dai demoni e comincia una lunga la battaglia con gli uomini del re Kâħel e il leone magico Ålehx. Quando tutto ormai sembra perduto per il popolo di Castleshlie, Danyĕħl arriverà in loro aiuto compiendo, in parte, il suo destino.



L'AUTORE
Mi chiamo Daniele Donisi,Sono nato a Napoli nel 1982. Dopo aver conseguito il diploma di Perito Tecnico Industriale Informatico, ho deciso di frequentare la facoltà di Ingegneria Informatica, ma non potendo continuare gli studi, nel 2006 ho iniziato a lavorare e proprio in questo periodo, ho deciso di iniziare a scrivere la mia saga Fantasy che da sempre avevo in mente o nel cassetto, come si usa dire. Finito il primo libro non ho voluto attendere che il termine della saga così ho scelto di pubblicare l’ebook con il self publishing di Amazon KDP. Ho scelto questa strada perché ci sono molto vantaggi per lo scrittore (abbreviazione dei tempi di pubblicazione, meno costi di produzione e aggiornamento continuo, pieni poteri decisionali sulle royalties e sul prezzo di copertina, autonomia creativa e produttiva, avere un pubblico più vasto anche di altri paesi) e per il lettore che può avere un libro a basso costo e ogni utilizzabile su ogni device
Tornando a me e abbandonando momentaneamente la mia saga fantasy, mi considero una persona sensibile, intelligente, sempre pronta a sperimentare e conoscere. Mi considero una persona sensibile, intelligente, simpatica e sempre pronta a sperimentare e conoscere. Per quel che riguarda i miei gusti, amo i mattoncini LEGO e quando posso ne compro delle scatole per collezionarli; ascolto molto la musica, specialmente rock e pop (tra cui il Liga, U2, Linking Park, Coldplay); leggere e infine mi piace molto il cinema fantasy e di fantascienza.




Vi ingolosiamo con un estratto.... 

Il bibliotecario


Come ogni mattino, l’anziano bibliotecario di New Olyum si svegliò presto, abbandonando il tepore del letto per vestirsi nella fredda e umida aria mattutina. Era sua consuetudine alzarsi di buon ora e dirigersi quietamente nei sotterranei del palazzo della biblioteca, vicino alle antiche fondamenta della vecchia biblioteca, per il solito giro di controllo. Lì erano custoditi, sotto strati di polvere, dei tomi e delle pergamene preziose e solo poche persone avevano il permesso di accedervi, oltre alla famiglia reale.
Come tutti i giorni, regnava un silenzio irreale nella costruzione, finché l’anziano non udì un rumore sospetto.
«Chi sei? Cosa credi di fare qui?» gridò forte, con l’eco della sua voce che si espandeva in ogni direzione.
Non avendo ricevuto alcuna risposta rimase in silenzio.
Nel frattempo, circondata da scaffali ripieni di alcuni ninnoli, tre o quattro libri e alcuni rari fiaschi di vino elfico, quella voce invisibile sembrò a Tala un’entità spirituale senza un’apparenza di visibilità. La fanciulla fece qualche passo in avanti e con la poca luce che emanava la candela scrutò attraverso gli scaffali senza però riuscire a distinguere colui che l’aveva sorpresa in quel luogo segreto e proibito.
«Ti sei sciolta dalla paura? Guarda che ti vedo…» le disse l’anziano.
Tala rimase in silenzio per qualche istante, era spaventata e indecisa: non sapeva se scappare o rispondere.
«Sono qui! Non ti vedo, dove sei…»
«Sono nello scaffale accanto al tuo…»
«Ma chi sei? Perché mi hai spaventato in questo modo?»
Poco dopo, il bibliotecario sbucò dal buio con una candela più grande. Era un uomo di bassa statura, molto esile e dall’aria appassita. Sul volto erano visibili i segni del tempo, molte rughe e una lunga barba grigia quasi sfiorava il pavimento.
«Ragazzina, non hai il permesso di venire qui!» disse puntandole contro un dito tutto piegato dall’artrosi, «Ma lo sai che hai dei bellissimi occhi verdi? Mi ricordi un amico…» continuò, avvicinando la candela al suo viso.
«Da lontano, nella sala principale, ho visto una piccola porta e sono entrata. Voglio conoscere le antiche leggende di Bracbah.» ribatté Tala.
La paura le era quasi passata; cominciava ad essere impaziente, voleva leggere quelle storie a tutti i costi.
Il silenzio calò improvvisamente per alcuni lunghissimi istanti, poi il bibliotecario disse: «Allora, ragazzina sapientona, come ti chiami?»
«Mi chiamo Tala. Dove sono i libri segreti?»
«Vai così di fretta? Grazie per aver chiesto il mio nome!» disse contrariato, poi s’incamminò verso un’altra stanza.
Che impertinenza, più ci penso e più mi ricorda qualcuno” rifletté tra sé e sé.
«Ora dove vai?»
«Alla tua domanda rispondere non è facile come vorresti. Forse il modo migliore è rivolgerti a mia volta alcune domande. Conosci le leggende dei prescelti?»
Una pausa.
«Conosci il ritorno dei demoni?»
Udendo quelle parole Tala s’irrigidì. Quelle parole erano sinonimo di tutte le cose orribili della vita, reali e immaginarie, erano usate per spaventare i bambini e suscitavano immagini di spettri e troll, fantasmi e morte. Tala lo guardò e annuì lentamente. L’anziano si concesse una pausa prima di proseguire.
«Mi chiamo Ahsdì e come sai sono il bibliotecario. E forse sono quello che più ha viaggiato, poiché nessuno della mia famiglia si è spinto oltre le Terre ferme di Bracbah.» poi di scatto si fermò e si voltò indietro, «Ragazzina, ancora lì? Vuoi sfamare la tua sete di sapere oppure vuoi restare al buio?» disse Ahsdì, mentre le tendeva la mano invitandola a seguirlo, «Dai, seguimi, ma devi promettere che ciò che vedrai e sentirai non uscirà mai da questo luogo. D’accordo?»
Lei annuì e gli corse dietro: «D’accordo.»
Ahsdì precedeva di qualche passo Tala; proseguirono nel buio lungo il corridoio, finché non arrivarono in fondo ed entrarono in uno stanzino. Il bibliotecario si accostò a una parete, toccò dei meccanismi nascosti, si sentirono scattare delle molle. Dopo qualche istante la parete iniziò a spostarsi: si allontanava da loro e mostrava sulla destra una piccola porta che dava in un altro ambiente. Un momento dopo, Ahsdì accese altre candele che illuminarono sufficientemente quella piccola stanza. Sembrava molto antica. L’aria sapeva di chiuso e di muffa, ma era respirabile, il pavimento era composto da travi di legno, ammuffite dal tempo, che scricchiolavano ad ogni loro passo, ma le pareti e il soffitto erano in pietra dura, liscia e non lavorata. C’erano polvere e ragnatele ovunque.
Tala subito si sedette comodamente su una sedia vicino ad un vecchio tavolo di legno, anch’esso ammuffito, mentre l’anziano bibliotecario scomparve per qualche istante nella zona buia della stanza. Si udì un leggero stridere di chiavi, poi ricomparve con uno strano libro. Era molto grosso e consumato, la rilegatura era fatta a mano con corde di cuoio.
«Ecco il libro!» disse appoggiandolo delicatamente sul tavolo, «Ogni istante ed ogni particolare delle leggende di Bracbah che tu vorrai sapere sono in questo libro. Sono i miei appunti.»
«Come fai a sapere ogni particolare delle leggende, se tu non c’eri?»
«Chi ti dice che io non c’ero!? Ora ascolta, ti leggerò la mia leggenda preferita.»
Si sedette accanto alla ragazza e sistemò al meglio le candele così da riuscire a leggere.
«Cominciamo.» disse Ahsdì schiarendosi la voce e attirando l’attenzione della ragazza, prima di iniziare a leggere, «La leggenda che sto per raccontarti prende avvio da una storia molto lontana nel tempo, quando gli spiriti di Bracbah decisero che era giunto il momento di far nascere un nuovo prescelto. Erano passati circa mille anni dalla grande fuga degli umani dall’isola di Rohat verso le terre ferme; tempo in cui l’ultimo prescelto decise di sacrificare la sua vita per il bene di tutti gli esseri viventi. Le Terre ferme di Bracbah erano caratterizzate dalla presenza di tre razze: gli elfi, i giganti e i nani; ogni villaggio aveva le proprie caratteristiche ed erano in armonia tra loro, non avevano confini, non avevano rivalità o sentimenti d’odio, non avevano sete di potere e non usavano mai la magia…»
«Ehm… il prescelto?» domandò improvvisamente.
Ahsdì la guardò e chinò il capo. La sua voce si spense e rimase in silenzio per qualche istante fissando il suo libro.
«Con calma, dammi il tempo…» le disse con una smorfia d’irritazione.
Tala scosse la testa e sbuffò: «Conosco già la storia delle vecchie terre. Non puoi andare più avanti?»
Ahsdì le lanciò un’altra occhiataccia che lasciava intendere come interruzioni e commenti non fossero graditi.
«Bracbah ha una sorta di maledizione: ogni mille anni c’è sempre il rischio di una catastrofe che possa portare il pianeta a distruggersi. L’equilibrio tra bene e male si era rotto: il male reclamava e pretendeva la sua parte, tuttavia gli spiriti si erano già preparati scegliendo il proprio guerriero per riportare l’equilibrio. Alcuni lo chiamavano l’eletto, altri il prescelto. Era un umano dalle caratteristiche uniche: aveva le orecchie leggermente a punta e gli occhi verdi lucenti, che riflettevano la sua bontà e il fuoco della vita.»
«Ottimo, è la leggenda che volevo ascoltare!»
«Tala… shhh, ma come sei impaziente… hai da fare?»
«Ops… perdonami.» rispose la ragazza, portandosi le mani sulle labbra come segno che sarebbe rimasta in silenzio.
«L’ultimo giorno in cui ho visto il prescelto è stato quando venne da me per trovare una risposta al suo futuro e in cambio mi diede delle mappe di alcuni villaggi dove avrei potuto trovare qualcosa di unico da mettere nei miei scaffali.»
«Aspetta… aspetta… hai detto che l’hai conosciuto? Ma come hai fatto! E poi tu sei vecchio!» disse Tala, strattonando il braccio ad Ahsdì.
«Grazie per il vecchietto. Sempre molto gentile.» ironizzò il bibliotecario, «Non sempre quello che vedi è la realtà. Ricorda, a volte l’apparenza inganna. E anche le maledizioni…» disse con un lungo sospiro, «Ora posso continuare a leggere?!»
Tala fece cenno di sì con la testa, e Ahsdì dopo un colpetto di tosse riprese il suo racconto.
«Tutto ebbe inizio per qualche strano caso, una mattina…»

Segnalazione Libri da leggere: "Gli occhi del lupo" di Federica Amalfitano

Federica Amalfitano

Editore: Aletti
Collana: Gli emersi narrativa
Anno edizione: 2015
Pagine: 244 p.
  • EAN: 9788859131847

TITOLO
GLI OCCHI DEL LUPO
AUTORE
FEDERICA AMALFITANO
GENERE
URBAN FANTASY (YA)
CASA EDITRICE
ALETTI EDITORE
ANNO DI PUBBLICAZIONE
2016
FORMATO
CARTACEO pagine 244 € 14,00
EBOOK pagine 215 € 4,99
SINOSSI
La vita a Florence è sempre stata monotona e priva di qualsiasi attrattiva finché, un giorno, il bosco che caratterizza la città si popola di un branco di lupi. Ellen Smith, timida ragazza diciassettenne, si troverà catapultata in un mondo che mai avrebbe potuto pensare esistesse davvero: quello dei licantropi. E quel ragazzo misterioso arrivato a scuola improvvisamente chi è in realtà? Le storie dei due giovani si incroceranno molto presto e, il legame protettivo che li unirà, si intensificherà giorno dopo giorno.
Il capo Alpha del clan, i Wolfers (Gran Consiglio dei licantropi) e i Verdana, faranno di tutto per distruggere il loro rapporto di amicizia.
Riusciranno i ragazzi a restare uniti nonostante le avversità?

LINK PER L’ACQUISTO
Amazon:http://www.amazon.it/Gli-occhi-lupo-Federica-Amalfitano-ebook/dp/B01BD30CF0/ref=tmm_kin_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=&sr= IBS:http://www.ibs.it/code/9788859131847/amalfitano-federica/gli-occhi-del.html
BIOGRAFIA
Nata ad Ischia in provincia di Napoli nel 1986, si Laurea in Scienze Biotecnologiche per la Salute all’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e lavora in laboratorio. Ha sempre avuto una passione smodata per i libri, ma quella per il genere Fantasy nasce grazie al “Signore degli Anelli” di Tolkien e il primo libro di Cristopher Paolini “Eragon”. L’idea di scrivere un romanzo sui licantropi avviene durante gli anni universitari quando aveva bisogno di staccarsi per un po’ dal suo dovere di studentessa di Biotecnologie – pendolare tra Ischia-Napoli – e dedicare un paio d’ore a se stessa. L’ispirazione avviene con la lettura di “Shiver” di Maggie Stiefvater e la saga degli “Shadowhunters” di Cassandra Clare.
ESTRATTO
«Bene. Adesso che la famiglia è riunita dobbiamo parlare», esclamò Paul accendendosi l’ennesima sigaretta della giornata. 
«Di cosa?», s’informò mia cugina Anne spalancando i suoi grandi occhi verdi e legandosi i lunghi capelli biondi con un elastico.
«Degli ACILM».
«Sono qui?», chiesi prontamente.
«No. So solo che si stanno avvicinando sempre di più. Hanno già fatto fuori centinaia dei nostri simili sulla costa occidentale e ben presto saranno qui».
Mio padre parlottò con mia madre. Dovevamo trasferirci al più presto in un luogo sicuro, secondo lui.
«Io non ho nessuna intenzione di scappare per l’ennesima volta. Preferisco affrontarli piuttosto», esclamai prima che mio padre ci ordinasse di levare le tende al più presto.
«Non dire sciocchezze Taylor. Sai benissimo di cosa sono capaci. L’unica soluzione è allontanarci di qua il prima possibile».
Ma nemmeno Paul e i figli più grandi erano d’accordo con lui. Eravamo stufi di scappare. Un lupo mannaro non fugge di fronte al pericolo. Nemmeno quando l’Associazione Contro i Lupi Mannari decide di fargli visita
CONTATTI VARI
BLOG: http://gliocchidellupolibro.blogspot.it/
FACEBOOK:https://www.facebook.com/Gli-Occhi-del-Lupo-Federica-Amalfitano-127909497594830/?ref=bookmarks
BOOKTRAILER
https://www.youtube.com/watch?v=eX--LBaDBTM

Segnalazione Libri da Leggere: "Come un'isola" di Monika M.

Monika M.



Editore: Lettere Animate
Anno edizione: 2016
  • EAN: 9788868827595



  • Presentazione
    Come un’isola è forse scritto unicamente per noi donne , noi donne che ci amiamo così tanto da saper amare in modo unico, senza però tradirci mai . E’ una storia d’amore non convenzionale, complessa, forse malata, tenace , che rivela la fragilità e la forza stessa della protagonista. E’ un invito a darci una possibilità anche quando tutti i segnali indicano pericolo, vivere un amore sapendo che si verrà feriti non per ingenuità ma per coraggio, vincendo la paura del dolore che sappiamo arriverà ma che sarà nulla confrontato ad una assenza di rimpianto. E’ consapevolezza di sé, è controllo, è scelta . Lucrezia , la protagonista, allineerà la sua vita a quella di Victor convinta di poter, come sempre nella sua vita, controllare tutto . Nulla sarà più diverso da ciò che lei aveva pianificato fino a conoscere la travolgente ribellione, fiera del suo orgoglio ingaggerà una guerra con il suo stesso cuore per non concedersi ad un amore non corrisposto . Si tufferà volontariamente in due occhi crudeli e belli sapendo che vi troverà la morte per annegamento, consapevole che quel che dopo l'aspetterà non sarà più vita , ma sopravvivenza scandita da una inguaribile mancanza, dettata però dalla libertà della scelta fatta . Siamo spesso schiavi dei nostri limiti , ma quanto di noi siamo disposti a tradire per oltrepassarli ? << Non bisogna mai partire da un risultato , se lo facessimo tutto sarebbe falsato , ogni gesto e pensiero mutato dal desiderio di giungere dove si è stabilito e non dove veramente siamo attesi... sei enigma e mistero che vivrò per sempre o forse mai più... >> Lucrezia da Come un'isola di Monika M.

    Sinossi

    Lucrezia, affermata scrittrice romana, ritiene di serbare in ricordi inconsci, memorie di una vita precedente. Bizzarre asserzioni, che da bambina pronuncia con convinzione riguardanti la sua morte avvenuta per annegamento, la destinano ad un percorso di psicoanalisi finché, ormai adulta, non decide di affrontar a modo suo la cosa. Studi svolti per i suoi romanzi la convincono di aver subito torture che la Santa Inquisizione riservava alle donne accusate di stregoneria, avvia così studi più approfonditi sull'argomento sperando questo possa aiutarla a far luce su un passato che le impedisce di vivere serenamente il suo presente. Lucrezia ritiene infatti di non poter esser totalmente amata per questi suoi oscuri angoli che essa stessa ignora e decisa ad affrontar i suoi demoni, assolda un moderno carnefice per rivivere quelle torture come estremo ed ultimo tentativo di dar una identità alla donna che lei sa di esser stata. Arriva così, nella sua vita, Victor, il Master rifiuterà di prestarsi a tale assurda pratica finché non vede in quel riccio chiuso al mondo la mente che per sé cercava. Nonostante gli accordi presi nulla andrà come Lucrezia aveva stabilito e si troverà coinvolta in ciò che proprio non desiderava conoscere, l'amore incondizionato! Si può amare chi ci fa volutamente del male? Si, si se è vero amore...


    Link Amazon




Segnalazione Libri da Leggere: "Emme Braccani: Perché io non posso" di Giulia Bacchetta

Emma Braccani "Perché io non posso"

Giulia Bacchetta



Editore: Giulia Bacchetta
Formato: EPUB
    • EAN: 9786050441628
    • Pagine:570


    Prefazione
    “Emma, perché pensi che nella vita ci sia per forza una spiegazione a tutto?” chiese curiosa Eleonora alla
    sua migliore amica.
    Riserva la metà di te stessa per combattere contro ogni tipo di imposizione, violenza, plagio, corruzione, dogma, odio, rabbia.
    Un’infanzia infelice, seguita da un’adolescenza piena di ansietà e dubbi. Un continuo difendersi dalla figura paterna, e poi psicologi, giudici, avvocati, assistenti sociali, complotti, una realtà al limite, tormentata da incubi e dall’abbandono di familiari e amici. Tutto questo porterà Emma Braccani, quattordicenne timida e riservata, ma dotata di uno spiccato spirito critico, ad un’inconsapevole e disperata analisi del comportamento umano, portata avanti attraverso gli strumenti che le offriranno i suoi studi e le sue letture. Un diario segreto, fedele compagno a cui affidare i pensieri più riposti e sul quale dare spazio ai propri ragionamenti. E l'amore? Ci sarà per lei? Un solo destino, e tanti perché. Questa è la storia di Emma Braccani che soltanto alla fine potrà essere giudicata.
    “Sei debole Emma. Non ti conviene metterti contro di me” la minacciò suo padre prima di chiudere il telefono.
    “A te non conviene perdere una figlia come me”.

    Segnalazione Libri da Leggere: Il messaggio segreto di Maria Maddalena. La rivelazione

    Giancarlo Piccolo



    Editore: LFA Publisher
    Anno edizione: 2016
    Pagine: 92 p. , Brossura
    • EAN: 9788899972288


    • SINOSSI:
      ‘’Il Messaggio Segreto di Maria Maddalena – La rivelazione’’ nasce dall’incontro di due fonti diverse: da un lato gli Atti degli Apostoli, testo neotestamentario scritto in greco attorno all’80–90 d.C., dall’altro i Vangeli Apocrifi, ufficialmente non riconosciuti dalla Chiesa di Roma, e non proclamati, come i quattro canonici, durante le celebrazioni liturgiche. Nel dicembre del 1945, a Nag Hammâdi in Egitto, furono ritrovati da un abitante del luogo ben  tredici papiri in una giara di terracotta. Essendo di tradizione gnostica, questi non vennero riconosciuti dalla Chiesa. A destare particolare attenzione, oltre al Vangelo attribuito all’apostolo Filippo, che ha ispirato ‘Il Codice da Vinci’ di Dan Brown, vi è quello attribuito proprio alla ‘‘discepola tra i discepoli’’, Maria Maddalena. All’interno di questo codice così particolare, una sezione appare oggi a noi mancante: questa riportava un messaggio totalmente segreto che il Cristo aveva rivelato solo ed unicamente alla sua eletta. Molti studiosi e scrittori, tra cui Giancarlo Piccolo con il suo ‘Il Messaggio Segreto di Maria Maddalena’, hanno cercato  di ricostruire e romanzare il motivo per cui oggi questa rivelazione non ci sia giunta per intero.
      Ora però un’ipotesi degli ultimi attimi che hanno condotto la Santa a scrivere di lei e del suo compito di messaggera è possibile grazie a ‘Il Messaggio Segreto di Maria Maddalena – La rivelazione’, un testo che propone di ripercorrere i momenti più salienti che hanno caratterizzato la vita della Maddalena e degli apostoli dall’Ultima Cena al messaggio che Gesù rivelò nel cenacolo alla sua amata discepola, assicurandosi questo fosse tramandato solo e soltanto alla sua ristretta cerchia di amici. Un messaggio illeggibile che trova oggi, dopo una serie di studi e di interpretazioni, una possibile rivelazione. 
      Maria Maddalena parla in prima persona attraverso una prospettiva umana, totalmente sincera. Le emozioni  che la caratterizzano, le paure, le angosce, le gioie e gli affetti sottolineano l’aspetto più semplice di una donna che si trova a vivere in una società che sta cambiando. Cambia il suo mondo e con lei cambiano le sue abitudini; salvata dal suo Maestro adesso vive la sua vita seguendo un unico obiettivo: trasmettere l’amore proprio come è stato donato a lei, in un mondo che ancora non è pronto e recepire l’insegnamento rivelato.



    Segnalazione Libri da Leggere: Il segno della tempesta.

    Francesca Noto



    Editore: Astro Edizioni
    Anno edizione: 2016
    Pagine: 352 p. , Brossura
    Età di lettura: Young Adult.

    Lea Schneider ha un dono, o forse una maledizione. Riesce a percepire con impressionante chiarezza le emozioni altrui. È sempre stato un fardello complicato da gestire, in grado di trasformare la sua adolescenza in un inferno. Anni dopo, le sue capacità tornano a manifestarsi con forza. In preda a strani sogni premonitori, Lea decide di fuggire verso la regione più selvaggia della Florida, dove è stata concepita vent'anni prima. Ciò che non sa è che quel viaggio - come il suo dono - fa parte di un disegno più grande. Chi è Sven, il ragazzo senza un passato e dotato di capacità ben più potenti delle sue? Nuove forze scoprono le carte di una partita antica, di cui i due giovani sono il fulcro.


    Vi stuzzichiamo con tre estratti inviati direttamente dall'Autrice:

    ESTRATTO 1

    «È finita. Avresti dovuto pensarci prima. Avresti dovuto scegliere con più astuzia da che parte stare, e non puoi dire che non ti abbia avvertito. Ma sei solo... e morirai da solo, Valoisa, con la runa di Thurs incisa sul cuore. Questo è il tuo wyrd». La sua voce era come mercurio, liquida, cromata, veleno concentrato in ogni sillaba che pronunciava.
    «Vai all’inferno...», ebbe la forza di pronunciare, inghiottendo una boccata di sangue. Parole appena udibili, che si persero in un debole rantolo. «Questo è il tuo wyrd, figlio di puttana!».
    «Certo, tu comincia pure a mostrarmi la strada, intanto», ribatté l’altro, con una bassa risata malevola. «Perché Valoisa muore stanotte».
    L’uomo sollevò la mano. Stringeva qualcosa nel pugno, qualcosa di allungato e scintillante. Era il bagliore dei lampi, o la sua mano a brillare di una sinistra aura opalina? Non ebbe il tempo di chiederselo. Vide il braccio di lui fermarsi all’apice, e poi calare in un affondo violento. Sentì la punta metallica piantarglisi nel petto, penetrare sopra la clavicola sinistra, inchiodandolo al suolo. Sgranò gli occhi, inarcando la schiena in un movimento convulso, mentre quello che aveva creduto il limite massimo del dolore raggiungeva un livello nuovo, proiettandolo in un baratro ancora più profondo. Fu allora, fissando con i propri occhi sconvolti quelli del suo avversario, che comprese che, per quanto potesse sembrare impossibile, la sua sofferenza era soltanto all’inizio.
    Scoprì in quel momento che era ancora in grado di urlare.

    ESTRATTO 2

    Rialzò il viso verso di lui, e lo vide sorridere. Quando le loro labbra si incontrarono, non fu come quella prima confusa volta a Key West, un indugiare inconsapevole in un desiderio che era rimasto tale senza concretizzarsi. Per un attimo si guardarono negli occhi, poi Lea serrò le palpebre e si lasciò andare alle sensazioni. Giù ogni barriera, accogliendo le emozioni di lui come se fossero le proprie. Gli strinse le braccia al collo e dischiuse le labbra, desiderando un contatto più profondo e sensuale. Il suo sapore era quello che aveva sempre immaginato, mentre le loro lingue si trovavano, intrecciandosi in una danza selvatica e istintiva, come se in quel bacio si fossero ritrovati dopo un’eternità, una volta di più.
    Sentì le sue grandi mani nervose accarezzarle il busto e insinuarsi con dolcezza sotto la t-shirt, sfiorando la pelle nuda, tracciandovi sopra spirali lievi, delicate e potenti al tempo stesso. E non ebbe neanche il tempo di capire se le sensazioni che provava, e quel desiderio caldo come un falò sotto un cielo estivo, appartenessero soltanto a lei o fossero intrecciati a ciò che provava lui. Sapeva però di non essersi mai sentita così, tra le braccia di un uomo. Allora lasciò che accadesse. E che Sven la riconducesse a casa.

    ESTRATTO 3

    «Lo ricordi, vero?», incalzò in quel momento Julma, facendo un passo avanti. I suoi occhi erano abissi di un’oscurità insondabile. La forza della sua mente continuava a inchiodarlo sul posto, prospettandogli possibilità inattese. «Ti hanno temuto, scacciato. Ucciso. Gli uomini hanno paura di chi è diverso, di chi è potente. Hanno avuto paura perfino dei tuoi miracoli». Un altro passo. Le sue mani sembravano scintillare come d’acciaio cromato. «Eri tu. Sei sempre stato tu, in mille vite prima di queste, il rinnegato che hanno colpito con sassi e bastoni, il martire bruciato sul rogo. Valoisa, colui che porta la luce. Ma non la vogliono, la tua luce, non nel modo in cui hai sempre pensato. È questa l’umanità che vuoi proteggere? È questa la gente che merita il tuo perdono?».
    La pressione si fece insopportabile. Sven rialzò lo sguardo in quello vorticante di oscurità dell’altro. Arricciò le labbra, scoprendo i denti serrati in una smorfia selvatica. «Ci sei sempre stato tu, dietro alle loro paure», dichiarò, la voce così bassa e profonda da sembrare essa stessa il brontolio cupo del tuono.
    E quella voce si levò in un ruggito: «Ci sono sempre stato io, a vegliare sui loro incubi».

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    Francesca Noto Classe 1977, si è laureata a 22 anni in lettere antiche con indirizzo archeologico, ma subito dopo ha abbandonato le sue velleità da Lara Croft per diventare giornalista e traduttrice di romanzi e riviste. Appassionata di heroic fantasy, scherma medievale, equitazione, giochi di ruolo e videogiochi fin da bambina, è stata caporedattrice del magazine Pokémon Mania nonché docente di game design allo IED di Roma. Il suo lavoro e i suoi interessi l’hanno spesso condotta all’estero, in particolare negli Stati Uniti, paese a cui è molto legata. Il segno della tempesta, concepito nel periodo dell’università, abbandonato e ripreso più volte e poi concluso in tempi più recenti, è il suo romanzo d’esordio.
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    Trovate Cliccando qui un interessante intervista rilasciata ad un blog!

    giovedì 2 marzo 2017

    Recensione di "La musica è fortuna" di Franco Mussida



    La musica è fortuna
    Franco Mussida





    Formato: Brossura
    Editore: Sandro Teti Editore             
    Pagine: 80







      Lo è perché è uno dei beni più preziosi che abbiamo. Perché permette di comunicare tutto ciò che siamo intimamente.
    Non è solo spettacolo e business, ma ciò che svela in modo forte e diretto il vero centro di gravità della nostra vita: emozioni e sentimenti che ci orientano. Lo sa bene la generazione degli anni ’70 che l’ha respirata, più che ascoltata. Franco Mussida con la sua carriera ha tagliato in modo trasversale tutte le generazioni dagli anni ’60 a oggi, sperimentando questa meraviglia sui palcoscenici di mezzo mondo, portandola per trent’anni in carceri e comunità senza, per sua scelta, che questo fosse divulgato dai media. La PFM e il CPM Music Institute, assieme alla sua personalità chitarristica, compositiva, artistica, sono state e sono le sue pietre miliari. Il confronto con il pubblico, con artisti prestigiosi come Fabrizio De Andrè, con migliaia di ragazzi che hanno sognato e sognano di vivere la musica, assieme alla sua ricerca sui fenomeni vibranti, sono la spina dorsale della sua vita. Sono anche la spina dorsale di questo libro, che con magica profondità la racconta, partendo dalla fine: dai 31 giorni successivi all’addio alla PFM, 31 giorni tutti da scoprire in questo libro, assieme all’evoluzione di un musicista, un artista, un uomo.


    Recensione:
     Troverai di più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le pietre ti insegneranno ciò che non si può imparare da maestri.
    (San Bernardo)

    Si inizia dalla fine, dal contatto umano con la natura, che può essere e trasformarsi in una lineare continuità con il percorso di vita iniziato molto tempo prima... .
    Franco Mussida, classe 1947, è uno dei fondatori della Premiata Forneria Marconi, nonchè compositore e autore di canzoni che tutti noi conosciamo.

    Non di carriera e di successo parla Mussida in questo libro, ma del percorso che ha intrapreso alla fine della carriera, dell'impegno sociale, delle riflessioni intime e del tocco con la natura che sta conducendo ad un'ampia svolta verso progetti artistici di grande rilievo.

    Nella prima parte del libro troviamo raccontato il percorso di vita che ha mescolato il suo essere alle note del successo, musicale e artistico, guidato da un'esperienza emotiva straordinaria accaduta nel 1978: "Auracantar".
    Un'esperienza forte ma destabilizzante capace di far rinascere Mussida e di prendere la strada della composizione e del progetto De André-PFM.
    Del successo e della carriera di Franco Mussida si conosce molto, si ricordano gli anni del successo italiano ed internazionale, dei concerti con De André, dei silenzi e dei ritorni.

    La linea che divide il libro tra "ciò che è stato" e "ciò che è" Franco Mussida, coincide con il 2015 anno in cui Mussida decide di lasciare il gruppo, dopo 45 anni di carriera.
    Per motivi assai personali e diversi, Mussida decide di impegnarsi in qualcosa di nuovo, di stabile.
    Nel mese di Maggio 2015 decise di liberare dall'edera quattro piante al giorno e, nel frattempo, di trovare due quadrifogli con l'intento di crearne un evento artistico.
    Il risultato è un sensazionale insieme di quadrifogli e colori, ogni coppia di quadrifogli fotografata sopra fogli colorati, una visione armonica e meravigliosa.

    E proprio di unire armonia, musica e vibrazioni dello spirito parla la seconda parte del libro, dedicata alla presentazione estetica e significativa delle opere che ha esposto e presentato dal 14 Ottobre  al 13 Novembre 2016 all'Hernandez Art Gallery.
    I quadrifogli hanno ispirato la creazione di 31 quadrifogli di ceramica ricoperti di foglia d'oro, e di altre opere uniche che rispecchiano l'emotività dell'artista.
    Flusso vibrante di Malinconia Romantica, con il blu che fa da sfondo ad armoniosi tratti gialli.
    La composizione musicale, i doni della Malinconia, il modello in Plexiglas e tante altre opere spiegate e raccontate dallo stesso Mussida per significato ed estetica.
    Quell'unione sacra di intimità tra musica e arte, tra vita e creatività.

    Un libro che regala la giusta luce ad un personaggio famoso, protagonista della storia musicale degli ultimi 50 anni, capace di creare musica e arte unendo uno stato di emotività e sentimenti profondi e carichi di significato a una grande passione per l'arte.
    Come sempre il caso regala doni inaspettati ed è così che anche a fine carriera la musica è fortuna.
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    La vita di Franco Mussida è divisa in due diverse parentesi. Nella prima, giovanile, è compositore, musicista e co-fondatore della Premiata Forneria Marconi, celebrata progressive Rock band italiana. Firma molti dei loro successi, tra cui Impressioni di Settembre e dirigre molte delle sue produzioni tra la quali “Fabrizio de André – PFM” riarrangiando i brani più significativi di quel progetto. Nella seconda, che segue a un trauma di tipo spirituale, fonda il CPM Music Institute di Milano, una delle scuole di Musica più importante d’Italia. Dal 1988 svolge ricerche di relazione tra Musica ed emozioni e ne sperimenta i risultati lavorando per più di 20 anni con i detenuti di diverse carceri e con i ragazzi ospiti di comunità di recupero. Nel 2013 decide di mostrare attraverso le arti concrete (pittura e scultura) i risultati di queste ricerche. Realizza così una serie di mostre esperienziali e installazioni. Pubblica i suoi pensieri sugli aspetti altri della Musica in due libri: La Musica Ignorata (Skira 2013) e Le chiavi nascoste della Musica (Skira 2015) in cui racconta di un nuovo metodo di ascolto della Muscia testato in quattro carceri.