venerdì 15 settembre 2017

Recensione di "Dunkirk"

Dunkirk
Joshua Levine

Formato: Copertina rigida
Pagine: 403
Genere: Storia/Saggistica
Editore: Harper Collins




Giudizio Sintetico




In genere ci si chiede, quando si è di fronte al confronto tra film e libro che l'ha ispirato, è meglio l'uno o l'altro?
In questo caso mi sento di dire che l'uno completa l'altro!

Inoltre, come per il film, ci si chiede "Ma non era storico?"
No, il libro è pura saggistica, ma permettetemi dire che è "Eccezionale saggistica"!
Non una lettura spensierata e capace di svuotare la mente anzi, ricca di aneddoti e informazioni da fare proprie per arricchire il personale bagaglio storico/culturale.

Non si tratta realmente de "La storia vera che ha ispirato il film" ma piuttosto de "La storia che completa il film"!

"Dunkirk", il libro, è una sorta prequel e sequel del film ed è una spiegazione a tutto ciò che avvenne prima, durante e dopo i fatti del porto, della cittadina e delle spiagge francesi ormai note a tutti.
Mentre nel film "viviamo" la storia attraverso gli occhi dei protagonisti, perché Nolan ha voluto trasmettere allo spettatore le paure, le ansie, la molteplicità delle esperienze personali di quei giorni vissute in prima persona, nel libro arricchiamo le conoscenze su ciò che è stato Dunkerque, cosa hanno significato quei giorni e l'evacuazione di massa, per l'umore e l'esito della seconda guerra mondiale.
Scopriamo così chi erano i giovani soldati arrivati in Francia nel 1939, quali lavori e quale vita vivevano in patria, tra depressione e crisi economica, una guerra ancora da pagare e diffidenza nei confronti della politica.

Viviamo i primi divertimenti da "teen", lo stipendio da dividere con la famiglia ma utile anche per andare a ballare e concedersi le novità come lo swing.
Tra le righe si può cercare di interpretare lo spirito e le motivazione che portavano all'arruolamento volontario migliaia di giovani, cosa essi fecero successivamente in Francia durante la "strana guerra", ovvero il periodo che va dall'invasione della Polonia nel 1939 al Blitzkrieg del Maggio 1940, e come affrontarono la famosa invasione e il ritorno in patria.

Joshua Levine è stato consulente della produzione durante le riprese del film e questo libro sembra volerci raccontare sia le scelte di Nolan, sia tutto ciò che non è stato possibile racchiudere in pellicola.
Da documentazioni, studi e incontri con veterani, nasce questo complesso e completo scrigno di informazioni che ci permettono di dare molteplici nomi a quei soldati che fecero la storia, o per lo meno, ne modificarono il corso.
Non solo Alex, Gibson e Tommy ma Colin degli Highland, Les Gray della Royal Engineers, Arthur della RAF, Ted e George del Royal Army e tanti altri! 
Il contenuto di queste pagine è stato assorbito e accorpato in ciò che vediamo nel film, in molteplici esperienze catturate e intrecciate per farne conoscere il più possibile, perchè chiunque abbia partecipato agli otto giorni dell'operazione Dynamo merita di essere rappresentato.

Nella parte centrale del libro troviamo i contenuti tecnici e approfonditi dei fatti, ci porta a conoscere le strategie militari, le forze e le decisioni politiche, come il rifiuto alla pace di Churchill e la "paura del successo" dei nazisti.

L'invasione della Francia, dove e come nessuno se la sarebbe aspettata, l'avanzata che, per prima allarmò i tedeschi, i litigi e le incomprensioni...e anche un pizzico di fortuna!
Una parte impegnativa che necessita di grande attenzione e volontà di assorbire termini e tecniche militari dell'epoca ma che rappresenta  una grande opportunità per conoscere e ampliare la conoscenza storica.

La parte illuminante e profonda del libro è, ovviamente, la spiegazione minuziosa ma carica di curiosità, documentazione e esperienza dei veterani, dell'operazione Dynamo, l'evacuazione dell'esercito britannico, e in parte francese, dopo l'accerchiamento delle truppe tedesche.
Le "piccole navi", le maree, le condizioni atmosferiche, le comunicazioni impossibili, Spitfire e Messerschmitt, pazzia, ansia e paura, eroismi è crudeltà.

Quei 300.000 soldati in coda per essere salvati, inermi e impotenti, soli ma parte di una distesa infinita di persone in attesa di coloro che sono partiti per riportarli in patria, navi militari prima e civili poi, coloro che hanno risposto ad un appello con grande senso del dovere, capace di dare speranza e nuovo slancio alla seconda guerra mondiale, "spirito" che ha permesso di vincere e di sconfiggere il nazismo.

Io non so se abbiate visto il film o meno ma ho letto di parecchie presunte omissioni...forse però, ogni singolo soldato dei 300.000 intrappolati nel porto francese, avrebbe diritto ad una scena nel film..
Anche la situazione più strana:
"Il mezzo di trasporto meno rassicurante avvistato sulla Manica, tuttavia, fu probabilmente quello di cui parla il capitano dello yacht a vapore SY Killarney, il quale superò un ufficiale francese e due soldati belgi che cercavano di raggiungere l'Inghilterra a bordo di una porta."

Proprio per colmare ciò che presumibilmente manca nel film è necessario documentarsi, leggere e capire le scelte scenografiche e di contenuti della pellicola, la ricostruzione del molo, gli Spitfire autentici come alcune Piccole Navi utilizzate, le uniformi, il pontile di autocarri e molto altro!

Non aspettatevi un romanzo, con dialoghi, suspance e singoli eroismi.
Soddisfate però la sete di conoscenza, di sapere cosa è stato e chi ne ha fatto parte, l'importanza che ha avuto e la nascita di uno spirito evocato ancora oggi.

Credo che chiunque si permetta di giudicare il film (non a livello tecnico ovviamente ma di contenuti), non possa farlo senza aver letto il libro, contiene infatti dettagli utili a capirne senso, scelte, sceneggiatura e molto altro.
Per capire fino in fondo l'uno, bisogna arricchirsi dell'altro!





JOSHUA LEVINE
Ex avvocato penalista e pluripremiato autore di numerosi saggi storici tra cui "Somme".
Voci dall'inferno, ha realizzato diversi documentari per BBC Radio 4. Attulmente vive a Londra








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