sabato 5 novembre 2016

Recensione di "Cime Tempestose" di Emily Bronte



Cime tempestose
Emily Bronte

Formato: Brossura
Editore: Newton Compton Editori           
Pagine: 319


Giudizio sintetico

Cime Tempestose è un'opera dove domina la figura di Heathcliff il quale, animato da una passione distruttiva, svolge nella trama la funzione del vendicatore. 
Il suo tirannico modo di agire nasce da una disperata infelicità di fondo e lo porta infine a vivificare la propria morte con quella della donna amata, Catherine.


Recensione:
I classici non mi fanno più così paura..
Lo dico perchè dopo "Orgoglio e pregiudizio", che ha rappresentato l'eccezione, con "Cime tempestose" siamo ormai alla regola.
E questo romanzo è decisamente entrato nel mio cuore per la complessità dei personaggi, per l'infelicità così disperata e per l'attenta riflessione che porta a fare sulla natura umana.
Pensate che quando venne pubblicato, le critiche furono negative, imputando alla scrittrice troppa brutalità e violenza.
Niente favola insomma, tensioni interiori e sentimenti reali descritti da un'autrice che, se avesse vissuto qualche anno in più, ci avrebbe regalato sicuramente altri capolavori come questo...

Cime tempestose, che prende il nome da una delle tre principali ambientazioni dove la storia si svolge, è l'unico romanzo di Emily Bronte scritto tra l'autunno del 1845 e l'estate del 1846.
Quest'unica opera che l'autrice dona alla storia letteraria internazionale è molto differente dal resto della tradizione narrativa inglese del tempo ed è un vero gioiello per il realismo del quotidiano dell'epoca, dominato da figure misteriose, a tratti inquietanti, e da cupe tensioni che fanno della storia narrata un concentrato di visioni e versioni differenti della natura umana.
Nel 1801, un gentiluomo di nome Lockwood affitta una tenuta, la Grange, di proprietà del Signor Heatcliff e dopo essere venuto a contatto con esso e con i bizzarri inquilini di cime tempestose, chiede alla propria governante di narrare la storia passata di quelle "strane" persone, proprio a lei che ha vissuto da protagonista lo svolgimento e l'evoluzione di un'inquietante storia...
La figura dominante è quella di Heatcliff, trovatello senza nome che viene adottato da Mr Earnshaw, proprietario proprio di "cime tempestose", una tenuta imponente nella brughiera dello Yorkshire.
Durante l'infanzia, questo bambino impulsivo dalla pelle scura e dal carattere scontroso, non viene accettato dal fratello maggiore Hindley, ma stringe un rapporto profondo con la sorella minore Cathrine.
Questo rapporto domina e condiziona l'intero svolgimento della storia, dalla prima parte ambientata dal 1771 in avanti, caratterizzata dall'infanzia e da rapporti perennemente in conflitto, e dalla seconda parte, dove la fanciullezza lascia spazio alla crescita di personalità, amori profondi e complessi e odio viscerale tra i protagonisti e tutti quelli che entrano in contatto (e lasciatemelo dire, ne pagano le conseguenze!!) con questo rapporto distruttivo e fatale.
Il racconto di Ellen, la governante del Sig. Lockwood, è segnato da complesse figure che sembrano abitare in un purgatorio terreno, dove anime pie e corrotte sembrano scontrarsi in una guerra che lascia troppe vittime sul campo, dove si è disposti a sacrificare l'amore per non rinunciare all'odio ormai ben saldo e radicato nel più profondo dell'anima.

Il primo impatto che si ha quando la storia inizia, è quello di trovarsi di fronte ad una storia d'amore come tante, magari un pochino dark, ma senza grandi caratterizzazioni.
Invece, questo romanzo, tratta tematiche diverse e significative in modo profondo e articolato che porta il lettore ad interrogarsi sulle varie sfaccettature della natura umana.
Argomenti come religione, natura, solitudine ed egoismo, sono trattati in modo magistrale, capace di raggiungere una profondità nell'animo di chi legge che porta ad analizzare e riflettere sulle tante tonalità che un singolo sentimento può avere.
Se però non è una classica storia d'amore, l'amore e l'odio sono i veri protagonisti del romanzo.
Le tonalità diverse si articolano tra sentimenti razionali e profondi ma poco attenti, come l'amore per Cathrine del Sig. Linton (suo sposo e amico d'infanzia) e quello aggressivo e decisamente possessivo di Heatcliff sempre nei confronti di Cathrine.
L'amore ingenuo di Isabella (sorella di Linton) nel confronti di Heatcliff e quello materno di Ellen nei confronti di Cathy.

Per tutta la durata del romanzo, si ha la presunzione di sapere che questa storia non può avere un lieto fine.
Ma come sempre, nulla è come sembra!!

Cime tempestose è un capolavoro articolato e completo sulla natura umana e sulla diversità dei sentimenti che condizionano lo svolgimento delle vite.
Con quel lato gotico, a tratti teso e ingiusto, racconta del sentimento genuino e profondo dell'amore in una cornice dove amori impossibili, travagliati e ossessivi sembrano dare più un'accezione di tormento e difficoltà ad un sentimento così genuino, che sa invece rinascere e brillare illuminando l'anima di quelle persone che sanno essere nobili anche se coperte da strati e anni di ingiustizie subite.


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Emily Bronte

Emily Bronte: Terzogenita di un parroco anglicano di origine irlandese, uomo eccentrico e chiuso. Quando la madre muore nel 1821, il padre si ritrova a dovere crescere cinque figlie femmine e un maschio. La tisi si porta via le due sorelle maggiori e le altre, che vengono affidate alle cure della zia materna, vivono anni solitari tra le brughiere selvagge. Nel silenzio della natura Emily Brontë scopre la passione per la letteratura, condivisa anche con le sorelle Anne e Charlotte. Le tre sorelle iniziano a scrivere racconti e poesie. Nel 1842 Emily decide di fare l'insegnante. Del 1848 è il romanzo Cime tempestose che diviene presto oggetto di  scandalo: i critici lamentano la mancanza di un fine morale della vicenda. Oggi il romanzo è considerato un classico della letteratura mondiale e uno dei migliori esempi della letteratura vittoriana.
La salute della scrittrice va via via indebolendosi; muore di tubercolosi a soli trent'anni, il 19 dicembre 1848.
Fonte: Ibs.it

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“Il mio gran pensiero, nella vita, è lui. Se tutto il resto perisse e lui restasse, io potrei continuare a esistere; ma se tutto il resto durasse e lui fosse annientato, il mondo diverrebbe, per me, qualche cosa di immensamente estraneo: avrei l’impressione di non farne più parte.”