martedì 20 dicembre 2016

Recensione di "Audrey mia madre" di Luca Dotti


Audrey mia madre
Luca Dotti

Formato: Brossura
Editore: Mondadori          
Pagine: 252


Giudizio sintetico




Luca Dotti, secondogenito di Audrey Hepburn nato dal secondo matrimonio dell’attrice con lo psichiatra italiano Andrea Dotti, raccoglie in questo libro aneddoti, racconti e storie inedite legati alle fasi dell’intera vita della mamma, sottolineando attraverso ricette della stessa Audrey, fotografie, appunti e frasi di persone che ne hanno potuto apprezzare i tratti più intimi e meno mondani, quel lato meno conosciuto ma sicuramente gratificante della vita familiare.


Recensione:

Ho “incontrato” Audrey Hepburn per la prima volta in un pomeriggio primaverile del 2010, quando di anni ne avevo 22 e un’amica, che conosce bene i miei momenti di “paturnie”, mi consigliò di farmi coccolare da “Colazione da Tiffany”.
Da lavoratrice, senza troppi progetti e pretese dalla vita, quel film mi lasciò solo tanta invidia per la bellezza di Holly, lo stile di vita, le feste, l’esuberanza e Paul Varjak!!!
In realtà, la percentuale maggiore va a Paul, se una copia DVD di quel film è nella mia libreria accanto al romanzo di Truman Capote.
Ma non sono rimasta indifferente a Holly, alla sua bellezza, quegli occhi meravigliosi e ne invidiavo l’eleganza.
Poi, a 28 anni, da mamma a tempo pieno, un po’ per scelta e un po’ per mancanza di alternative, colui che mi fa apprezzare la semplicità delle piccole cose, mi regala questo libro.
E con la maturità e la strada che la mia vita ha intrapreso comincio a conoscere Audrey Hepburn, separandola completamente da Holly e dal suo Paul.
Nel 2016, se vogliamo saziare la sete di curiosità su qualche star nostrana o internazionale, ci connettiamo alla nostra iconcina di Instagram o Facebook e curiosiamo tra le foto che ogni giorno ritraggono momenti quotidiani e banalmente normali (ma quanto reali?) di celebrità indaffarate a pulire, cucinare, passare l’aspirapolvere e poi, dopo qualche ora, perfetti e impeccabili a qualche evento mondano.
Per raccontare il lato più intimo e disegnare il ritratto più dolce di chi ha fatto della “mamma” il suo impiego principale, chi meglio di un figlio può riuscire in questa impresa?
Luca Dotti, secondogenito di Audrey nato nel 1970 dal secondo matrimonio dell’attrice con Andrea Dotti, ha regalato a tutte noi (sì, perché in questo caso il regalo più grande lo fa a noi donne) l’intera e completa narrazione della vita della mamma, divisa in tutte quelle fasi che hanno caratterizzato e delineato carattere e susseguirsi di scelte ed eventi, rendendo importante e apprezzabile ogni singola fase.
La prima parte: L’infanzia tra Gran Bretagna e Belgio, gli anni della seconda guerra mondiale nei Paesi Bassi che hanno influito sul carattere e sulla capacità di apprezzare anche le piccole cose dandone valore immenso.
La seconda, sugli anni di Holliwood, con l’esordio in “Vacanze Romane” nel 1953 e il Premio Oscar che, già nell’inizio di carriera, le ha donato le chiavi di accesso al mondo delle leggende, e tutti quei film che abbiamo impressi nella mente per bravura, difficoltà di interpretazione e classe.
Il primogenito di Audrey l’ha definita “Un’anima elegante”, come non trovarsi perfettamente d’accordo?
Le tre parti centrali, dedicate alla scelta di abbandonare la scena e i riflettori di Hollywood per prendersi cura dei figli, della casa e della famiglia dopo l’incontro, a bordo della nave Calisto e il matrimonio, con Andrea Dotti e la successiva nascita di Luca.
E poi l’ultima parte, che sottolinea l'importanza degli anni dedicati alla missione di ambasciatrice dell’UNICEF, dal 1988 alla scomparsa nel 1993.
Già dall'introduzione, Luca spiega perfettamente l’impronta che ha deciso di dare al libro, non su Audrey Hepburn ma semplicemente su Audrey la sua mamma:
“Non ho mai conosciuto Audrey Hepburn. A un gruppo di giornalisti che mi chiedeva con insistenza di lei, da piccolo risposi un po’ seccato <<vi sbagliate, sono il figlio della Signora Dotti>>."
La mamma che amava organizzare cene con gli amici, che raccoglieva fiori freschi ogni giorno dal giardino, che andava al mercato di Morges a comprare la verdura se quella dell’orto di casa non era abbastanza.
Oltre ai racconti che il libro riporta e che danno una visione inedita di un personaggio così celebre, le fotografie che ne accompagnano la narrazione, riflettono perfettamente la semplicità e l’eleganza d’animo di Audrey.
Una su tutte, la mia preferita, la prima, che la ritrae sul divano in un momento di relax con il cerbiatto “Ip”e l’amato Yorkshire Mr. Famous.
Oltre all’intensità dei racconti e alla bellezza delle fotografie, il libro è custode di ricette più o meno classiche, legate ognuna ad aneddoti delle giornate, delle amicizie, delle feste e della vita di Audrey Hepburn.
La mia copia è ormai satura di post-it di ricette che non vedo l’ora di provare.
Dalla torta al cioccolato, le penne alla Vodka, le Madaleins ecc.
Per la dolcezza, la scrittura semplice, la bellezza dei ritratti stampati, le descrizioni sincere fatte anche da amici, i bigliettini e le annotazioni, questo libro è entrato di diritto nel mio “scaffale dei preferiti”.
E se volete fare un regalo alla mamma, questo libro è perfetto.
Perché anche se ha vinto l’Oscar, se fa parte della classifica delle “più grandi star della storia del cinema”, le più grandi soddisfazioni la ha avute nella vita privata grazie al calore dei figli, degli amori e degli amici.
E per tutte le mamme, che troppo spesso vengono sottovalutate o date per scontate, questo potrebbe essere un dono d’amore per mettere in risalto il colore della casa e dei figli che sono la ricetta migliore per la ricerca della felicità.




“La bellezza di una donna non dipende dai vestiti che indossa né dall'aspetto che possiede o dal modo di pettinarsi. La bellezza di una donna si deve percepire dai suoi occhi, perché quella è la porta del suo cuore, il posto nel quale risiede l'amore.”
  Audrey Hepburn