domenica 11 dicembre 2016

Recensione di "Pop Toys" di Giovanni Lucchese


Pop Toys
Giovanni Lucchese

Genere: Racconti
Pagine: 105
Editore: Alter ego





E se i giocattoli potessero parlare? Quante, e soprattutto quali storie racconterebbero?
Di sicuro non le favole che iniziano con "C'era una volta.." e terminano con "...e vissero tutti felici e contenti". Eh no. I giocattoli di Giovanni Lucchese sono pop, e in quanto tali non possono che essere calati in tutto e per tutto nella modernità e nel quotidiano. Nella vita, insomma.
Ai suoi Pop Toys l'autore affida una critica feroce e disillusa: che si tratti di Barbie, despota viziata e viziosa, di Pinocchio e delle sue fragilità, delle Bratz, eroine del femminismo più radicale, o di un Playmobil all'improvviso consapevole di essere ormai sorpassato, i protagonisti di questa originale raccolta descrivono, attraverso le proprie vicende, la società che li circonda e nella quale, a volte loro malgrado, sono costretti a vivere. Su tutti, Il mostro. Perchè, a volte, i veri mostri non sono quelli di plastica ma quelli in carne e ossa. E perchè, a volte, i peluche e le ballerine nelle sfere di cristallo hanno un cuore molto più grande degli esseri umani.

Recensione:
Natale si avvicina e, come sempre a poche settimane di distanza, è iniziata la caccia al regalo perfetto per far contenti i bimbi nel giorno più dolce dell'anno.
Ma se quei giochi di plastica, spesso "made in China", avessero un lato umano, cosa avrebbero da raccontare? Quale quotidianità si nasconderebbe dentro la cesta dei giochi satura di omini e animaletti costretti a convivere per la gioia del bimbo che li possiede?

L'inizio di questo libro rende esattamente l'idea di ciò che può accadere nella cesta dei giochi, nel momento in cui il soldatino perde la trombetta, e tutta la combriccola di giocattoli si mobilita, più o meno di buona volontà, per recuperarla.
Ne esce un perfetto e variegato estratto di caratteri, un vagone del trenino sboccato, l'insopportabile Sapientino, il costante battibecco tra Barbie e le Bratz.
E questo è l'inizio di una serie di racconti che, proprio attraverso queste differenze, affronta temi spesso delicati, che caratterizzano la società umana riflessa nei giocattoli che diventano spugne di ciò che li circonda.
Donando a questi giochi vita e quotidianità, l'innocenza di questi oggetti viene sostituita da caratteristiche ben definite che danno vita a modernità ma anche a situazioni di grande profondità, che fanno riflettere e che permettono di meditare sulla reale evoluzione della nostra società, dove l'uniformarsi continuo, la ricerca perenne del successo e della forza caratteriale, sfociano in episodi di violenza e di difficoltà interiori che portano a tragedie spesso annunciate.

In questi racconti troviamo davvero momenti di divertimento e allegria, come i desideri di "Big Jim Squalo 7" che per Natale si trova nelle mani di una bambina riccioluta e non dal bimbo dalle missioni avventurose che ha sempre desiderato.
Troviamo il desiderio di riscatto di un vecchio gioco PlayMobil che non si arrende al passare della moda e cerca in tutti i modi una nuova vita, anche affrontando gravi pericoli.
La vecchia macchinina che manomette la pista per le corse per non smettere di vincere ed essere accantonata o eliminata dai giochi preferiti.
Lo straziante desiderio di Biancaneve, preziosa e rara, convinta dalle Winx ad avere fiducia in se stessa e nella sua capacità di volare con un po' di desiderio...
Barbie e il suo ego senza limiti, ma anche la vita nell'attico urbano dove le preoccupazioni di Ken ruotano attorno a depilazione e corpo perfetto.
La difficile vita dei nani da giardino, Pinocchio e l'omofobia, e tanti tanti altri.

Attraverso questi racconti, Giovanni Lucchese dona ai giocattoli la vita, e ciò che ne emerge è una raccolta di avvenimenti legati molto alla modernità quotidiana della nostra società.
Si affrontano temi delicati come l'omofobia e il bullismo, la fragilità e l'invidia in modo toccante, serio e profondo, cogliendo il senso di ogni avvenimento, anche se i protagonisti sono spesso, e non sempre, pezzi di plastica non proprio ritratto della serietà.
Oggetti che dovrebbero rappresentare infanzia e spensieratezza, diventano artefici e carnefici, vittime e salvatori di una società che li circonda, più grande ed elaborata, ma che ha saputo trasmettere tutte quelle caratteristiche che rendono la modernità un calderone di violenza, giudizio e ricerca perenne di successo.
E anche se si alternano momenti profondi ad altri più divertenti, il messaggio dell'autore è chiaro e perfettamente elaborato.
Che siano oggetti di plastica, pezza o porcellana, se doniamo umanità a tutto ciò che ci circonda, il riflesso delle nostre vite modificherà anche l'animo dell'oggetto più innocente.
Le perversioni erotiche, le fragilità, l'invidia, la diversità e l'ego, mieteranno vittime e renderanno un mondo di svago e spensieratezza, luogo di profondi e atroci attimi di una società che circonda noi esseri umani ma che non vediamo, o non vogliamo vedere.
A volte però, i giochi danno dimostrazione di avere un cuore più grande di noi umani, quando un mostro in carne e ossa, cerca di spezzare la serenità dei piccoli padroni di giocattoli dall'animo buono.

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Giovanni Lucchese è nato a Roma nel 1970. Dopo aver studiato recitazione e lavorato in alcuni piccoli teatri di Roma, si è trasferito a Londra per alcuni anni.
Nel 2002 è tornato a Roma, dove lavora come libero professionista. Appassionato di musica, cinema e letteratura contemporanea, dal 2012 frequenta corsi di narrativa presso la Scuola Omero.
Ha pubblicato diversi racconti sulla rivista "O", sul blog "Fantareale" (El diablo e Nylon) e sulla piattaforma "Storiebrevi". Pop Toys è la sua prima raccolta di racconti, recensita in modo positivo dalla commissione del Premio "Calvino 2015". Attualmente è impegnato nella stesura del suo romanzo.
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