domenica 23 ottobre 2016

A....come Austen! Recensione di "Orgoglio e Pregiudizio"

 
Orgoglio e Pregiudizio

Jane Austen

Formato: Brossura
Genere: Romanzo
Editore: Newton Compton editori           
Pagine: 251


Giudizio sintetico





Elisabeth Bennet è la seconda di 5 sorelle.
La madre ha un solo obiettivo, quello di riuscire a far accasare le figlie il prima possibile, in quanto, non avendo eredi maschi, l'usufrutto della casa è a rischio. 
Quando Mr Bingley si trasferisce a Netherfield insieme alla sorella e a Mr. Darcy, Mrs. Bennet tenterà in tutti i modi di far sbocciare l'amore del ricco scapolo per una delle figlie. 


Recensione:
Quando il successo di un libro si protrae nel tempo, si parla di "long seller".
Pubblicato da Jane Austen il 28 Gennaio 1813 e ancora così amato e apprezzato dopo più di 200 anni, direi che si merita tutta la luce del firmamento dei romanzi entrati di diritto nella storia della letteratura mondiale.
Questo libro, che mi è stato regalato, è stata per me la chiave per aprirmi un mondo fin'ora sconosciuto: quello dei classici.
Credevo che un libro scritto così nel passato potesse rivelarsi lento e noioso. 
Era un timore che ritenevo potesse essere più che fondato; mi faceva una vera e propria paura. 
Ho pensato: "Ecco, uno di quei libri che finirò in tantissimo tempo"; ma non mi sono mai sbagliata così tanto!
“Orgoglio e pregiudizio” non solo è attuale, frizzante, fresco e scorrevole, ma è un esempio di come il tempo possa essere annullato quando una storia e i personaggi che ne fanno parte, sanno entrare e far breccia anche nel cuore meno predisposto a romanticherie esagerate.
I personaggi sono descritti in modo superbo.
I protagonisti che fanno sognare dalla prima all'ultima pagina, Elizabeth e Mr Darcy, sono presentati e descritti così bene che le diversità caratteriali e le azioni che si sviluppano per l'interno romanzo, si apprezzano sempre, anche quando sembrano difficili da condividere. 
Non di meno vengono descritti in modo unico ed esemplare tutti i personaggi che si incontrano e intorno a cui la storia si sviluppa.
La famiglia Bennet, con il padre flemmatico e la mamma civetta, le sorelle Jane, la romantica, Mary la studiosa e Lydia e Kitty civette ed imbarazzanti.
I Bingley, dove Charles è il galantuomo dai modi gentili che farà breccia nel cuore di Jane, a cui si affiancano le sorelle perfide e doppiogiochiste.
Il cugino Collins, ridicolo e senza carattere alla ricerca della futura moglie. E tanti tanti tanti altri...
Ma due su tutti...i protagonisti:  Elizabeth, che non ha ancora compiuto 21 anni, è la seconda di cinque figlie dei signori Bennet ma, per quanto giovane, la sua personalità è un mix perfetto di sensibilità, maturità e razionalità.
Elizabeth si diverte a cercare di comprendere le diverse peculiarità del carattere delle persone, e attraverso questo gioco con se stessa imparerà prima a disprezzare e poi ad amare il carattere cinico e burbero di MrDarcy. Questa sarà una storia sudata, piena di imprevisti, complicazioni e malintesi. 
Si vedono contrapposte l'altezzosità dei borghesi da  una parte,  e la semplicità, a volte sciatta, dei familiari della protagonista, dall'altra.
L'ambientazione, i cambi di scenario, le descrizioni della vita dell'epoca e del modo di vivere, rendono ancor più bella una storia già ricca e meravigliosa.

Nel complesso questo romanzo è entrato nella lista dei miei preferiti (che, ovviamente, è ricca), ma ha anche il merito di avermi incuriosita nei confronti dei romanzi classici e degli autori che fanno parte di questo universo letterario.
Il fatto che sia al 32° posto della classifica dei libri più richiesti nelle biblioteche di tutto il mondo fa riflettere su quanto sia davvero attuale e piacevole leggere questo romanzo.
Ora uno dei propositi per i prossimi mesi è sicuramente quello di confrontarmi ancora con qualche opera della Austen, per potermi ritrovare nuovamente tra pagine nelle quali  si alternano luci e ombre che si aprono, poi,  un varco nella luce piacevole del lieto fine.



Jane Austen
Scrittrice inglese. Compì la sua educazione quasi interamente in casa, sotto la guida del padre ecclesiastico.
Nel 1801 si trasferì con la famiglia a Bath; nel 1805, dopo la morte del padre, a Southampton; poi, nel 1809, a Chawton, Hampshire, dove scrisse quasi tutti i suoi romanzi.
Profondamente attaccata alla famiglia, in particolare alla sorella Cassandra, la Austen non si sposò mai e trascorse un’esistenza raccolta e casalinga, interrotta solo da brevi visite a Londra e ai luoghi di villeggiatura sulla costa meridionale inglese.
Il suo primo romanzo completo a noi pervenuto è L’abbazia di Northanger (Northanger abbey), pubblicato solo nel 1818.
Il romanzo è centrato sul tema della maturazione di una giovane ingenuamente romantica, convinta, all’inizio, che la vita sia fatta a somiglianza dei romanzi «gotici» della Radcliffe (dei quali il libro costituisce la garbata parodia) e che alla fine arriva a comprendere, realisticamente, la realtà quotidiana.
Lo stesso tema (la maturazione di un’anima romantica attraverso l’esperienza) è al centro di Ragione e sentimento (Sense and sensibility, 1811), iniziato nel 1797 col titolo di Elinor and Marianne, e ritorna in Orgoglio e pregiudizio (Pride and prejudice, 1813), rifacimento del giovanile e non pubblicato Prime impressioni (First impressions, iniziato nel 1796).
Anche in Mansfield Park (1814), romanzo di complessa struttura narrativa e di ammirevole sincerità, in Emma (1816), considerato uno dei suoi capolavori, e inPersuasione (Persuasion), che fu pubblicato postumo insieme a Northanger Abbey ed è forse la sua opera più ricca e sottile, l’autrice compie un’analisi dei rapporti tra valori personali e valori sociali e della validità delle emozioni come guida del comportamento.
Il mondo descritto non si estende mai al di là dei limiti della vita e degli ambienti da lei direttamente conosciuti; ma il suo fine tocco ironico, la sua prosa elegante e fredda, la sottigliezza con cui analizza e descrive il conflitto tra esigenze psicologiche e morali di varia natura conferiscono a questa narrativa una non comune complessità e collocano la Austen tra i più grandi nomi del romanzo inglese.
Parzialmente tratto da: Enciclopedia della letteratura, Garzanti 2007
Fonte Ibs.it

"Ho lottato invano. Non c'è rimedio.
Non sono in grado di reprimere i miei sentimenti.
Lasciate che vi dica con quanto ardore io vi ammiri e vi ami."