venerdì 28 ottobre 2016

Recensione di "Kafka sulla spiaggia" di Haruki Murakami


Kafka sulla spiaggia
Haruki Murakami

Formato: Brossura
Editore: Einaudi (Super ET)  
Pagine: 514


Giudizio sintetico




Un ragazzo di quindici anni deciso a iniziare davvero a vivere e un anziano docile e ingenuo fuggono dallo stesso quartiere di Tokyo negli stessi istanti diretti nel sud del paese, a Takamatsu.
Il ragazzo, Kafka, fugge dal padre.
Il vecchio, Nagata, dalla scena di un delitto nel quale è coinvolto.
Due storie separate ma unite da un sottile filo di suspance.


Recensione:

Nella praticità della vita di tutti i giorni sono estremamente legata alla realtà e al concreto di ogni cosa, è difficile che nell’affrontare le situazioni io non leghi un’azione ad un fatto.
Non esistono "0se" e "ma", esiste l’azione e il concreto.
A volte però mi lascio trasportare dai pensieri e dai sogni, da ciò che vorrei, da quanto un sentimento si può coltivare ogni giorno con una sana dose di desiderio di ciò che si vorrebbe e forse è questo l’ingrediente segreto per capire e apprezzare un romanzo di Murakami.
Non mi sono mai cimentata con romanzi onirici perché sapevo che mi sarei trovata in difficoltà, perché tutto ciò che è irrazionale e inspiegabile viene automaticamente eliminato e bollato come “assurdo” dalla mia testa.
Se non è fantascienza insomma non ha motivo di esistere.
Poi è arrivato Murakami, consigliato dall’unica persona delle tre al mondo da cui accetto consigli di lettura.
Questo libro è fatto per essere letto a mente libera  e aperta.
Non mi soffermo sulla trama, quello lo lascio a chi deciderà di intraprendere questa esperienza di lettura.
Anche perché credo che la stessa trama sia  soggetta alla diversa interpretazione che ognuno di noi vuole darle.
Dai personaggi, ai dialoghi, alle situazioni, credo che il disegno sia completo solo con la soggettiva interpretazione del lettore.
Murakami porta con “Kafka sulla spiaggia” in un mondo dove le domande non vengono poste per avere risposte, dove l’impossibile diventa la norma e ciò che all’inizio vi farà storcere il naso, con il tempo sarà qualcosa di normale ( gatti che parlano, pesci che piovono dal cielo, maledizioni, apparizioni..ecc.)
Bisogna lasciarsi trasportare dal flusso del racconto che, per quanto ricco di riflessioni profonde e metafore complesse, non risulta mai pesante o noioso.
Ogni personaggio è alla ricerca di qualcosa e le figure che si trovano in questo cammino e nel luogo di approdo comune sanno essere d’aiuto e di stimolo nel trovare soluzioni o percorsi alternativi per giungere alla meta.
Se la vostra idea di romanzo equivale ad una retta dove inizio e fine sono ben delineati, dove ad un’azione corrisponde una reazione, dove ogni fatto ha una razionale motivazioni e dove alle domande poste alla fine viene data una risposta, troverete serie difficoltà nella lettura e nella comprensione di autore e libro.
La difficoltà sta, secondo me, nell’accettare le surreali svolte che la storia prende, nel tenere aperte domande che non avranno risposte e situazioni che non hanno senso apparente, o forse non ce l’hanno proprio.
La bravura di Murakami sta nel regalare al lettore dei personaggi molto caratterizzati.
Ti affezioni, ti fondi nelle esperienze vissute e cerchi di immedesimarti nella persona che cerca risposte a domande che appartengono un po’ a tutti noi.
Alla fine si sente nell’aria un inspiegabile senso di insoddisfazione ma senza capirne la ragione.
Dicono poi che il Giappone descritto da Murakami non sia il vero Giappone ma un posto vagamente simile che viene colmato dalla fantasia orientale del lettore.
E lo stesso autore viene descritto come “l’americano” fra gli scrittori orientali.
La scrittura è eccezionale e ad ogni pagina girata o capitolo concluso si sente una forma di tranquillità e di pace che porta a leggere il libro in pochissimo tempo.
La verità è che di questo libro non ho capito molto, ma non mi chiedo il perché, mi godo questa sensazione di incompletezza e la miriade di riflessioni che scaturiscono anche molto dopo aver finito questa lettura.
Mi sono lasciata trasportare dal racconto ed è stato bello abbandonarsi a qualcosa di nuovo.
E’ stato bello prendere per mano Murakami e toccare luoghi che non avrei mai esplorato, vivere un’esperienza di lettura diversa e cogliere il fascino del surreale e apprezzarlo pagina dopo pagina.

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Murakami Haruki è nato a Kyoto ed è cresciuto a Kobe. È autore di molti romanzi, racconti e saggi e ha tradotto in giapponese autori americani come Fitzgerald, Carver, Capote e Salinger. Con La fine del mondo e Il paese delle meraviglie Murakami ha vinto in Giappone il Premio Tanizaki. Tra i libri pubblicati da Einaudi troviamo Dance Dance Dance, La ragazza dello Sputnik, Underground, Tutti i figli di Dio danzano, Norwegian Wood, L'uccello che girava le Viti del Mondo, Kafka sulla spiaggia, After Dark, L'elefante scomparso e altri racconti, L'arte di correre, Nel segno della pecora, I salici ciechi e la donna addormentata, 1Q84, A sud del confine, a ovest del sole, Sonno, L'incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggioUomini senza donne, Prigioniero in biblioteca («La storia, parente diretta di Luka e il fuoco della vita di Salman Rushdie, ma con meno mitologia, è molto divertente per i lettori più giovani ma è abbastanza profonda da affascinare anche gli adulti che hanno ancora il piacere della fantasia.» Da una recensione di «Internazionale»).
Fra marzo e maggio del 2013 Einaudi ha pubblicato i dodici titoli della uniform edition nei Super ET, con le copertine di Noma Bar. Del 2013 anche il saggio musicale Ritratti in Jazz con i disegni di Wada Makoto.
Fin dal suo primo romanzo, Ascolta la canzone del vento del 1979, Murakami si è imposto sulla scena letteraria giapponese come uno scrittore di primo piano che non sembra appartenere alla tradizione nipponica.
Tra i numerosi premi ricordiamo il World Fantasy Award (2006), il Franz Kafka Prize (2006) e il Jerusalem Prize (2009). Lo scrittore giapponese è stato indicato come uno dei favoriti all'assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura.
Fonte: ibs.it

“… Cammino lungo la riva della coscienza, dove le onde si muovono in un flusso e riflusso continuo. Quando arrivano, lasciano dietro di sè delle scritte che subito l’ondata successiva cancella.
Cerco di leggerle in fretta, nel breve intervallo fra un’onda e l’altra.
Ma non è facile.
Prima che faccia in tempo a leggere, arriva una nuova onda a cancellare tutto.
Nella coscienza rimangono solo indecifrabili frammenti di parole… ”