martedì 28 marzo 2017

Recensione "Notti al Circo" di Angela Carter


Notti al circo
Angela Carter



Formato: Brossura
Genere: Romanzo
Editore: Fazi Editore           
Pagine: 430



Giudizio sintetico




Jack Walser è un giornalista alla ricerca di storie che mettano in luce imbrogli di "falsi miti", uomini e donne dalla personalità discutibile, protagonisti di successi immeritati.
Per questo motivo si reca a Londra dove, in un camerino disordinato e dall'odore sgradevole, ha la possibilità di intervistare Fevvers, l'aeralist più famosa del mondo, dotata di ali dalla nascita e trapezista che annulla ogni legge fisica, icona di un mondo di favole e realtà, uccello umano che affascina e conquista il mondo.
Con questa intervista Walser spera di smascherare il trucco che si nasconde dietro al successo di una donna che, a suo parere, ha sicuramente origine da un imbroglio orchestrato magnificamente.
Fevvers inizia a raccontare la sua vita, l'abbandono davanti ad un bordello e l'incontro con Lizzie, che non la lascerà mai e che riempie con la sua unicità il presente dell'artista.
Una vita caratterizzata da situazioni improbabili, personaggi che sembrano usciti da un mondo fantastico, una favola che viene raccontata come realtà.
Ma più Walser cerca di trovare pecche o contraddizioni, più rimane affascinato da questa donna, dalla sua storia e dalla magia che la circonda... .

Inizia così la seconda parte del romanzo, dove Walser decide di seguire il circo, in prima battuta per scovare altre storie da raccontare, in realtà perchè affascinato dall'ambiente e dalla bizzarra dimensione che si nasconde dietro al tendone.
Il circo parte da Londa per San Pietroburgo, Walser si unisce ai clown e tutto cambia, i personaggi si svelano e raccontano la propria storia, i numeri che vengono esibiti rendono visibile anche la faccia nascosta della realtà, ma tutto sembra essere parte magica di un mondo statico.
Dal maiale veggente del Colonnello Keatrny, Mignon, Samson, il capo clown Buffo e tanti altri, le storie passate si intrecciano al presente, raccontando personaggi che sembrano usciti da un libro di favole per adulti, protagonisti maleducati e volgari di una fiaba.

Alle porte del nuovo secolo, il XX, il Colonnello Kearny proprietario del circo, non si accontenta della Russia, vuole condurre il circo al cospetto dell'imperatore del Giappone, ma qualcosa nel viaggio in treno andrà storto, e la storia, mantenendo l'aura magica, continuerà a destreggiarsi fino all'epilogo che è tutto da scoprire... .

Recensione:
Non avevo mai letto romanzi di questa autrice ma, grazie alla nuova e bellissima edizione di Fazi Editore, la copertina e la sinossi mi hanno catturata velocemente, facendomi entrare in una trama che non lascia spazio alla razionalità ma che impone vedute coraggiose e collegamenti fantasiosi in un mondo bizzarro, un circo di fine XIX secolo... .
Nella prima parte, la storia di Fevvers cattura, ci si chiede se è frutto di fantasia, si cerca, come il giornalista, di trovare la frase che smonti il castello improbabile.
Nel dolce fluire del racconto però, si perde l'interesse e la razionalità e ci si abbandona alla storia, ai suoi personaggi improbabili, all'annullamento del tempo, dello spazio e delle leggi fisiche.
Il racconto di Fevvers, questa donnona di un metro e novanta, rozza, dai modi volgari e accompagnata dal bicchiere di champagne, è lucido e ricco di caratteristiche, di dettagli e di personaggi, che accompagnano il lettore per l'intero romanzo.

Angela Carter mi ha colpita, portata in un mondo unico, di personaggi che sembrano usciti da fiabe volgari per adulti, ma che nascondono battaglie interiori e personali.
Non bisogna pensare che sia un romanzo fantasioso e improbabile, la leggerezza di alcuni dialoghi e situazioni, viene compensata dalle insidie e dalle difficoltà di ciascun personaggio.
La stessa Fevvers, nel racconto iniziale della sua vita, deve affrontare prove inimmaginabili, circondata da personaggi degni dei cartoni Disney, ma vittime di ingiustizie.

L'ironia nella narrazione e nei dialoghi della stessa Fevvers, le caratterizzazioni dettagliate di luoghi e personaggi, proiettano in questo mondo magico, dove la vittima riesce quasi sempre ad avere giustizia e dove, con grande difficoltà, l'amore vince.

Ho colto grandi messaggi nascosti tra le righe.
Per quanto il libro sia stato pubblicato nel 1984, il carattere femminista dell'autrice, il messaggio nascosto tra le righe e le provocazioni, sono palesi e prendono il corretto posto all'interno della storia.

Ho amato lo stile chiaro, a tratti sboccato, lo stato di fantastica realtà entro cui si svolge la storia, la forza della narrazione, i cambi di scena e gli stravolgimenti narrativi.
Curiosa di leggere altri libri dell'autrice, credo che questo romanzo sia un'imperdibile tuffo in un mondo dove fantasia e dramma si prendono per mano producendo capolavori di stile.




ANGELA CARTER
Eastbourne, 7/5/1940 - Londra, 1992

Scrittrice britannica.
Nata Angela Stalker, cominciò a fare la giornalista a Croydon, nel Surrey, a cavallo fra gli anni Cinquanta e il decennio successivo, quindi si trasferì a Bristol, dove si sarebbe poi laureata in letteratura inglese medievale.
Per due anni visse in Giappone, collaborando al New society con articoli (che sarebbero stati raccolti nel 1982 in "Nothing sacred: selected writings").
Insegnò scrittura creativa presso varie università (Sheffield, 1976-78; Providence, 1980-81; Adelaide, 1984).
La sua opera le valse ampia conoscenza presso gli scrittori, caratterizzata com'era da una scrittura manierata ma di grande ricchezza e carattere, carica di riferimenti metaletterari, citazioni e allusioni.
I primi romanzi, "Shadow dance" (1966) e "The magic toyshop" (1967), coniugano un'ambientazione crudamente realista con un carosello di personaggi grotteschi.
Nel successivo "Heroes and villains" (1969) prevale un tono avventuroso, e fanno capolino cenni di quell'irriverente erotismo che diverrà uno dei marchi di fabbrica della narrativa di Carter. Le radicali concezioni femministe dell'autrice fioriscono e trovano il loro compimento più alto nel romanzo "The passion of new Eve" (1977; trad. it. 1984) e soprattutto in "The Sadeian woman: an exercise in cultural history" (1979; trad. it. 1986).
In aperta opposizione a una cultura maschilista si pongono anche "Nights at the circus" (1984; trad. it. 1985) e l'ultimo romanzo "Wise children" (1991; trad. it. 1992), incursione nel mondo del teatro shakespeariano.
Carter seppe misurarsi con successo anche nella personalissima riscrittura di favole o di storie appartenenti al repertorio popolare, mirando spesso a sovvertirne le premesse ideologiche: "The bloody chamber and other stories" (1979; trad. it. "La camera di sangue" 1984), dal quale è stato tratto il film "The company of wolves" (1984) di N. Jordan; "Black Venus" (1985; trad. it. 1986); "The Virago book of fairy tales" (1990; trad. it. "Le fiabe delle donne", 1991) e The second Virago book of fairy tales (1992), raccolte di favole di provenienza extraeuropea.
Scrisse anche commedie radiofoniche.
Nel 1995 è stata pubblicata postuma una raccolta di racconti con prefazione di Salman Rushdie, Burning your boats (trad. it. "Nell'antro dell'alchimista: tutti i racconti", 2 voll., 1997-98).